27 June 2026

Iata con l’Ue: proposte di coordinamento unitario per aprire i confini

La Iata si affianca alla Commissione europea nel perorare l’adozione da parte dei Paesi europei di  un coordinamento comune sulle restrizioni di viaggio nell’Ue. Le proposte fanno perno su tre indicazioni prioritarie: maggiore prevedibilità con criteri comuni per l’introduzione di misure anti-Covid-19 e preavviso di modifiche settimanali; criteri comuni per le misure con una preferenza per i test rispetto alla quarantena; comunicazione semplificata del rischio utilizzando un sistema semaforico con codice colore.

“Le persone desiderano viaggiare, ma l’imprevedibilità nella gestione e nell’introduzione di misure anti Covid-19 sta uccidendo la domanda – afferma Rafael Schvartzman, vicepresidente regionale della Iata per l’Europa -. Le proposte della Commissione europea sono un’opportunità per l’Europa di passare dal blocco alla gestione dei rischi imparando a convivere con il virus. Gli obiettivi di prevedibilità e chiarezza sono quelli giusti. Le persone hanno bisogno di un facile accesso alle informazioni in modo che possano pianificare. Hanno bisogno di prevedibilità per sapere che le regole non cambieranno dall’oggi al domani. E hanno bisogno di test Covid-19 per evitare il rischio di restrizioni alle frontiere o l’imposizione di misure di quarantena generali che rendono impossibile viaggiare e hanno lo stesso effetto sulla domanda di viaggi delle chiusure delle frontiere”.

La proposta prevede la semplificazione dei calcoli del tasso di infezione in quattro categorie di rischio: Verde per un’area in cui il numero totale di nuovi casi di Covid-19 è inferiore a 25 per 100.000 persone durante un periodo di 14 giorni e la percentuale di test positivi da tutti i test COVID-19 è inferiore al 3%;

Arancione laddove il numero totale di nuovi casi è inferiore a 50 / 100.000 durante un periodo di 14 giorni, ma la percentuale di test positivi da tutti i test Covid-19 è del 3% o più oppure il numero totale di nuovi casi notificati è compresa tra 25 e 150 ma la percentuale di test positivi da tutti i test Covid-19 è inferiore al 3%;

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Grigio qualora non siano disponibili informazioni sufficienti per valutare i criteri proposti dalla Commissione oppure il numero di test Covid-19 effettuati su 100.000 persone è inferiore a 250.

La Commissione propone che gli Stati membri non limitino la libera circolazione delle persone che viaggiano da un altro Stato membro che soddisfano criteri specifici; inoltre i viaggiatori in arrivo da stati “rossi” o “grigi” potrebbero essere tenuti a sottoporsi a un test Covid-19 dopo l’arrivo o prima della partenza, opzione preferita dalla Commissione, con la quarantena imposta solo come ultima risorsa.

“I test, insieme a un affidabile track-and-tracing, sono una soluzione molto migliore della quarantena. L’attuale mosaico di misure implementate dai governi di tutta Europa non ha senso scientificamente, non incoraggia la fiducia del pubblico e sta ostacolando il riavvio di servizi aerei redditizi”.

Applicare gli stessi criteri comuni ai paesi al di fuori dell’area Schengen aiuterebbe il processo di riapertura delle frontiere intercontinentali e la Iata invita gli stati europei a implementarlo. Purtroppo “la Commissione può solo raccomandare, non applicare. Ci auguriamo che questa volta gli stati europei ascolteranno, agiranno in coordinamento e utilizzeranno questa metodologia per aprire le frontiere ai viaggiatori al di fuori dell’Ue”, conclude Schvartzman.

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Dal 15 al 21 giugno, seguendo la filosofia “La montagna che ti muove” e con il momento clou nel weekend dal 19 al 21, il Festival ha sancito il proprio debutto nella sua nuova cornice naturale: il Biolago di Predazzo.\r\n\r\nLa nuova location si è rivelata una formula vincente per l’avvio della stagione estiva, registrando una risposta entusiasta da parte del pubblico e consolidando il territorio come prima Wellness Community d'Italia e dell'arco alpino, nell’ambito del programma \"Val di Fiemme Benessere a 5 Cerchi”.\r\n\r\nLa natura, considerata come uno “stressor naturale”, non ha fatto solo da sfondo, ma è diventata protagonista attiva di rigenerazione. Il successo di questa edizione conferma come la sinergia tra cura del territorio e stili di vita sani rappresenti un asset strategico per l'intera vallata.\r\n\r\n«La Val di Fiemme - dichiara Paolo Gilmozzi, Presidente APT Fiemme e Cembra - è una terra che invita naturalmente a stare bene. 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