27 May 2024

Aruba: il documentario ‘Blue Lizard Effect’ racconta il perché l’isola sia la più felice del mondo

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Che Aruba sia “L’isola più felice del mondo” – come recita da tempo il claim dell’ente del turismo – viene ora raccontato da un documentario firmato da Hbo.

Il Blue Lizard Effect è il nuovo documentario che indaga sul perché Aruba sia considerata un’isola felice e cosa questo significhi nella pratica. Il presentatore tv Jason Silva, conduttore sudamericano dei programmi tv “Brain Games” e “Origins”, episodio dopo episodio cercherà di svelare il mistero del “Blue Lizard Effect” e di come questo si manifesti proprio, ad Aruba. Il documentario, prodotto da Pacifista Films e da Aruba Tourism Authority, è disponibile in Italia sul canale YouTube di Discovery TV dal 20 aprile.

Cosa significa essere un isolano e vivere circondati dall’oceano? Quali sono le radici storiche, quelle più mistiche e terrene dell’isola? Che importanza ha il vento, costante e salmastro, nella natura distintiva dell’isola e nella mentalità dei suoi abitanti? Quali metamorfosi e trasformazioni sta vivendo oggi l’isola, in costante cambiamento e movimento proprio come un fuoco? Queste sono solo alcune delle domande che Jason Silva si porrà durante questo viaggio raccontato in 4 episodi dedicati ognuno a un diverso elemento naturale: acqua, terra, aria e fuoco.

Nel suo viaggio sarà accompagnato da 12 arubani che gli consentiranno di ottenere una comprensione più profonda di ciò che li rende veramente felici e di come questi fattori influenzino il modo in cui interagiscono tra loro, con i visitatori e con la natura che li circonda. Il viaggio risulterà essere un processo trasformativo che, come spesso succede durante un soggiorno ad Aruba, coinvolgerà anche il presentatore stesso che affronterà le sue paure e i suoi timori più profondi, superandoli attraverso un profondo contatto con l’autenticità, il legame con la natura, le radici culturali, i sapori locali, l’avventura e le tradizioni.

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Di seguito le principali:\r\n\r\n \tOlio motore: se non è a livello bisogna rabboccarlo. Se invece è trascorso un certo intervallo chilometrico indicato dalla casa produttrice serve sostituirlo.\r\n \tCatena: deve trovarsi alla giusta tensione, ben lubrificata e pulita. In presenza di un tragitto a lunga percorrenza è buona abitudine portare con sé uno spray lubrificante, in modo da poter dare una mano ulteriore durante lo spostamento.\r\n \tFreni: da monitorare pastiglie, liquido dei freni e dischi.\r\n \tPneumatici: da verificare la pressione e se sono usurati. Si tratta di una parte essenziale, in quanto è l’unica a diretto contatto con l’asfalto. Incide direttamente sulla performance e sull’affidabilità del veicolo, soprattutto per quanto riguarda la frenata.\r\n \tFari e frecce: vanno controllati perché permettono agli altri guidatori di avere una visibilità ottimale del mezzo.\r\n\r\nLa scelta dell’abbigliamento da moto\r\nLa scelta dell’abbigliamento per un motociclista è qualcosa di fondamentale, dal momento che incide da un lato sulla comodità alla guida e dall’altro sulla visibilità su strada. Vediamo insieme cosa è bene sempre acquistare:\r\n\r\n \tGuanti da moto: sono una protezione cruciale dal freddo, dagli agenti atmosferici e, soprattutto, qualora si verificasse un incidente. È preferibile scegliere un modello di una taglia più grande, così da poter inserire dei sottoguanti, più aderenti e in grado di favorire la circolazione. Esistono, inoltre, tipologie ancora più protettive: sono quelle in carbonio o in kevlar. Il consiglio è in ogni caso di misurare i guanti, in maniera tale da capire quale soluzione è più in linea con le proprie esigenze.\r\n \tScarpe, pantaloni e giubbotti: è essenziale che aderiscano perfettamente. Per quanto riguarda le calzature, si rivelano decisamente validi gli stivali da motociclista, soprattutto se si percorrono strade sterrate. Per gli spostamenti notturni, sono invece da prediligere le versioni contenenti inserti luminescenti. La giacca, insieme ai pantaloni, è imprescindibile qualora capitasse di cadere dal veicolo per varie ragioni e consente di contenere non poco l’entità dell’infortunio.\r\n \tTuta da moto: per il mototurismo è consigliabile un capo a due pezzi, che permette di avere separati giubbotto e pantalone. La scelta deve essere fatta principalmente in base al comfort, un fattore soggettivo e che influisce, al contempo, sulla postura adottata alla guida.\r\n\r\nFare in modo di essere visibili\r\nChi viaggia sulle due ruote è consapevole dei rischi a cui va incontro e dell’importanza di risultare ben percepibili dagli altri guidatori. Sotto questo punto di vista, è fondamentale indossare un abbigliamento dai colori vivaci o rifrangenti.\r\n\r\nPer aumentare la percezione del mezzo è inoltre buona norma applicare delle luci come supplemento durante le ore notturne o in caso di eventi atmosferici avversi, come la pioggia.\r\n\r\nQuesto consiglio è valido, inoltre, nel momento in cui ci si accosta lungo una piazzola; in caso di imprevisto è bene segnalare la propria presenza con una luce rossa intermittente.\r\nGuidare con prudenza: il fattore che fa la differenza\r\nUna guida attenta, prudente e rispettosa del Codice della Strada è il vero fattore che fa la differenza quando si sta sulle due ruote: vale per chi è alle prime armi come per chi ha una maggiore confidenza del mezzo.\r\n\r\nUn aspetto da non sottovalutare vista l’adrenalina che genera lo stare in sella, soprattutto in strade all’apparenza poco trafficate o piacevoli da percorrere.\r\n\r\nRispettare i limiti di velocità, i segnali stradali e avere un’andatura tale da consentire di frenare agevolmente sono piccole abitudini di buon senso, virtuose e in grado di garantire una maggiore sicurezza.\r\n\r\nAttenzione allo slalom tra le autovetture, specialmente quando si ha un bagaglio considerevole o si ospita a bordo un’altra persona: perdere l’equilibrio è un attimo.\r\n\r\nIl manto stradale presenta spesso delle imperfezioni, come buche, foglie che fanno slittare gli pneumatici e via dicendo: possono mettere a dura prova persino un guidatore esperto. 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