20 April 2026

Stabilimenti balneari in ginocchio a causa del maltempo

???????????????????????????????Dopo giugno e luglio con un forte calo di presenze negli stabilimenti balneari, ad agosto non è stato registrato alcun miglioramento: la stagione estiva si è chiusa in positivo solo in Puglia, Sardegna e Sicilia. A pesare non solo la crisi economica, ma soprattutto le avverse condizioni meteorologiche secondo Riccardo Borgo, presidente del Sib – Sindacato Italiano Balneari, che associa circa 10 mila stabilimenti balneari e aderisce alla Fipe Confcommercio: «Ad agosto abbiamo registrato un calo di presenze in spiaggia dal 5 al 40%, che dobbiamo sommare ai dati negativi di giugno e luglio. Solo alcune regioni meridionali hanno goduto di un maggior numero di giornate di sole, (segno più solo in Puglia, Sardegna e Sicilia), ma nelle altre pioggia, temperature inferiori alla media e addirittura trombe d’aria hanno consigliato ai turisti di rimanere lontani dalla spiaggia, ma soprattutto hanno causato gravi danni alle strutture balneari: tetti scoperchiati, lettini distrutti, ombrelloni e tende da riparare. Spiagge così deserte non si vedevano da anni – rincara Borgo – a farne le spese anche i lavoratori stagionali (-50 mila), i consumi di bar e ristoranti, l’economia turistica in generale. A settembre le tariffe dei servizi di spiaggia sono in saldo: gli sconti per lettini ed ombrelloni superano il 50%, ma la stagione estiva è irrimediabilmente compromessa, anche se andasse benissimo non compenserà mai il cattivo andamento dei tre mesi precedenti. Molti imprenditori balneari sono in ginocchio, in modo particolare nelle zone più colpite dal maltempo – conclude Borgo – pertanto stiamo mettendo a punto le richieste da presentare sia alle amministrazioni locali che all’Agenzia delle Entrate: sospensione per un anno del pagamento dell’imposta regionale, riduzione della Tari e un maggiore riconoscimento negli studi di settore delle situazioni climatiche sfavorevoli. Ci preoccupano, poi, le circa 300 imprese che a settembre si troveranno richieste di pagamento dei canoni demaniali sproporzionate e per le quali, dopo che in questi anni abbiamo ampiamente dimostrato l’insopportabilità di tali cifre, è necessario trovare al più presto soluzioni definitive perché sono a rischio chiusura o fallimento».

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