13 May 2026

Problemi di fine estate: overtourism e affitti brevi. Bisogna ripensare tutto

Estate e problemi. Ci sono molti dati da analizzare alla fine di una stagione, che segna, dal punto di vista turistico, la conclusione dell’anno lavorativo. Il primo è evidente a tutti coloro che lavorano nel settore. I Paesi europei, tutti nessuno escluso, spendono miliardi di euro per la promozione turistica. Il risultato è semplice: tutte le località più in voga sono travolte da un’onda anomala di turisti, di visitatori, di viaggiatori. Chiamateli come volete; l’osservazione pura e semplice ci dice che questo non è il metodo per combattere l’overtourism, cha sta diventando sul serio un problema enorme.

Proteste

Non sono pochi i centri in cui la protesta dei cittadini è andata crescendo di giorno in giorno, con manifestazioni e iniziative in estate per bloccare il superflusso. Dall’altra parte però i Paesi continuano a fare la gara a chi ha più turisti. Una specie di Tour de FRrance, in cui chi arriva primo, si prende la maglia gialla. Con la differenza che il ciclismo è uno sport, e il turismo non lo è.

Non tocca a me trovare una soluzione, ma certo bombardare i potenziali turisti con delle destinazioni già super occupate non è un sistema per tenere sotto controllo il fenomeno. Il problema è ampio e dovrebbe essere ai primi posti nell’agenda di qualsiasi compagine governativa europea. 

Affitti brevi, problema sociale

Il secondo sono gli affitti brevi. Di recente Airbnb ha inviato una comunicazione nella quale si vuole dimostrare che con la massa di case o locali adibiti a questa generalità, non compromette il valore delle case stesse. Come se fosse solo una questione di soldi. E in effetti per Airbnb e gli altri è esclusivamente una questione di soldi. Invece no. E’ una questione sociale. Più ci sono appartamenti adibiti ad affitti brevi, meno ci sono case a disposizione per la popolazione, per i giovani, per chi vuole mettere su famiglia, per gli studenti, per chi si deve trasferire per lavoro.

Questi sono i veri problemi che le piattaforme non considerano perché non è nella loto forma mentis. Oddio ho usato il latino. Allora cambio la frase: i veri problemi non entrano nella loro sub cultura economicistica. In cui vale solo il reddito, il margine, il pre tasse (quando effettivamente vengono versate), il post tasse, i bilanci. Cose del genere. L’aspetto sociale non ha alcun interesse. E va bene, continuiamo così. Non so cosa succederà, ma so di certo che le cittadine e i cittadini sono stanchi di questa invasione, che produce reddito per alcuni e depaupera la società civile di abitazioni.

Giuseppe Aloe

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