30 June 2022

Unioncamere – Isnart: cambiare i paradigmi per intercettare la nuova domanda di turismo

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Passare da una narrazione basata sull’Italian Way a una narrazione costruita sull’Italian Why? E’ l’obiettivo di un nuovo progetto finanziato dal ministero del Turismo e realizzato in collaborazione con Unioncamere e Isnart, con l’obiettivo di promuovere l’offerta turistica nazionale valorizzandone territori, prodotti e comunità, in risposta alle nuove tipologie di domanda turistica. Chiamato “Azioni di valorizzazione e promozione del settore turistico dei territori e delle produzioni di qualità”, il piano è stato presentato ufficialmente a Roma in occasione di un evento ad hoc, durante il quale sono stati illustrati anche alcuni dati sull’evoluzione del mercato. In particolare, oggi il 50% dei turisti in Italia appartiene alle generazioni Y e Z, nati dopo il 1981 e nativi digitali; il 94% è attento alle opzioni di viaggio sostenibili, mentre il 40% sceglie di esplorare destinazioni poco conosciute, assetato di riscoperta e senso di appartenenza. Si tratta di un turismo “nuovo” e in rapida evoluzione, o che fa i conti con le conseguenze di una pandemia non ancora del tutto superata e con i timori internazionali per lo sviluppo del conflitto in Ucraina.

“Dall’analisi e dallo studio dei nostri territori emergono i tanti giacimenti storico, culturali e naturalistici e tutte quelle destinazioni turistiche che molti italiani hanno riscoperto in questi ultimi due anni – ha sottolineato il vice presidente di Unioncamere, Giorgio Mencaroni –. Le Camere di commercio ne hanno identificate circa 200, realizzando una prima mappa territoriale su cui avviare le prime progettualità. Le destinazioni turistiche sono, infatti, ambiti territoriali identitari e spesso di piccole dimensioni, che permettono di realizzare interventi con maggiore precisione. Il lavoro svolto fino a oggi è un passo avanti decisivo, che deve rappresentare la base per sviluppare progettualità innovative anche su altri territori”.

“Dopo un 2020 ‘anno zero per il turismo’, nel 2021 è cominciato un recupero ma oggi la guerra così vicina pone più di un dubbio sulla possibilità di tornare ai livelli pre-pandemia – ha aggiunto il presidente di Isnart, Roberto Di Vincenzo -. Il turismo sta cambiando, perché cambia la domanda dei turisti. Se prima le scelte partivano dal ‘cosa’ (cosa voglio fare, cosa voglio vedere), oggi il trend è dominato dal ‘perché’ (perché voglio viaggiare? quale motivazione mi spinge?): un cambiamento profondo legato a necessità di auto-realizzazione e auto-determinazione. Occorre quindi superare il classico Italian Way of Tourism verso un più attuale Italian Why?, per far scegliere l’Italia come meta turistica, comprendendo e intercettando numerosi nuovi fenomeni tra i quali quelli dello slow tourism e della staycation“.

Tra gli altri dati interessanti emersi durante la tavola rotonda, appare quindi importante segnalare come il turismo culturale continui ad avere un ruolo centrale nell’organizzazione dell’offerta, tanto che oltre il 53,1% degli operatori lo individua come propria area di specializzazione, prima del turismo naturalistico con il 51,1%, del turismo balneare e legato agli sport acquatici con il 29,3% e del turismo enogastronomico con il 23,8%. Il cicloturismo continua poi a registrare un interesse crescente sia sotto il profilo della domanda, +30% di turisti che scelgono la bicicletta nel biennio 2019-2021, sia per la sua dimensione economica, in quanto la spesa pro-capite di questa categoria di turisti è superiore alla media complessiva.  Il turismo religioso in Italia rappresenta infine il 2,5% del totale dei turismi: il 70% dei turisti sono italiani e tra gli stranieri tre su dieci sono tedeschi.




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