27 June 2026

Sardegna, cresce il comparto turistico all’aria aperta

Dal primo convegno a paternità faita federcamping Sardegna dal titolo ‘campeggi e villaggi all’aria aperta: una grande opportunità per il turismo sardo tenutosi a Cagliari, è emerso che il comparto del turismo all’aria aperta è una realtà particolarmente impattante sull’economia della Sardegna sia da un punto di vista economico che da un punto di vista sociale. Secondo le statistiche e la documentazione ufficiale, la Sardegna ha 70 strutture ricettive riconducibili al turismo all’aria aperta di cui 46 associate a faita feder-camping Sardegna.  Le famiglie con bambini sono il target principale (66%), seguite dalle coppie (23%), dai gruppi e dai single. La Sardegna è particolarmente frequentata da stranieri che rappresentano il 37% degli ospiti.  Nelle strutture associate faita lavorano un totale di 1.200 lavoratori, risultano complessivamente 1.900 se si considera l’intero comparto turistico all’aria aperta.  Il 70% delle strutture faita si impegna per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio. Si effettua la raccolta differenziata dei rifiuti nel 100% dei campeggi e dei villaggi. Le strutture analizzate fatturano annualmente una media di 1,2 milioni di euro ciascuno. Questo vuol dire che i 46 campeggi e villaggi sardi associati a faita fatturano complessivamente circa 56 milioni di euro, di cui quasi la metà con fornitori diretti, e creano un indotto indiretto sul territorio di ulteriori 50 milioni di euro. Se consideriamo, poi, l’insieme delle 70 strutture ricettive sarde si arriva a un fatturato totale di quasi 85 milioni di euro, con un indotto indiretto di altri 75 milioni di euro. Ovviamente nell’indotto indiretto non sono conteggiati i costi di trasporto da e per la Sardegna.  «Sono convinta – ha spiegato Barbara Argiolas, assessore al turismo della regione autonoma della Sardegna – che i campeggi già oggi svolgano un ruolo straordinario e utile nel costruire l’idea di sostenibilità che la regione ha in mente per la nostra isola. È anche vero che molti campeggi si trovano nei luoghi più belli delle nostre coste, spesso a ridosso delle spiagge e questo li carica di una responsabilità etica e ambientale rispetto alla salvaguardia del paesaggio. Per questo credo che a definire ciò che i campeggi sono e possono diventare debba essere una legge urbanistica che rappresenta un piano strategico di più ampio respiro rispetto a una legge sul turismo. Perché se è vero che i campeggi debbono essere aiutati nel loro sviluppo, è anche vero che questo sviluppo deve essere sostenibile e rispettoso del territorio. Quello che propongo quindi è un confronto, anche serrato e puntuale, per capire chi in questo sviluppo può starci dentro e chi no. In questo senso penso che faita sia un interlocutore autorevole con cui ragionare e mettere insieme due obiettivi: quello pubblico di salvaguardare e valorizzare il territorio e quello privato mirato ad ampliare un turismo di qualità».

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Non parliamo di un vero e proprio boom, ma ciò che emerge è una buona capacità del prodotto di mantenere la propria attrattività, sostenuta da una domanda che continua a mostrarsi solida e costante».\r\n\r\nQuanto alle tariffe, «la dinamica dei prezzi resta molto altalenante. Alcune realtà stanno intervenendo con offerte e azioni commerciali mirate, mentre altre sono riuscite a mantenere un posizionamento più stabile e normalizzato. Come Ota Viaggi, il nostro primo obiettivo resta sempre quello di tutelare i clienti che hanno prenotato in advance booking, preservando il valore delle scelte fatte in anticipo».\r\nProgressiva normalizzazione\r\nMalgrado gli sforzi, «il ricorso al last minute continua a essere presente, soprattutto in relazione alle partenze di fine giugno e alle esigenze di chi tende a decidere a ridosso della data di viaggio. Tuttavia, negli ultimi giorni stiamo registrando una progressiva normalizzazione dei tempi di prenotazione sul medio periodo, un segnale positivo che indica una graduale ripresa della capacità di programmazione da parte dei viaggiatori».\r\n\r\nPassando alle mete di punta, Diana non ha dubbi: «Il nostro core business continua a essere rappresentato dalla Sardegna, una destinazione sulla quale Ota Viaggi vanta una forte specializzazione. Parallelamente, stiamo osservando buone performance anche per Sicilia e per il Sud Italia, territori che stanno beneficiando di una maggiore accessibilità e flessibilità negli spostamenti. In particolare, la possibilità di raggiungere queste destinazioni in auto rappresenta un elemento di competitività importante, permettendo ai viaggiatori di contenere l’incidenza dei costi legati a voli e traghetti e di mantenere più equilibrato il prezzo complessivo del pacchetto».\r\n\r\nFra i cambiamenti più evidenti segnalati dal manager nelle modalità di acquisto della vacanza, emerge la richiesta di una maggiore flessibilità. «Ota Viaggi ha lavorato molto su questo aspetto, comunicando al mercato una nuova policy commerciale con minimum stay ridotti a 2, 3, 4 o 5 notti e con ingressi sempre più liberi in struttura. Oggi oltre il 70-80% della nostra programmazione consente formule più flessibili rispetto al passato, sia sulla durata del soggiorno sia sui giorni di arrivo».\r\n\r\nUn altro dato interessante riguarda la bassa stagione: «I mesi di spalla continuano a registrare livelli di riempimento molto significativi, sostenuti anche dal lavoro portato avanti sul segmento gruppi, incentive ed eventi, che rappresenta un importante elemento di diversificazione della domanda. Luglio e agosto, al momento, non registrano ancora lo stesso livello di riempimento della bassa stagione, ma confidiamo che l’andamento delle vendite delle ultime settimane possa contribuire a recuperare progressivamente il gap».","post_title":"Massimo Diana, Ota Viaggi: «Booking estivo in miglioramento»","post_date":"2026-06-25T09:56:09+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1782381369000]}]}}