18 July 2026

Genova punta sul mice, grazie ad un bando sul congressuale attesi 14 mila partecipanti per 5 mila pernottamenti

Si è concluso positivamente l’iter del bando, lanciato a novembre dal Comune di Genova in collaborazione con Camera di Commercio, per favorire lo sviluppo del mercato turistico congressuale e per promuovere la città come destinazione di alto livello, in grado di attrarre eventi, meeting, congressi di portata nazionale e internazionale, anche quelli la cui organizzazione era stata sospesa a causa della pandemia.

A questo scopo, il comune ha messo in campo un budget di 100 mila euro, utilizzando i fondi dell’imposta di soggiorno 2021, e il Genova City Pass Congressuale 48h (trasporti più un’attrazione turistica), a disposizione di soggetti, con sede nel comune di Genova, che organizzino iniziative M.I.C.E. in grado di incrementare i flussi e le presenze turistiche, nonché la durate dei pernottamenti. Tra coloro che hanno presentato i progetti, anche Università e Convention Bureau oltre a diverse associazioni e imprese in ambito culturale, sportivo, turistico e farmaceutico sanitario. Dall’analisi dei dati, emerge un investimento di poco superiore a 1 milione di euro per l’organizzazione degli eventi, con circa 14 mila partecipanti stimati, di cui 500 residenti all’estero, e oltre 5.000 pernottamenti in città che comporteranno ulteriori ricadute economiche.

«Il settore mice e del turismo congressuale è un segmento di mercato molto importante per tutta la filiera turistica, ad alto valore aggiunto e non legato alla stagionalità. Uno dei nostri principali obiettivi è consolidare il brand turistico di Genova, puntando a uno sviluppo sostenibile e inclusivo del turismo – spiega l’assessore al Turismo e Marketing territoriale Laura Gaggero –- Con questo bando, che si aggiunge al precedente, arriviamo a uno stanziamento di risorse che corrisponde al 5 per cento dell’imposta, contro l’1 per cento che altre importanti città italiane, con grande tradizione congressuale, destinano al settore. È questo un chiaro segnale dell’attenzione che, da tempo, il Comune dedica al segmento del turismo congressuale che raggiunge il 3 – 4 per cento delle presenze in Italia – continua Laura Gaggero – A confermare Genova come destinazione ideale per il turismo congressuale, lo scorso settembre abbiamo avuto il convegno dell’Ordine degli Ingegneri della Svizzera, il Salone Nautico, il G20 nonché una delegazione di architetti che ha studiato lo sviluppo urbanistico e architettonico della nostra città». 

«La vocazione congressuale di Genova – conclude il segretario generale della Camera di Commercio di Genova Maurizio Caviglia – è forte ed è ulteriormente cresciuta negli anni pre-pandemia: fra il 2014 e il 2019, i partecipanti agli eventi nelle 82 sedi congressuali genovesi sono addirittura raddoppiati. Da qui dobbiamo ripartire, non appena le condizioni lo permetteranno, per far vivere tutta la filiera del turismo nel nostro territorio davvero 12 mesi l’anno». 

 

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Le motivazioni principali che guidano la scelta restano il miglioramento delle competenze linguistiche, la crescita personale, l'autonomia e il confronto con contesti culturali differenti.\r\n Tra le mete preferite da famiglie e studenti, in Europa si consolida la triade composta da Irlanda, Regno Unito e Spagna, destinazioni apprezzate per equilibrio tra qualità dell’offerta scolastica e prossimità culturale. Sul fronte extra europeo, gli Stati Uniti restano il riferimento centrale, seguiti dal Canada, con presenza consolidata anche di Australia e Nuova Zelanda. Parallelamente emerge un interesse crescente verso nuove mete, come il Sudafrica e in particolare l’Asia con crescenti richieste per Giappone e Corea, a testimonianza di una domanda che ricerca esperienze sempre più diversificate.\r\n \r\n\r\n Vacanze estive\r\nLe vacanze studio estive all'estero continuano a rappresentare uno dei prodotti più richiesti del comparto education, pur essendo il segmento che nel 2025 ha maggiormente risentito delle incertezze del contesto internazionale. Nel 2026 il segmento registra una flessione media di circa il 10%, influenzata dall'aumento dei costi di viaggio e soggiorno, dalle tensioni geopolitiche e da una maggiore prudenza da parte delle famiglie nelle decisioni di spesa.\r\n Il rallentamento non modifica tuttavia la natura della domanda che continua a riconoscere il valore formativo di queste esperienze. Più che rinunciare al viaggio studio, le famiglie tendono oggi a orientarsi su mete percepite come sicure e facilmente raggiungibili, con una riduzione della propensione verso programmi più lontani o economicamente impegnativi. Ricercano elevati standard di sicurezza, qualità didattica, assistenza costante e un'organizzazione in grado di garantire continuità, sicurezza e supporto durante tutte le fasi dell'esperienza.\r\n Anche il contenuto dei programmi continua ad evolversi. Restano centrali le formule che combinano apprendimento linguistico e attività sportive ma si consolidano percorsi che sviluppano competenze trasversali, con moduli dedicati a public speaking, leadership, debate, coding e digital skills, sostenibilità ambientale, orientamento alle professioni creative e discipline stem.  \r\nI partecipanti dei viaggi studio solitamente rientrano nella fascia 13-19 anni; le loro famiglie propendono prevalentemente per programmi con accompagnatore della durata di due settimane e sistemazioni in college o residence.\r\n Sul fronte destinazioni, Regno Unito, Irlanda e Spagna guidano le preferenze europee, mentre si confermano Stati Uniti e Canada come principali mete extraeuropee. Emerge anche l’attenzione verso alcune mete asiatiche, segno di un’attrazione più diversificata, orientata a cogliere contesti culturali molto differenti.\r\n\r\nSoggiorni studio in Italia\r\nI soggiorni studio in Italia confermano il proprio ruolo di primo approccio al mondo dei viaggi studio, rivolgendosi prevalentemente a ragazzi tra gli 8 e i 13 anni. Per molti rappresentano la prima esperienza di autonomia fuori dall'ambiente familiare: un'opportunità per sviluppare capacità relazionali, sicurezza in sé stessi e prime competenze linguistiche in un contesto organizzato, sicuro e facilmente raggiungibile.\r\n Nel 2025 il comparto aveva mostrato una buona capacità di tenuta, risentendo solo marginalmente delle criticità che hanno interessato il mercato internazionale. La vicinanza delle destinazioni, i costi più contenuti e la possibilità di vivere un'esperienza formativa in Italia continuano infatti a rappresentare elementi di forte interesse per molte famiglie.\r\nLe prospettive per il 2026 indicano una crescita media stimata del 7,6%, sostenuta da una domanda che continua a riconoscere valore a programmi strutturati, capaci di coniugare apprendimento, attività sportive, laboratori esperienziali e sviluppo dell'autonomia personale in ambienti sicuri e qualificati.\r\n Tra le regioni più richieste si confermano Puglia, Sardegna e Sicilia, seguite da Lazio, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige, a testimonianza di un'offerta sempre più articolata e distribuita sull'intero territorio nazionale.\r\n \r\n ","post_title":"Osservatorio Astoi, i viaggi studio cambiano ma restano fondamentali","post_date":"2026-07-16T10:57:06+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1784199426000]}]}}