25 August 2026

Il turismo organizzato si scaglia contro il ministro Speranza

Il ministro della salute, Roberto Speranza

Ennesimo colpo al turismo. Ennesima sottovalutazione del sistema turistico. Le associazioni di categoria stigmatizzano in modo forte l’ultima decisione del ministro della salute Speranza, che prevede la quarantena per coloro che ritornano da paesi Ue. Per rafforzare la loro posizione Astoi, Fiavet, Fto, Aidit, Federturismo, Assoviaggi hanno emesso una nota non solo di protesta, ma di decisa opposizione al provvedimento definito giustamente “assurdo” 

«L’ordinanza adottata dal ministro Speranza su arrivi e rientri da Paesi dell’Unione Europea è l’ennesimo sfregio inflitto al turismo organizzato. È davvero difficile capire come una quarantena di cinque giorni, ed un ulteriore tampone alla fine dei cinque giorni, possa essere una misura necessaria ed utile per persone che hanno già effettuato un tampone risultato negativo 48 ore prima del rientro nel nostro Paese». 

«Non si può non leggere questa ordinanza come una conseguenza di tutte le sterili ed inutili polemiche degli ultimi giorni. La mobilità tra Paesi Europei, anche per motivi di turismo, è in consentita dallo scorso maggio e l’Italia non ha mai adottato la quarantena in entrata, ad eccezione di alcuni casi specifici. Si tratta, quindi, di una misura punitiva per quei pochissimi italiani che, osservando tutte le prescrizioni sanitarie richieste, si recano nei pochi Paesi esteri aperti. Si evidenzia infatti che, a differenza di quanto si vuole far credere, si tratta di numeri molto contenuti.

«Inoltre, è una misura altrettanto punitiva per i turisti europei che, analogamente in questi mesi, se pur in minima parte, sono venuti a visitare il nostro Paese ed avrebbero potuto farlo anche nelle prossime settimane. Il risultato è un clamoroso autogol anche per l’incoming. 

Le agenzie di viaggio e i tour operator italiani, che hanno subito perdite di fatturato di oltre il 90% nel 2020 e che stanno registrando perdite ancora più ingenti nel 2021, hanno solo cercato faticosamente di riavviare un’attività rimasta ininterrottamente ferma dallo scorso marzo 2020. Si tratta di imprese italiane che pagano le tasse in Italia e che danno lavoro ai nostri connazionali e che, a breve, dovranno subire gli annullamenti dei pochi viaggi programmati per le prossime settimane, essendo quindi costretti a rimborsare i clienti». 

«Questo cambio di fronte repentino e insensato, volto solo a rispondere “alla pancia di chi grida allo scandalo”, produrrà ulteriori danni economici per i tour operator e le agenzie di viaggio. Cambiare le regole del gioco a partita iniziata non è minimamente accettabile. Le imprese del turismo organizzato sono al collasso, non hanno nemmeno ancora ottenuto tutti i ristori stanziati lo scorso anno e queste decisioni sembrano fatte ad arte per infliggere il decisivo colpo di grazia».

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