14 January 2026

L’industria dei congressi va in piazza per protestare contro lo stop agli eventi

Palazzo Chigi

Un intero comparto è sul lastrico a causa del Covid-19 e ora rischia di chiudere definitivamente i battenti, dopo l’ultimo provvedimento governativo che impone lo stop a convegni, congressi ed eventi aziendali. Per chiedere le ragioni della sospensione, nonché ristori concreti al comparto, i rappresentanti delle principali realtà associative, organizzative e imprenditoriali italiane e internazionali del settore saranno davanti a palazzo Chigi, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, il prossimo martedì 27 ottobre dalle 10 alle 13.

“Siamo tutti dalla stessa parte – sottolineano gli organizzatori -: quella di un Paese che deve salvare i suoi cittadini da contraccolpi sanitari ed economici allo stesso modo. Invitiamo però le autorità a non trovare facili e innocenti capri espiatori e a non sacrificare il lavoro di centinaia di migliaia di persone che non hanno né presente, né futuro. L’organizzazione professionale dei congressi consente di gestire flussi anche consistenti di persone con protocolli che garantiscono totale sicurezza”.

A luglio scorso la ricerca “L’impatto del Covid-19 sulla meeting industry italiana: la prospettiva delle sedi per eventi e congressi” realizzata dall’Alta scuola di economia e relazioni internazionali dell’università Cattolica del Sacro Cuore (Aseri), in collaborazione con Federcongressi&eventi, ha rilevato come il lockdown avesse già determinato la cancellazione del 69,7% delle manifestazioni. Il dato, confermato a settembre da AstraRicerche per il Club degli eventi, e sicuramente peggiorato negli ultimi mesi, può essere tradotto a livello nazionale con la stima di una perdita di circa 215 mila congressi e convegni.

Una battuta d’arresto drammatica per un’industria che negli ultimi cinque anni aveva conosciuto un costante percorso di crescita, con un tasso di incremento medio del numero di eventi del 4,1% annuo. “Già la situazione è letteralmente drammatica, ma con il provvedimento decretato dall’ultimo dpcm – commentano i rappresentanti del settore – si condanna a morte il comparto definitivamente, compromettendo anche tutto il 2021-2022, considerata la lunga gestazione di cui necessitano gli eventi congressuali. Speriamo di far comprendere ai governanti le nostre ragioni, nel tentativo di tutelare il diritto alla salute e, al contempo, il diritto al lavoro”.

La manifestazione è indetta da Federcongressi&eventi con l’adesione di: Admei – Association of destination management executives international, Alleanza cooperative italiane, Associazione internazionale interpreti di conferenza in Italia, Associazione nazionale banqueting e catering, Club degli eventi e della live communication, Convention bureau Italia, Icca Italian committee, ItaliaLive, Mpi – Meeting professionals international Italia chapter e Site – Society for incentive travel excellence – Italy chapter.

 

 

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