8 September 2026

Australia, variazioni sul tema: «Ampi margini di crescita, è la domanda a essere cambiata»

australia«Su una destinazione come l’Australia ci sono ancora ampi margini di crescita: è la domanda a essere cambiata», afferma Matteo Prato, referente per l’Italia di Tourism Australia, al termine della prima edizione di Aussie Talks 2026 organizzata da Quality Group. «Ne è emerso un racconto più dinamico, fatto di idee, confronti e punti di vista condivisi – commenta Prato -, utili a individuare le barriere ancora presenti nella vendita dell’Australia e a costruire un’offerta sempre più strutturata per budget e interessi».

Il mercato italiano conferma segnali di grande solidità: tra dicembre 2024 e novembre 2025, gli arrivi dall’Italia hanno raggiunto 74.970 unità (+15% rispetto all’anno precedente) e a fine dicembre scorso si ritiene completata la ripresa post-pandemia. Trainanti sono sia il segmento leisure (+20%) sia quello holiday (+22%). La motivazione principale resta la vacanza (39%), seguita dal Vfr (27%), riferito a chi parte per andare da parenti e amici. Aumentano i giovani – molti dei quali fra i 18 e i 35 anni usufruiscono del visto che permette di lavorare, studiare e fare una vacanza – e i clienti che viaggiano in autonomia, mentre gli itinerari (in media 18-21 giorni) non si accorciano, ma risultano più mirati e circoscritti.

Entro il 2030 gli italiani diretti nel Down Under potrebbero toccare quota 90.000, sostenuti dagli investimenti di Tourism Australia e dal ruolo ancora centrale del trade, che in Italia intercetta il 32% delle prenotazioni. Il turista italiano si distingue per l’elevata spesa (+21% rispetto al 2019, al netto dell’inflazione) e per la propensione a esplorare il Paese oltre le grandi città, costruendo itinerari diffusi e ad alto impatto economico sulla destinazione.

«L’Australia non è solo la meta “una volta nella vita” o il classico viaggio di nozze – conclude Prato -. Evoca avventura, natura, fauna selvatica e cultura aborigena, scoperta tra oceano e deserto. Per migliorarne la percezione, Tourism Australia lavora a stretto contatto con gli operatori, affiancando la costruzione del prodotto a un solido programma b2b di formazione. In Italia, a metà anno fiscale, sono già stati formati 400 agenti di viaggio, con 700 membri attivi nella community e 33 Premier Aussie Specialist, professionisti che non solo conoscono e vendono la destinazione, ma la promuovono in modo proattivo».

Le preferenze dei viaggiatori italiani

L’italiano, dopo aver visitato le grandi città, desidera andare oltre ed esplorare i diversi territori. Le aree più amate restano: il New South Wales, che calamita l’attenzione con l’iconica Sydney; il Queensland, con la sua Barriera Corallina e un’offerta mare variegata; e Victoria, con Melbourne e la Great Ocean Road. Nel cuore dell’outback attrae Uluru, Ayers Rock, luogo sacro per gli aborigeni.

A registrare una marcata crescita è il Western Australia, grazie anche al volo diretto Roma-Perth di Qantas e alla promozione della regione come porta d’ingresso “più vicina” all’Australia, ricca di esperienze, natura, gastronomia e barriera corallina. Ci sono poi luoghi come Kangaroo Island (South Australia), con 400 abitanti e piccole strutture ricettive, dove il turismo rappresenta una risorsa fondamentale; e ancora la Tasmania, vera perla destinata a emergere, ideale per chi cerca un’Australia autentica e fuori dal tempo.

(Federica De Luca)

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