27 June 2026

Ponte del 1° novembre: 7 milioni in viaggio. Bocca contro l’abusivismo

Federalberghi, Bernabò Bocca,

Per il ponte del 1° novembre saranno circa 7 milioni gli italiani in viaggio nei prossimi giorni e che trascorreranno almeno 1 notte fuori casa. Il 91,5% di italiani rimarrà in Italia, mentre l’8,5% andrà all’estero. Per quelli che sceglieranno mete estere per questa breve pausa vacanziera, le grandi capitali europee faranno la parte del leone con addirittura il 70,4% della domanda complessiva. L’11,2% andrà in località di mare esotico ed un 11,1% sceglierà le montagne d’oltre confine.  La spesa media pro-capite, comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti, si attesterà sui 262 euro. Ciò genererà un giro d’affari che si attesterà sugli 1,81 miliardi di euro. Chi resterà in Italia spenderà mediamente 234 euro e 547 euro a persona verranno invece mediamente spesi da chi sceglierà una vacanza oltre confine. La durata media del soggiorno durante questo ‘ponte’ del 1° novembre, sarà infine di 3,2 notti trascorse fuori casa.Pur in un situazione economica ancora difficile, il turismo, anche per l’imminente ‘ponte’ del 1° novembre, mostra segnali di tenuta che lo pongono al centro del sistema produttivo nazionale”. È quanto afferma il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, alla lettura di una indagine esclusiva realizzata dalla Federazione con il supporto tecnico dell’istituto ACS Marketing Solutions. «Si tratta di segnali di assoluta importanza, che testimoniano quanto l’economia ed il sistema occupazionale dell’intero Paese debbano al nostro settore, uno tra i pochi che riesce a produrre giro d’affari e lavoro. Al Governo chiediamo – prosegue Bocca – di accompagnare i nostri sforzi, potenziando il bonus fiscale destinato alle imprese che investono nella riqualificazione delle strutture alberghiere, che è stato annunciato in due occasioni dal presidente del consiglio, ed accelerando l’iter del ddl concorrenza, per offrire risposte importanti alle imprese, in materia di parity rate e di somministrazione ai clienti non alloggiati. È inoltre urgente un’azione di deciso contrasto al dilagante fenomeno dell’abusivismo, che danneggia tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza. La mancanza di controlli effettivi e l’inadeguatezza delle regole in materia di affitti brevi -conclude Bocca- genera gravi conseguenze per il tessuto economico e sociale, con rischi per i clienti (mancato rispetto delle misure di tutela in materia di igiene, sicurezza, etc.), disagi per i vicini di casa (condomini trasformati in porti di mare), sfruttamento dei lavoratori (evasione contributiva e mancato rispetto dei contratti collettivi), colossale ammanco all’erario (evasione ed elusione in materia di iva, imu, irpef, ires, tari, imposta di soggiorno, etc.) e indebolimento dei controlli antiterrorismo (mancata segnalazione degli alloggiati all’autorità di pubblica sicurezza).

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