28 maggio 2020 13:03

Christian Solinas
Da qualche tempo il governatore sardo Solinas se ne è uscito con questa idea del passaporto sanitario. Che significa in altre parole: turisti non venite in Sardegna, ci sono un sacco di posti in Europa che in qualche modo hanno le stesse caratteristiche del mare sardo. Un bel colpo di genio di una amministrazione che pensa più ad operazioni di marketing tipo “Isola covid free” che a cose concrete.
Per fortuna è arrivato a stoppare questa idea senza senso il ministro degli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia che in audizione presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale è stato molto chiaro: «Invito a rileggere l’articolo 120 della Costituzione, non per i poteri sostitutivi, ma la disciplina chiara che ricorda che la Regione non può istituire e adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e le cose, nel limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale». Quindi in poche parole il passaporto sanitario non è previsto dalla Costituzione italiana e quindi è impraticabile.
Inoltre il ministro ha aggiunto che «se tutte le regioni ripartono, ripartono senza distinzioni sul profilo dei cittadini di ogni regione». Non si può distinguere «tra cittadini di una città rispetto all’altra. Se siamo sani ci muoviamo. Diverso è prevedere una fase di quarantena, ma non siamo in quella condizione. E anche in quel caso ci vorrebbe un accordo tra le parti».
A queste parole che sembrano molto chiare il presidente Solinas ha replicato: «Da Boccia non ci saremmo aspettati l’inutile litania neocentralista che vuole riaffermare una supremazia prepotente dello Stato rispetto alle Regioni nell’architettura della Repubblica come definita da novellato titolo V». Cosa significa questa risposta? Bisogna rispondere nel merito non polemizzare e basta.
Comunque per ora la situazione è questa: il passaporto sanitario non è praticabile, quindi cerchiamo di fare operazioni serie e non solo di facciata.

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L'Associazione AdvUnite esprime profondo stupore e preoccupazione in merito alle recenti dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti di Assoutenti . È inaccettabile che vengano diffuse notizie riguardanti tariffe aeree per destinazioni come Seychelles e Maldive a partire da 250,00 euro, senza che alcuna compagnia aerea abbia smentito la validità per gli scali italiani.
Le verifiche effettuate dalle agenzie di viaggio sui portali professionali confermano che tali tariffe, alle condizioni pubblicizzate, semplicemente non esistono. Ci chiediamo come sia possibile che un’associazione di categoria rilasci dichiarazioni così distanti dalla realtà del mercato.
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Confondere queste figure significa ignorare le dinamiche fondamentali del nostro settore.
Un appello alla responsabilità
Ci domandiamo perché notizie simili, palesemente finalizzate a ottenere visibilità mediatica, non vengano smentite con fermezza dagli attori coinvolti. Un "prezzo civetta" che magari si riferisce a un volo di sola andata o a itinerari della durata di tre giorni non può essere presentato come una tariffa standard.
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Cesare Foá
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Iniziamo bene. Il nuovo ministro del turismo Mazzi, visitando Vinitaly ha iniziato a fare dichiarazioni che ricordano la sua predecessora. E' come se fosse cambiato il corpo ma non le corde vocali.
Vediamo la prima affermazione: “Questa crisi internazionale può aumentare il turismo più domestico, più di prossimità – spiega Mazzi – e per turismo domestico intendo anche quello europeo: probabilmente molti sceglieranno mete più vicine. In questo l’Italia resta uno dei Paesi più attrattivi”.
Bisogna che qualcuno riferisca al ministro (e lo faccia urgentemente) che esiste un turismo in entrata e un'altro in uscita e tutti e due insieme valgono 240 miliardi di euro. Non uno solo, entrambi. Possibile che nessuno faccia a questi ministri un po' di scuola prima di aprire bocca? Solo una piccola lezioncina da seconda media. Andiamo a chiedere a un tour operator che fa outgoing se è contento della situazione e poi sentiremo la risposta.
La leva
Punto due. L’enoturismo è la leva per il rilancio del turismo italiano. E anche questo mi ricorda la Santanchè che ovunque andasse diceva che quel segmento poteva rilanciare il turismo italiano. Ma il turismo italiano non deve essere per niente rilanciato, semmai organizzato. Il turismo italiano va benissimo. Di quale rilancio parla il ministro?
Infine il colpo da maestro. L'elogio delle cantine. “Le cantine diventano luoghi di benessere – evidenzia il ministro – dove si può vendere direttamente il vino e offrire un’esperienza che il turista poi racconta. Il passaparola può funzionare molto”. Un' esperienza che il turista poi racconta, se non ha bevuto troppo, naturalmente.
di Giuseppe Aloe
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L'Ees attivo nei 29 Paesi membri dell’area Schengen sostituisce il sistema del timbro manuale dei passaporti con i controlli biometrici: la procedura dei controlli è affidata agli agenti di frontiera, in Italia al personale di polizia, e per ora prevede tempi molto lunghi. Così lunghi da lasciare a terra quasi tutti i passeggeri di un volo, come accaduto ieri a Milano Linate.
Come riferisce Askanews, oltre un centinaio di persone sono infatti state lasciate a terra al City Airport milanese da un volo diretto a Manchester operato da easyJet: il volo EJU5420 sarebbe dovuto decollare alle 11, ma alle 11.52, con quasi un’ora di ritardo, è partito lasciando indietro decine di viaggiatori ancora in coda al controllo passaporti.
Numerosi passeggeri sono stati costretti, per tornare nel Regno Unito, a comprare altri biglietti, oppure a pernottare una notte extra a Milano.
«Siamo consapevoli che alcuni passeggeri in partenza oggi da Milano Linate hanno dovuto affrontare tempi di attesa più lunghi del solito al controllo passaporti e abbiamo consigliato ai clienti in partenza di prevedere più tempo per gli spostamenti all’interno dell’aeroporto - ha dichiarato alla Bbc un portavoce della compagnia aerea.
«Abbiamo fatto tutto il possibile per ridurre al minimo l'impatto delle code in aeroporto, trattenendo i voli per consentire ai passeggeri di disporre di tempo extra e fornendo trasferimenti gratuiti a tutti i clienti che potrebbero aver perso il proprio volo, compreso il volo EJU5420 per Manchester.
«Continuiamo a sollecitare le autorità di frontiera affinché garantiscano un uso completo ed efficace delle flessibilità consentite per tutto il tempo necessario, mentre viene implementato l'Ees al fine di evitare questi inaccettabili ritardi alle frontiere per i nostri passeggeri».
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[post_content] => Si è definitivamente concluso il percorso di GoToFly firmato F.A. srl, la società di gestione dell'aeroporto "Luigi Ridolfi" di Forlì.
"Come comunicato nei giorni scorsi attraverso i media locali, il progetto GoToFly è concluso - si legge dalla pagina Facebook della compagnia -. Nato subito dopo il Covid, in un momento in cui mancavano compagnie e aeromobili, GoToFly è stato una risposta concreta per poter rimettere in moto collegamenti e fiducia sul territorio".
E ancora: "Sostenuto interamente da Forlì Airport e costruito con una struttura snella e sperimentale, in questi tre anni abbiamo fatto volare oltre 83 mila passeggeri verso 16 destinazioni e collaborato con circa 450 agenzie di viaggio, del territorio e non solo. Un dato semplice: il bacino c'è, e risponde. L'aeroporto torna a operare al 100% nel suo ruolo naturale".
In un'intervista a Il Resto del Carlino, Riccardo Pregnolato, accountable manager di F.A. ha spiega inoltre: "Riteniamo che abbia esaurito la sua funzione, una funzione che si era resa necessaria subito dopo il Covid, dato che in quella fase mancavano sia le compagnie che gli aeroplani. Riteniamo, però, che il trasporto dei passeggeri debba farlo chi lo fa di mestiere, così a ottobre Go to Fly ha operato il suo ultimo volo".
Il manager sottolinea come l'aeroporto ora si focalizzi sull'efficienza dei servizi, "dal check-in alla restituzione bagagli. Tra l’altro ora tra le nostre mete c’è anche Londra (rotta operata da Ryanair, ndr) che prevede il controllo passaporti: a questo scopo stiamo già allestendo il controllo automatizzato che eleverà la sicurezza. Le prossime sfide riguardano questo. Direi che la vera notizia è che il Ridolfi ora fa davvero l’aeroporto".
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[post_content] => E' pienamente operativo da oggi, 10 aprile, il Sistema di ingresso/uscita dell'Unione europea, Ees, la cui introduzione graduale era cominciata lo scorso 12 ottobre in 29 paesi europei.
In pratica, i timbri sui passaporti vengono sostituiti da registrazioni digitali degli ingressi e delle uscite, così come i rifiuti di ingresso per i viaggiatori non Ue in soggiorno di breve durata.
Il passaporto biometrico non è obbligatorio, ma consente di utilizzare i chioschi self-service e accelerare le procedure. Chi ne è sprovvisto dovrà effettuare la registrazione iniziale agli sportelli, fornendo comunque foto e impronte digitali. Il conferimento dei dati è obbligatorio: in caso di rifiuto, l’ingresso viene negato. I minori di 12 anni sono esentati dalle impronte, ma non dalla fotografia.
Vengono inoltre registrate informazioni biometriche quali immagini facciali e impronte digitali, insieme ai dati personali riportati sul documento di viaggio utilizzato. Le informazioni restano valide per tre anni (salvo cambio del passaporto) e permettono, nei viaggi successivi, controlli più rapidi anche tramite varchi automatizzati.
Il nuovo sistema è stato introdotto per modernizzare i sistemi di sicurezza delle frontiere e di gestione dell'immigrazione dell'Ue, nonché per ridurre la criminalità e le frodi e individuare i rischi per la sicurezza. Secondo la Commissione europea, dall'introduzione del sistema, oltre 24.000 persone si sono viste negare l'ingresso per motivi quali documenti scaduti o falsi, oppure per l'incapacità di giustificare pienamente lo scopo della loro visita.
L'Ees si applica ai cittadini non Ue/Schengen che si recano nei paesi Schengen o dell'Unione per soggiorni di breve durata fino a 90 giorni in un periodo di 180 giorni.
Ciò include i cittadini del Regno Unito, nonché i viaggiatori esenti da visto, indipendentemente dal fatto che viaggino per turismo o per affari. Si applica anche alle persone che possiedono una proprietà nell'Ue ma non hanno un permesso di soggiorno.
Ciò include i cittadini degli Stati membri dell'UE e dello spazio Schengen, nonché le persone in possesso di visti a lungo termine o permessi di soggiorno rilasciati da questi paesi, compresi i cittadini extracomunitari.
Allo stesso modo, sono esenti i familiari di cittadini dell'Ue in possesso di una carta di soggiorno rilasciata da uno di questi paesi, insieme ai residenti locali con permessi di traffico frontaliero locale validi.
Anche i membri dell'equipaggio di treni e aerei in viaggio internazionale sono esenti, così come il personale delle forze armate e le loro famiglie in missione nell'ambito del Programma «Partenariato per la pace» o della Nato. Anche Irlanda e Cipro sono esenti dall'uso dell'Ees, il che significa che continueranno ad effettuare controlli manuali dei passaporti.
Disagi e ritardi in aeroporto?
Per i cittadini italiani non cambia nulla nei diritti di viaggio, ma i tempi negli aeroporti potrebbero allungarsi. Ma è probabile che si verifichino ritardi significativi negli aeroporti nei primi mesi di piena operatività dell'Ees, nonostante l'Ue abbia promesso di consentire una certa flessibilità per far fronte alle code eccessive, specie nei periodi estivi di maggiore traffico.
“I tempi di attesa raggiungono ormai regolarmente le due ore nelle ore di punta, con alcuni aeroporti che segnalano code ancora più lunghe”, hanno segnalato Aci Europe e Airlines for Europe (A4E) in una dichiarazione congiunta.
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[post_content] => Gli Emirati Arabi affrontano la crisi turistica indotta dalla guerra in Iran con una serie di azioni mirate - differimento dei pagamenti, una sala operativa ministeriale, un pacchetto di sostegno più ampio in fase di elaborazione - nel tentativo di supportare il settore, sperando che resista abbastanza a lungo da consentire il ritorno della fiducia internazionale.
«La priorità assoluta in questo momento è l’industria del turismo, che sta subendo una pressione enorme. È un aspetto fondamentale quando si considerano le sfide da affrontare», ha dichiarato Abdulla bin Touq Al Marri, ministro dell’Economia e del Turismo, in un'intervista alla radio Dubai Eye.
«Stiamo sostenendo il settore turistico, siamo in contatto quotidiano con gli operatori. Abbiamo in serbo un pacchetto che sarà presentato molto presto e che affronterà concretamente le questioni turistiche e le sfide che stanno affrontando».
Settori come il turismo, l’ospitalità e l’aviazione hanno subito un rallentamento dall’inizio della guerra, poiché persistono le chiusure dello spazio aereo e le interruzioni dei voli.
A Dubai, il governo ha approvato un pacchetto di sostegno da 1 miliardo di dirham (272,2 milioni di dollari) a favore del settore imprenditoriale dell'emirato, entrato in vigore il 1° aprile. La misura prevede la dilazione di tre mesi del pagamento di una serie di tasse governative, tra cui la tassa sulle vendite alberghiere e la tassa “Tourism Dirham”, a sostegno del settore ricettivo.
Separatamente, Dubai South, il grande progetto di sviluppo intorno al nuovo aeroporto Al Maktoum che comprende aviazione, logistica e settore immobiliare, ha annunciato che sta offrendo un pacchetto di sostegno per le piccole imprese.
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«Quello che vediamo è anche che gli Emirati Arabi Uniti possono davvero riprendersi rapidamente e in fretta, e risalire da situazioni del genere. Abbiamo un’infrastruttura molto solida nel settore turistico”, ha affermato il ministro.
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[post_content] => Quattro scali del Nord Italia introducono restrizioni sul cherosene a causa della crisi energetica. Il blocco di Hormuz impone priorità ai voli lunghi e sanitari. Ryanair avverte: se il conflitto in Iran prosegue, i voli estivi sono a rischio in tutta Europa
A causa della severa contrazione nelle scorte di combustibile, sono state introdotte restrizioni operative in quattro nodi strategici del trasporto aereo italiano: Milano Linate, Bologna, Venezia e Treviso. A cui si è aggiunto Reggio Calabria.
Secondo quanto comunicato da Air Bp Italia, la divisione specializzata del gruppo British Petroleum dedicata al settore dell'aviazione, le limitazioni resteranno in vigore almeno fino al 9 aprile, con l'obiettivo di preservare le riserve per i servizi essenziali. Negli avvisi ufficiali si specifica chiaramente che "la priorità sarà data ai voli di ambulanza, ai voli di Stato e ai voli con durata superiore a tre ore".
Tetto massimo di erogazione
Per tutti gli altri collegamenti di breve durata è stato imposto un tetto massimo di erogazione pari a 2.000 litri per singolo aeromobile, ha riportato Il Corriere della Sera, che ha passato in rassegna i bollettini Notam distribuiti alle società aeroportuali. Sebbene tale ammontare possa apparire consistente, i calcoli tecnici forniti dai piloti al quotidiano chiariscono che questa quantità garantisce meno di un'ora di autonomia per velivoli come i Boeing 737 o gli Airbus A320.
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Gianmarco Mazzi, nuovo ministro del turismo (Foto reperita sulla pagina pubblica di Facebook)Allora ci siamo. Gianmarco Mazzi è il nuovo ministro del turismo. Come spesso accade, di turismo non sa nulla. A meno di non considerare i viaggi che sicuramente in questi anni ha fatto. Dalla scheda Wikipedia si legge che ha lavorato nel campo della produzione televisiva, lavorando con Adriano Celentano, i Pooh, Gianni Morandi, Tony Renis, Riccardo Cocciante e altri.
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Di solito i politici rispondono: ma mica uno deve fare il medico per essere ministro della sanità, o il poliziotto se deve ricoprire il ministero dell'interno. Possiamo dire che è una posizione di comodo. Perché poi al ministero dell'economia mettono sempre uno specializzato nella materia? Potrei fare un lungo elenco di ministri dell'economia che erano economisti, tecnici, governatori della Banca d'Italia, ecc. ecc. Solo negli altri ministeri la conoscenza non vale.
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Giuseppe Aloe
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[post_content] => Alla fine l'ha spuntata Gian Mario Pileri che è il nuovo presidente nazionale di Fiavet Confcommercio per il quinquennio 2026-2031. L’Assemblea Nazionale, riunita oggi a Roma, ha scelto l’imprenditore sardo, già presidente di Fiavet Sardegna, per guidare la Federazione in una fase di profondo rinnovamento sindacale. Pileri, figura storica dell’associazionismo e portavoce delle agenzie di viaggio sul territorio, vince con un programma che mette al centro la tutela delle piccole e medie imprese turistiche e il recupero di un’identità professionale forte nei confronti delle Istituzioni e dei grandi player globali.
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