1 May 2026

Sardegna: la regione accelera sull’abusivismo nel ricettivo

Gianni Chessa assessore al turismo della Sardegna

Lotta all’abusivismo in Sardegna. Scovare le strutture ricettive abusive e semplificare sempre di più le procedure agli operatori per raccogliere i dati dei turisti che arrivano in Sardegna.

È la strategia che l’assessorato regionale del turismo ha messo in atto, sotto la spinta degli albergatori sardi, per contrastare i flussi turistici in nero che ogni anno scompaiono dai radar della regione e delle questure isolane.
Un problema storico, che riguarda soprattutto case vacanze, locazioni occasionali e B&B non registrati e che incide sui mancati introiti per i Comuni dalla tassa di soggiorno e sulla competitività nel mercato dell’offerta regionale.
 
La regione ha deciso, così, di fare un upgrade del suo sistema informativo di raccolta ed elaborazione dati: è la nuova versione Ross 1000 del Sired, presentata alla stampa e agli operatori a Cagliari, dall’assessore Gianni Chessa. Fino a oggi l’amministrazione regionale era in grado di conoscere e pubblicare tutti i dati che arrivavano dalle strutture ufficiali grazie alle comunicazioni, spesso laboriose, fornite dagli operatori.
 

Aggiornamento del sistema Sired

 
Dal 3 aprile in poi, quando sarà in funzione l’aggiornamento del sistema, sarà più semplice per i titolari di strutture ricettive condividere i dati dei propri ospiti con le forze dell’ordine e con la Regione insieme, attraverso un’integrazione tra i software in uso alle strutture con quello della Regione, eliminando doppi passaggi nelle comunicazioni.
 
Non solo. L’altra novità riguarda la possibilità di incrociare i dati ufficiali con quelli ricavati dalle vendite dei canali online come Booking, Expedia, ecc.: chi affitta qualsiasi tipo di alloggio tramite le piattaforme web e non è registrato nel Sired sarà così subito scovato.
 
“Non siamo una forza di polizia ma faremo un appello alle strutture che troveremo non in regola a ottemperare alle norme e a registrarsi”, ha spiegato Chessa che ha anche annunciato di aver proposto una modifica alla legge 16 del 2017 in modo da estendere l’obbligatorietà del codice Identificativo univoco numerico (Iun) anche agli alberghi oltre alle strutture dell’extra-alberghiero.
 
“Finalmente potremo avere dati certi da analizzare – sottolinea Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna – l’istituzione dello Iun è stato una nostra battaglia e abbiamo visto i primi risultati: l’incremento dei flussi del 2022 rispetto al 2019 segnala non che sono arrivati più turisti ma che ce ne sono meno in nero”. “Ora tutti avranno gli strumenti semplici e connessi per essere in regola – spiega – e si potrà certificare il vero valore, anche economico, del turismo sardo”.
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