6 February 2026

Manovra. Locazioni brevi, tasse dal 21 al 26%. Contributo di 150 milioni in 3 anni

Manovra e turismo. Ricordo i tempi in cui nella bozza della manovra la parola turismo veniva menzionata una o nessuna volta. Nella nuova bozza è citata almeno tre volte. Citata o sottintesa.

Il primo caso lo troviamo addirittura all’articolo 7, in merito di locazioni brevi. La ritenuta d’acconto per gli affitti brevi aumenta dal 21 al 26%. Che è un modo per cercare di frenare il fenomeno che sta inchiodando le nostre città nell’inferno del turismo massivo. E inoltre sta desertificando i centri storici, allontanando la popolazione a favore dei turisti.

Il secondo articolo, l’8, proroga dal 1 gennaio 2026 al 30 settembre dello stesso anno, le misure a favore dei dipendenti delle strutture turistiche e alberghiere. La misura prevede un trattamento integrativo sociale del 15% delle retribuzioni lorde per il lavoro notturno e per il lavoro straordinario. La cosa ironica dell’articolo nasce dal fatto che il provvedimento viene preso per “sopperire all’eccezionale mancanza di offerta di lavoro nel settore turistico, termale e alberghiero“. Ma si rivolge solo ai dipendenti e non agli stagionali, che ne avrebbero sicuramente più bisogno.

Contributi

Infine l’articolo 99, forse il più interessante anche se ancora poco chiaro, prevede 50 milioni a fondo perduto, per ciascun anno: 2026, 2027, 2028, per gli investimenti privati nel settore. le condizioni e i modi di concessione dei contributi devono essere specificate in un decreto da adottare entro sessanta giorni dall’approvazione del decreto manovra.

In definitiva diciamo che il turismo viene trattato sempre in modo ancillare dal governo. Senza una ristrutturazione di merito, o un disegno di ampie proporzioni. Ci sono questi tre provvedimenti, che male non fanno, ma che devono essere estesi, se si vuole far diventare il turismo un movimento strutturale del nostro Paese.

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