17 March 2026

Matteo Fortunati non è più segretario Fiavet. Rubeca al suo posto

La notizia è questa: Matteo Fortunati non è più segretario generale della Fiavet. La decisione è stata presa durante il primo consiglio nazionale della federazione della gestione Jelinic. Il punto in discussione era il rinnovo del del contratto di Fortunati, che però aveva già presentate le dimissioni il 12 novembre scorso per forti “disallineamenti” con la presidenza De Ria. Dimissioni queste che erano state ritirate il 12 dicembre. Fortunati ha quindi prorogato il proprio contratto fino al primo consiglio nazionale utile successivo alle elezioni. Il nuovo consiglio ha quindi deciso di accettare le dimissioni di Fortunati per divergenze di vedute con la nuova dirigenza. 

Questa mattina abbiamo saputo che il posto di segretario generale Fiavet è stato assegnato, provvisoriamente, a Giovanni Rubeca. Rubeca è il segretario di Confcommercio Umbria che segue le federazioni. Ora è stato distaccato a Fiavet nazionale. Comunque secondo il nostro modesto parere, Fortunati era riuscito a dare una maggiore visibilità a Fiavet, cercando di spostare l’asse d’interesse verso le nuove generazioni di agenti. Non è un caso che la nuova presidente sia la più giovane della storia della federazione.

Altre due note: a settembre dovrebbe essere nominato un segretario con i pieni poteri. Secondo: al primo consiglio nazionale non erano presenti le quattro maggiori associazioni regionali di Lazio, Emilia Romagna, Campania e Lombardia . Penso che sia complicato lavorare senza la base estesa della Fiavet. 

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TravelDailyNews International, ha intervistato Eric Dresin, segretario generale di Ectaa, per capire quali sono le situazioni più urgenti e come ci si deve muovere in questo scenario Assistenza ai clienti e rimpatrio Secondo Eric Dresin, l’attenzione del settore è saldamente concentrata sulla sicurezza dei passeggeri e sulla gestione operativa. «In questa fase, la priorità assoluta per le agenzie di viaggio e i tour operator europei è l’assistenza ai clienti attualmente presenti nella regione. I nostri membri stanno lavorando senza sosta per garantire la sicurezza, l’assistenza e, ove necessario, il reindirizzamento o il rimpatrio di tutti i viaggiatori coinvolti. 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Parallelamente, i nostri membri sono in costante contatto con compagnie aeree, operatori di assistenza a terra, hotel e altri fornitori per garantire il miglior supporto possibile ai passeggeri bloccati o coinvolti — un compito particolarmente complesso dato che le operazioni a Dubai, Abu Dhabi e Doha, i tre principali hub che collegano l’Europa con Africa e Asia, sono state sospese o gravemente interrotte.» La sospensione o la grave interruzione delle operazioni a Dubai, Abu Dhabi e Doha — tre hub intercontinentali critici — ha intensificato l’impatto della crisi, in particolare sulle rotte che collegano l’Europa con Asia e Africa. Ricollocazione dei passeggeri bloccati Queste son le cose da fare con urgenza: riprotezione su rotte alternative. Coordinamento con le autorità consolari. Gestione delle coincidenze oltre gli hub del Golfo. Gestione dell’aumento dei volumi di comunicazione con i clienti Implicazioni più ampie per il mercato «Non vi è dubbio che questa interruzione colpisca uno dei corridoi di viaggio più strategicamente importanti al mondo. Il Medio Oriente ha accolto quasi 100 milioni di arrivi internazionali nel 2025, con un aumento del 39% rispetto ai livelli pre-pandemici, e la primavera rappresenta un’alta stagione per i viaggi europei verso destinazioni come Emirati Arabi Uniti, Giordania, Egitto e Arabia Saudita. Qualsiasi interruzione prolungata dei corridoi aerei mediorientali ha quindi conseguenze che vanno ben oltre la regione stessa.» Con quasi 100 milioni di arrivi internazionali registrati nel 2025 — il 39% in più rispetto ai livelli pre-pandemici — il Medio Oriente rappresenta una regione turistica ad alta crescita. La primavera è tradizionalmente un periodo di picco per i viaggi outbound europei verso Emirati Arabi Uniti, Giordania, Egitto e Arabia Saudita. Interruzione Un’interruzione prolungata dei viaggi in Medio Oriente influenzerebbe quindi non solo gli arrivi nelle destinazioni, ma anche le reti delle compagnie aeree, la programmazione dei tour operator e le prenotazioni future su più continenti.   Ectaa ha confermato che continuerà a monitorare gli sviluppi prima di fornire una valutazione più ampia. «Continueremo a monitorare attentamente gli sviluppi e forniremo una valutazione più ampia non appena la situazione sarà più chiara.» Mentre l’interruzione dei viaggi in Medio Oriente continua a evolversi, gli intermediari turistici europei restano concentrati sulla gestione della crisi, sulla tutela dei clienti e sul coordinamento con i soggetti del settore dell’aviazione e con le autorità governative, in attesa di una maggiore chiarezza sulla durata e sulle implicazioni strutturali dell’attuale conflitto. 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