25 June 2022

Garavaglia: «Su 600 milioni disponibili per il turismo, 3 miliardi di richieste»

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Il ministro del turismo Massimo Garavaglia

Stiamo lavorando per la competitività dell’Italia come destinazione. Il ministro del turismo Massimo Garavaglia interviene alla conferenza stampa  ‘Ritorno alla Grande Bellezza: la ripartenza del turismo culturale’, organizzata da Assoturismo Confesercenti al Palazzo delle Esposizioni di Roma, raccontando i nodi critici che il Governo sfa affrontando e le possibili soluzioni.

«Stiamo decidendo le ultime regole legate al Covid – spiega – come le mascherine su aerei e treni che sono comunque aspetti che minano la competitività del sistema: ci vogliono regole uguali per tutti, altrimenti rischiamo di avere degli svantaggi».

Le opportunità offerte dal momento di forte afflusso e desiderabilità dell’Italia non possono essere perse. «La ripresa delle città d’arte è il dato più importante: siamo a metà giugno e abbiamo già quasi raggiunto i dati del 2019. Però non dobbiamo accontentarci: l’Italia a Gennaio è sempre al primo posto come destinazione più desiderata, invece a dicembre arriviamo quinti per arrivi: perché?».

Il ministro ricorda gli investimenti messi in atto: «Su 600 milioni disponibili per il turismo, 3 miliardi sono stati le richieste effettive. Parliamo di credito di imposta, non di finanziamenti a fondo perduto, quindi si tratta di imprenditori che vogliono investire: stiamo cercando il modo di soddisfarli tutti».

Traino per il Paese

Nell’attesa di capire come queste richieste rimaste inevase verranno soddisfatte, il ministro torna sulla questione della scarsità dei lavoratori nel settore.

«Il turismo sta sostenendo l’economia del Paese e sarà un traino per tutti – afferma – soprattutto ad autunno quando probabilmente assisteremo a una frenata per i costi dell’energia, ma dobbiamo affrontare il tema della mancanza di personale».

Il ministro spiega quindi che le soluzioni finora da lui proposte hanno l’ambizione di funzionare nell’immediato. «Tra le opzioni – riepiloga -, lasciare metà del reddito di cittadinanza e consentire la cumulabilità con altre entrate. Un ragionamento può essere fatto anche sul welfare e su contratti stagionali più lunghi. Oppure il ripristino dei voucher, ingiustamente demonizzati, ma che rappresentano uno strumento flessibile», e aggiunge  in un commento autobiografico: «Magari ci fossero stati quando facevo il muratore d’estate e il cameriere d’inverno per pagarmi la Bocconi!».

 



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