1 marzo 2017 13:22
Cambio della guardia all’ente sloveno per il turismo in Italia. Aljoša Ota è stato appena nominato nuovo direttore prendendo in consegna la direzione dell’ufficio con sede a Milano dalle mani di Gorazd Skrt. Nato e cresciuto a Trieste, Ota si è laureato in economia aziendale all’università degli Studi di Trieste. Aljoša Ota parla cinque lingue e vanta oltre 10 anni di esperienza, divisa tra il settore finanziario e quello turistico. «Sono onorato di intraprendere questa nuova avventura e di rappresentare la Slovenia in Italia. Uno tra i miei primi impegni sarà quello di incontrare tutti i protagonisti del comparto turistico italiano per conoscere le loro esigenze e pianificare al meglio il lavoro del nostro ufficio – afferma Ota -. Il mercato italiano continua a rappresentare una sfida, anche se il numero dei turisti è in costante crescita. Obiettivo che mi pongo è quello di sviluppare maggiormente il Nord Italia e di creare una meritata strategia ad hoc per l’area del Centro-sud». Nel 2016 il turismo sloveno ha registrato numeri da record, superando la soglia dei 10 milioni di pernottamenti totali. Oltre il 34% dei turisti stranieri che hanno visitato la destinazione nel 2016 sono italiani, dato che conferma il nostro mercato quale principale, con pernottamenti annuali che superano il milione e arrivi che sfiorano i 500 mila, per una crescita pari all’8%. Oltre ai risultati record, lo scorso anno ha visto l’ente protagonista di numerosi progetti di successo, come la campagna digitale mondiale Slovenia – Make New Memories, che ha raggiunto oltre 42 milioni di visitatori in 13 mercati e il lancio del nuovo portale turistico www.slovenia.info progettato secondo le più innovative tendenze del settore delle tecnologie online. «Gli italiani sono molto interessati al nostro patrimonio culturale e ai centri termali e sono attratti dalle potenzialità della nostra enogastronomia. Svilupperemo, inoltre, ulteriormente la promozione digitale perché tutti possano conoscere questa boutique destination posta nel cuore verde d’Europa».
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A Roma l’intervista di Travel Quotidiano al ministro del Turismo e delle Antichità: focus su mercato italiano, sicurezza, collegamenti e investimenti
Egitto e Italia rafforzano la collaborazione nel turismo. La visita ufficiale in Italia di S.E. Sherif Fathy, ministro del Turismo e delle Antichità della Repubblica Araba d’Egitto, accompagnato da una delegazione dell’Ente del Turismo Egiziano guidata dal Presidente Ahmed Youssef e da Emad Fathy Abdallah, ex Direttore dell'Ente in Italia e attuale Capo del Dipartimento Centrale degli Uffici del Turismo, ha confermato il peso del mercato italiano nella strategia della destinazione.
Gli incontri a Roma e Milano con tour operator, compagnie aeree e giornalisti di settore hanno avuto l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra i due Paesi. A margine della tappa romana, Travel Quotidiano ha incontrato il ministro Sherif Fathy per approfondire prospettive, investimenti e priorità del turismo egiziano.
L’Italia è storicamente un mercato molto importante per l’Egitto. Che ruolo ha oggi nella vostra strategia?
«L’Italia è un mercato strategico per l’Egitto. Il legame tra i due Paesi è molto forte, non soltanto sul piano turistico, ma anche storico, culturale ed economico I viaggiatori italiani occupano un posto speciale per noi: sono interessati a esperienze diverse, scelgono il patrimonio archeologico, il mare, le immersioni e anche forme di turismo attivo».
La situazione geopolitica dell’area può incidere sulla percezione dei viaggiatori. Qual è oggi la vostra lettura del mercato italiano?
«Il mercato italiano registra un incremento del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: è un risultato significativo, perché conferma la fiducia nella destinazione e una maggiore consapevolezza della sicurezza dell’Egitto. Quando la crisi geopolitica si è intensificata, abbiamo vissuto una fase di rallentamento, perché in molte parti del mondo il Medio Oriente viene ancora percepito come un’unica area. Ma l’Egitto è lontano dalle zone di conflitto, non ha avuto problemi legati alla continuità della fruizione turistica, è riconosciuto per la sua sicurezza e ha sempre incoraggiato la pace. Per il mercato italiano non credo sia necessario fare appelli: i numeri dimostrano già una buona capacità di distinguere la situazione dell’Egitto dalle tensioni presenti in altre aree della regione».
L’Egitto ha registrato risultati positivi negli ultimi anni. Quali sono oggi le priorità per sostenere questa crescita?
«Lo scorso anno il turismo in Egitto è cresciuto del 21%, quest'anno l'obiettivo è arrivare al +26%. La priorità è accompagnare questa crescita lavorando su qualità, sostenibilità e connettività, ma soprattutto sulla valorizzazione della diversificazione dell’offerta. L’Egitto non è una destinazione legata a un solo prodotto: offre esperienze culturali e archeologiche, località balneari sul Mar Rosso, crociere sul Nilo, turismo spirituale, Costa Settentrionale, su cui stiamo investendo miliardi di dollari. Anche le attività promozionali saranno orientate a valorizzare questa varietà».
La capacità ricettiva è un tema centrale per molte destinazioni in crescita. L’Egitto sta lavorando anche su nuovi investimenti alberghieri e infrastrutturali?
«È in corso un ampio piano di investimenti infrastrutturali. Nell’area delle Piramidi e del Grand Egyptian Museum è prevista una profonda riqualificazione urbana che porterà alla realizzazione di 15.000-20.000 nuove camere d’albergo, soprattutto 4 e 5 stelle. Sviluppi importanti riguardano inoltre Luxor e il segmento delle crociere sul Nilo, sempre più orientato a un’offerta di alta fascia».
Quali sono le strategie per la promozione per il prossimo futuro sul mercato italiano?
«Il Mar Rosso resta un prodotto molto forte, ma oggi è possibile costruire programmi più articolati, integrando Cairo, patrimonio archeologico, crociere sul Nilo, turismo spirituale e Costa Nord. Nel piano di promozione avranno spazio anche iniziative dedicate al mercato italiano, press tour, eventi e attività con media e content creator, per raccontare meglio i diversi segmenti dell’offerta».
In che modo state lavorando con tour operator, compagnie aeree e partner della distribuzione?
«Stiamo lavorando con compagnie aeree, tour operator e altri partner per mantenere una programmazione di qualità e competitiva in Egitto, nonostante l’aumento del costo del carburante e dei costi operativi, che rappresentano una forte criticità per il settore. Sono stati introdotti incentivi specifici per preservare la capacità aerea e sostenere la continuità dei collegamenti. Il problema dei costi del petrolio è un problema globale, dobbiamo attenzionarlo e lavorare tutti nella stessa direzione».
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[post_content] => Ota Viaggi riconferma la rilevanza del Mare Italia, un prodotto che, in qualsiasi contesto geopolitico ed economico, contribuisce sempre a far cassa nei bilanci di t.o. e adv. «L’andamento del booking estivo - conferma il direttore commerciale, Massimo Diana - registra un leggero miglioramento rispetto allo scorso anno. Non parliamo di un vero e proprio boom, ma ciò che emerge è una buona capacità del prodotto di mantenere la propria attrattività, sostenuta da una domanda che continua a mostrarsi solida e costante».
Quanto alle tariffe, «la dinamica dei prezzi resta molto altalenante. Alcune realtà stanno intervenendo con offerte e azioni commerciali mirate, mentre altre sono riuscite a mantenere un posizionamento più stabile e normalizzato. Come Ota Viaggi, il nostro primo obiettivo resta sempre quello di tutelare i clienti che hanno prenotato in advance booking, preservando il valore delle scelte fatte in anticipo».
Progressiva normalizzazione
Malgrado gli sforzi, «il ricorso al last minute continua a essere presente, soprattutto in relazione alle partenze di fine giugno e alle esigenze di chi tende a decidere a ridosso della data di viaggio. Tuttavia, negli ultimi giorni stiamo registrando una progressiva normalizzazione dei tempi di prenotazione sul medio periodo, un segnale positivo che indica una graduale ripresa della capacità di programmazione da parte dei viaggiatori».
Passando alle mete di punta, Diana non ha dubbi: «Il nostro core business continua a essere rappresentato dalla Sardegna, una destinazione sulla quale Ota Viaggi vanta una forte specializzazione. Parallelamente, stiamo osservando buone performance anche per Sicilia e per il Sud Italia, territori che stanno beneficiando di una maggiore accessibilità e flessibilità negli spostamenti. In particolare, la possibilità di raggiungere queste destinazioni in auto rappresenta un elemento di competitività importante, permettendo ai viaggiatori di contenere l’incidenza dei costi legati a voli e traghetti e di mantenere più equilibrato il prezzo complessivo del pacchetto».
Fra i cambiamenti più evidenti segnalati dal manager nelle modalità di acquisto della vacanza, emerge la richiesta di una maggiore flessibilità. «Ota Viaggi ha lavorato molto su questo aspetto, comunicando al mercato una nuova policy commerciale con minimum stay ridotti a 2, 3, 4 o 5 notti e con ingressi sempre più liberi in struttura. Oggi oltre il 70-80% della nostra programmazione consente formule più flessibili rispetto al passato, sia sulla durata del soggiorno sia sui giorni di arrivo».
Un altro dato interessante riguarda la bassa stagione: «I mesi di spalla continuano a registrare livelli di riempimento molto significativi, sostenuti anche dal lavoro portato avanti sul segmento gruppi, incentive ed eventi, che rappresenta un importante elemento di diversificazione della domanda. Luglio e agosto, al momento, non registrano ancora lo stesso livello di riempimento della bassa stagione, ma confidiamo che l’andamento delle vendite delle ultime settimane possa contribuire a recuperare progressivamente il gap».
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[post_content] => Al via i lavori presso il cantiere da 135 milioni che in meno di 24 mesi darà vita al nuovo resort di Club Med. Ai piedi delle piste di Cesana Sansicario, la nuova struttura aggiungerà oltre 1000 posti letto all'offerta del territorio. In primo piano anche la ricaduta in termini occupazionali, grazie ai circa 500 nuovi posti di lavoro che creerà in zona. L'operazione, come si legge su La Stampa, è realmente entrata nel vivo, con l'entrata in azione nei terreni compresi tra la stazione di arrivo della telecabina di Cesana e la partenza della seggiovia Ski lodge-Sellette di una decina di ruspe e grossi escavatori da cava.
Nei prossimi mesi sono attesi a Cesana oltre duecento operai che si alterneranno nelle fasi preliminari, nella costruzione vera e propria dei tre grandi edifici che ospiteranno camere e servizi del resort e poi negli allestimenti e nelle finiture della struttura identificata di livello "premium" da Club Med.
Occupazione elevata
Per Cesana la realizzazione del nuovo resort a 1700 metri di quota, con affaccio sulla vetta simbolo del monte Chaberton, rappresenta un momento di significativo rilancio. Con una garanzia di occupazione pari al 100% nel periodo invernale, e fino al 70% durante la bella stagione, dall'apertura al pubblico prevista nel dicembre 2028 il nuovo Club Med porterà ogni settimana oltre mille turisti in più nelle 500 camere del resort.
Sindaci e imprenditori del territorio accompagneranno insieme alla regione la nascita del nuovo resort con investimenti coordinati dalla Sestrieres spa, sia in termini di potenziamento degli impianti di risalita che dei sistemi di innevamento programmato dell'intero domaine-skiable.
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[post_content] => Club Med prevede di inaugurare circa quaranta nuovi resort entro il 2035. Per sostenere questa crescita, che porterà il numero dei resort da 61 a 100 in questo periodo, il gruppo aprirà per la prima volta le proprie porte alle agenzie di viaggi online (ota) dalla sua fondazione nel 1950.
“Per sostenere le nostre ambizioni, ci affideremo ai nostri canali di vendita tradizionali, diversificando al contempo la distribuzione digitale. Inizieremo la distribuzione tramite le ota a partire dal primo trimestre del 2027, in modo selettivo”, ha dichiarato a L’Écho touristique Caroline Launois Beaurain, vicepresidente digital sales product di Club Med. "Siamo interessati a diverse tipologie di OTA: globali, locali, specializzate", spiega Caroline Launois Beaurain.
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Canali diretti e semi diretti
Attualmente, il marchio con il tridente afferma che il 72% delle vendite avviene tramite canali diretti e semi-diretti (attraverso i suoi affiliati).
Nella distribuzione tradizionale, Club Med adotta da molti anni un approccio selettivo. Il gruppo lo definisce "distribuzione scelta", avvalendosi di poco più di 700 agenzie in Francia che rivendono i suoi prodotti.
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[post_content] => Scendendo dal Trenino dell’Albula alla stazione di Bergün si raggiunge un’altra unicità della tratta che attraversa il verde territorio dei Grigioni: il Kurhaus Hotel Bergün.
Un hotel antico, ma con forme di accoglienza molto moderna. Uno degli Swiss Historic Hotels, eppure dotato di un sistema di riscaldamento sostenibile e parte del programma Swisstainable promosso da Svizzera Turismo. Una struttura dotata di 68 camere modulabili per formare appartamenti con cucina e bagno su richiesta, con un’attenzione per tutte le esigenze alimentari. Un hotel che accoglie fino a 6000 ospiti nei mesi più affollati e oggi si riempie anche a gennaio grazie al World Economic Forum della vicina Davos. «La storia del Kurhaus Hotel Bergün inizia nel 1903, con la costruzione della Ferrovia Retica. - racconta Christof Steiner, managing director dell’hotel -. Il paese di Bergün, a 1400 metri di altitudine, era un importante punto di passaggio per le carrozze che attraversavano il passo dell’Albula trasportando beni e persone. Ma quando venne costruita la ferrovia tutti i trasporti a cavallo si fermarono, perché il treno era più conveniente e rapido. Un gruppo di imprenditori locali capì, però, l’importanza del passaggio di una rete ferroviaria internazionale: bisognava dare a chi arrivava a Bergün un motivo per fermarsi».
Anno 1906
«Venne allora costruito il Kurhaus Hotel: era il 1906. Inizialmente venne aperto come Grand Hotel di lusso destinato all’alta borghesia. C’erano la luce elettrica e l’acqua calda corrente, un sistema di riscaldamento centralizzato e anche qualche camera oscura per sviluppare le fotografie. Ma le cose non andarono bene: il treno era troppo conveniente, poi esplose la Prima Guerra Mondiale, seguita dalla Depressone degli anni Venti e dalla Seconda Guerra Mondiale. Bergün non riuscì mai a decollare. Nel 1949 un incendio devastò parte dell’hotel e fu la sua fine. Allora la comunità di Bergün acquistò l’edificio, lo rimise in ordine e lo vendette a una compagnia specializzata in family-holiday. L’hotel venne suddiviso in appartamenti di diverse dimensioni. C’erano addirittura 200 letti e, per aggiungerne altri, venne eliminato anche il ristorante; il progetto ha funzionato per 50 anni, fino al 2002».
«A causa della mancanza di fondi, non è mi stata fatta manutenzione, quindi l’edificio si è ben preservato - continua Steiner –. Risale al 2002 la trasformazione successiva: i proprietari non erano più in grado di mantenere l’hotel e lo vendettero agli ospiti che lo frequentavano con le loro famiglie. Questi formarono una s.p.a. e vendettero le azioni. Ancora oggi il Kurhaus Hotel è una s.p.a. condivisa da 900 azionisti che prendono insieme ogni decisione. L’obiettivo comune è quello di preservare una forma di accoglienza fondata su tre pilastri: l’Hotel, i Family Apartments e la Location dove organizzare per eventi di ogni tipo. Le nostre 68 camere, che possiamo trasformare in appartamenti da 3,4 spazi, sono le stesse di 120 anni fa: semplici ma autentiche. Abbiamo poi 30 cucine che si possono aggiungere alle camere. Durante le vacanze scolastiche lavoriamo soprattutto con ospiti che usano l’hotel come family-apartments: possono accedere al nostro ristorante o servirsi della cucina (nelle vicinanze c’è un supermercato); è come avere un appartamento, ma all’interno di un hotel di cui si possono usare i servizi. Abbiamo per l’86% ospiti svizzeri, per il resto olandesi, italiani e britannici; per la maggior parte sono ospiti europei - conclude Steiner -. Durante l’anno chiudiamo solo ad aprile - perché il tempo non è bello - e due settimane a novembre».
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => La Croazia al centro della scena mondiale in occasione della Coppa del mondo Fifa 2026. Il ministero del turismo e dello sport della Repubblica di Croazia e l’ente nazionale croato per il turismo, in collaborazione con la federazione calcistica croata hanno organizzato, in occasione della Coppa , l’evento promozionale “Croatia in the game – Tourism. Sport. Culture. Flavors”, svoltosi presso l’hotel Aka ad Alexandria, in Virginia, dove si trova il ritiro della nazionale croata di calcio.
Con l’occasione è stato presentato in anteprima anche il nuovo film promozionale del turismo croato “Croatia - I hear it's beautiful", il cui ruolo principale è affidato al celebre attore di origini croate John Malkovich, che, insieme alla nazionale croata è stato la grande star della serata. Alla realizzazione del video ha contribuito il direttore creativo Pete Radovich, produttore televisivo e sportivo, anch’egli di origini croate, vincitore di 45 Emmy Awards in 18 diverse categorie.
Un'offerta d'eccellenza
L’obiettivo principale dell’evento era la promozione dell’eccellenza dell’offerta turistica croata, evidenziando i legami tra la Croazia e gli Stati Uniti attraverso lo sport e i numerosi successi degli atleti croati. Oltre a Tonči Glavina, ministro del turismo e dello sport della Repubblica di Croazia, e a Kristjan Staničić, direttore dell’ente nazionale croato per il turismo, all’evento hanno partecipato anche Marijan Kustić, presidente della federazione calcistica croata, Leila Krešić Jurić, direttrice dell’ufficio estero dell’ente nazionale croato per il turismo a New York, nonché i giocatori della nazionale croata di calcio guidati dal commissario tecnico Zlatko Dalić e dal capitano Luka Modrić. Era inoltre presente il celebre ex cestista croato Toni Kukoč, insieme a numerosi rappresentanti della diplomazia statunitense, del settore turistico e sportivo e dei media.
Salto di qualità
«Questo è il grande salto di qualità che stiamo compiendo per la prima volta e che ci consente di rafforzare in modo significativo il posizionamento della Croazia sulla scena internazionale. Mentre il leggendario John Malkovich è il volto del nuovo video promozionale della Croazia, a Dubrovnik si sono riunite star dello sport di fama mondiale come LeBron James, Kyle Kuzma e Rafael Nadal che, attraverso la competizione E1 Series – che abbiamo portato anche in Croazia – stanno diffondendo immagini spettacolari della Croazia in ogni angolo del mondo. Ciò è un’ulteriore conferma di quanto turismo e sport rappresentino una combinazione vincente, di grande forza e autenticità. Insieme danno vita a storie che superano i confini, uniscono le persone e contribuiscono a posizionare la Croazia tra le destinazioni più ambite a livello globale. Quando a questa narrazione si uniscono i nostri migliori ambasciatori – la nazionale croata di calcio, il commissario tecnico Zlatko Dalić, il capitano Luka Modrić e l’intera squadra – la promozione della Croazia acquista ulteriore forza, emozione e credibilità. Oggi la Croazia non è soltanto una destinazione che tutto il mondo desidera visitare. La Croazia è una storia che conquista il mondo» ha dichiarato il ministro Glavina.
Il mercato americano rappresenta il principale mercato di provenienza a lungo raggio e uno dei mercati strategici per il turismo croato, come confermano anche i risultati e la crescita continua che registriamo anno dopo anno. La crescita complessiva dal 2019 in termini di arrivi e pernottamenti supera il 30%, a conferma del fatto che la Croazia oggi occupa una posizione di rilievo tra le destinazioni europee più ambite dai turisti americani, grazie alla promozione costante, a un’offerta turistica di qualità e a sempre migliori collegamenti aerei.
A partire da quest’anno, la Croazia dispone di due collegamenti diretti con gli Stati Uniti, da Dubrovnik e da Spalato, e si prevede la realizzazione di un totale di 440 voli diretti tra i due Paesi. Va inoltre sottolineato che i turisti americani viaggiano tutto l’anno.
«Il mercato americano rappresenta per il turismo croato il principale mercato a lungo raggio e quello da cui generiamo il maggior volume di flusso turistico. Se a questo si aggiunge il fatto che proprio qui si sta svolgendo la Coppa del mondo di calcio, è evidente che si tratta di un’ottima opportunità per promuovere ulteriormente la Croazia come destinazione di qualità, attrattiva e sicura. È stata inoltre l’occasione ideale per presentare in anteprima il nuovo film promozionale del turismo croato con John Malkovich come protagonista. Il video è originale, diverso, e rappresenta una netta evoluzione rispetto ai precedenti contenuti promozionali, segnando al contempo un importante passo avanti nella promozione del turismo croato, di cui siamo particolarmente orgogliosi» ha aggiunto Staničić, augurando ai calciatori il successo ai mondiali e sottolineando come atleti e nazionale croata di calcio contribuiscano da anni in modo significativo alla visibilità internazionale della Croazia, in qualità di preziosi ambasciatori del Paese a livello globale.
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[post_content] => VisitPortugal lancia"It's Portugal Time", campagna internazionale per promuovere il Paese sui mercati di Stati Uniti, Canada, Brasile, Regno Unito, Spagna, Germania e Francia nel contesto dei Mondiali di calcio Fifa 2026. Con lo slogan "It's Portugal Time".
Con un approccio creativo e visivo ispirato al mondo del calcio, la campagna mette in risalto ciò che rende unico il Portogallo. PPatrimonio culturale, natura, gastronomia e mare sono i protagonisti che ritraggono la diversità del Paese. Questa campagna invita i viaggiatori a scoprire la "formazione titolare" del Portogallo, che, in questo caso, corrisponde a una selezione delle principali attrazioni turistiche del Paese. Nei giorni delle partite, quando viene annunciata la formazione titolare della nazionale, i canali digitali di VisitPortugal svelano anche la sua "squadra di casa", composta da stelle della gastronomia, della natura, del surf e del patrimonio culturale.
La promozione
La partnership tra VisitPortugal e Time Out International mira ad amplificare la presenza del Portogallo nei principali mercati internazionali attraverso contenuti editoriali, esperienze di marca e attivazioni digitali. Si tratta di una strategia di comunicazione integrata che unisce storytelling, gastronomia, cultura e lifestyle, con un focus speciale su Stati Uniti, Canada e Messico, paesi organizzatori della Coppa del mondo Fifa 2026.
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Storie vere, connessioni umane e territori da scoprire a ritmo lento. Cresce l'interesse verso proposte legate alla creatività, alla riscoperta delle tradizioni locali e al patrimonio culturale vivo che spingono i viaggiatori a rifiutare percorsi standardizzati per cercare esperienze che lascino il segno.
In questa cornice si inserisce la strategia di Turespana e Turismo di Andalusia che, in collaborazione con Harper’s Bazaar Italia, hanno presentato a Milano un manifesto dello slow tourism basato sul legame tra moda e alto artigianato. Un modello che trasforma il "saper fare" tramandato di generazione in generazione in un prodotto turistico esclusivo e unico. L'obiettivo è mostrare una Spagna inedita e autentica dell’entroterra, dove le tradizioni centenarie di Cordova, Siviglia e Cadice diventano la chiave per entrare in contatto con l’identità del territorio.
La giornata si è aperta con un workshop professionale rivolto ad agenzie di viaggio e tour operator italiani del segmento premium, che hanno potuto conoscere l’offerta turistica dell’Andalusia. La serata esperienziale è stata arricchita da dimostrazioni dal vivo di artigiani andalusi specializzati in cappelleria, pelletteria, ricami, merletti, ventagli e accessori in seta naturale e da uno spettacolo di flamenco della ballerina gaditana Macarena Ramírez.
Il valore del tempo e delle radici
In linea con la campagna internazionale “Think You Know Spain, Think Again”, che mira a mostrare un’immagine più diversificata della Spagna, l'offerta andalusa rappresenta un asset competitivo capace di intercettare una domanda business e leisure che identifica il viaggio come una vera e propria espressione del "saper vivere", attraverso itinerari che non si limitano alla visita di un luogo, ma che celebrano il saper vivere e l'incontro autentico con le comunità locali. Durante l’evento a Villa Necchi Campiglio, sono emersi i contorni di questo nuovo modo di viaggiare che metteno al centro il rispetto per la tradizione e le identità regionali.
Massimo Russo, editor chief di Harper’s Bazaar Italia, ha invitato a riscoprire una dimensione più intima del viaggio: «L'Andalusia è una terra che dà al tempo il giusto valore, offrendo lo spazio per riconnettersi con se stessi e riscoprire la semplicità. Quel 'saper fare' artigianale, tramandato di generazione in generazione, trasforma la manifattura in una vera e propria forma d'arte, creando pezzi unici e irripetibili che racchiudono l'anima di un intero territorio».
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(Anna Morrone)
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Chiara Ambrosioni
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