20 May 2024

Toscana è una delle mete più richieste, il 2022 ha segnato la definitiva ripresa

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Uno scorcio di Firenze

Il rapporto Irpet sul turismo in Toscana nel 2022 certifica la ripresa definitiva dopo i due anni segnati dal Covid. Lo studio sottolinea quegli elementi che hanno consentito il rilancio del turismo toscano: ritorno dei turisti internazionali (in crescita anche quelli nazionali), resilienza e capacità di adattamento del sistema turistico, ricchezza e la varietà delle proprie attrattive che fanno della Toscana una delle mete più richieste a livello mondiale.

Dopo il complicato biennio 2020-21, il 2022 è stato l’anno della riscossa: +36,6% delle presenze sul 2021 e avvicinamento ai livelli pre-pandemici (‘solo’ -8,2 rispetto al 2019). Protagonista il turismo internazionale: +92% di presenze rispetto al 2021 (-12%  rispetto ai livelli del 2019). Crescita anche per il mercato nazionale: +5% rispetto al 2021 nonostante la riapertura delle destinazioni internazionali e divario rispetto al 2019 pressoché azzerato, -3,8%. Confermano il trend anche i dati del primo trimestre 2023: +36,6% le presenze rispetto al 2022.

Il turismo nel 2019 ha inciso per il 12% del Pil toscano. Il consumo turistico nel 2022 è sostanzialmente tornato ai livelli del 2019 attestandosi sui 10 miliardi (resta da recuperare ancora il 4,8%).

Le presenze straniere tra il 2021 e il 2022 sono raddoppiate passando da 12,5 a 24 milioni. Non solo europei (+59,3%) ma soprattutto extraeuropei (+303,9%) in particolare da America e Oceania. Le presenze USA hanno registrato un +335,6 rispetto al 2021 praticamente recuperando i livelli 2019. Quelle asiatiche 2022 invece hanno segnato -64,1% in confronto a quelle 2019. Notevole tuttavia il confronto col 2021: +275,7%, con segnali molto confortanti dai mercati dell’estremo oriente anche per il 2023. Ottimo il contributo dai paesi centro-europei di lingua tedesca che, dopo la crescita del 2021, si consolidano anche nel 2022 con un aumento intorno al 30%. I flussi nazionali provengono soprattutto dalle regioni del centro-sud, seppur con un 10% ancora da recuperare rispetto al 2019.

Sono soprattutto le strutture alberghiere, in particolare 4 e 5 stelle, a trainare la ripresa 2022, grazie al ritorno del turismo di massa nelle città d’arte e di europei ed extraeuropei. I 5 stelle nel confronto 2019-22 sono i più vicini ai livelli pre pandemia, -4,2%. Il ritardo dei 4 e 3 stelle rispetto al 2019 resta ancora ampio: ricercati da un turismo con minor capacità di spesa, penalizzato da inflazione e aumento del costo dei voli. Aumentano invece le presenze in appartamenti e case affittate su piattaforme online, +38,4% nel 2022 sul 2021, oltrepassando di oltre il 51% i livelli 2019. Buona la performance delle strutture dedicate al turismo a contatto con la natura e all’aria aperta, come i villaggi turistici e gli agriturismi.

A fronte di una crescita media annua (al netto delle locazioni turistiche brevi) modesta nel 2008-2019 (+1,1%), con le locazioni turistiche brevi il dato è più che raddoppiato, +2,6%. Con il Covid questo tipo di ricettività si è dimostrato il più resiliente in termini di domanda e il più capace di venire incontro ai bisogni degli utenti.

Le destinazioni marittime e quelle montane sono le uniche ad aver pienamente recuperato i livelli 2019: +5,5% e +1,9% rispettivamente. Quelle collinari si fermano al -4,8%. Netto ancora il ritardo delle città d’arte, -23,7%, dipendenti dai flussi internazionali.

 

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