16 October 2021

Caro Garavaglia si dedichi di più ai corridoi che all’enogastronomia

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La forma verbale preferita dal ministro Garavaglia è il futuro. Faremo, lancerò, presenterò. A noi questo tempo verbale insospettisce sempre. Ma tant’è, bisogna dare fiducia (almeno finché non finisce la pazienza). L’ultima delle sue asserzioni futuribili il ministro l’ha espressa alla rassegna di enogastronomia il Gusto. Ha detto esattamente: «Il turismo enogastronomico non ha un piano. Lo lancerò a primavera».

Questione di priorità

Beato lui che può lanciare ancora qualcosa. Fra poco gli agenti e tour operator lanceranno i computer dalla finestra, e magari anche le scrivanie e i telefoni. A parte il fatto che il ministro dovrebbe, secondo noi, rimanere concentrato sulla questione dei corridoi, e invece, mi sembra che partecipi ad un evento dietro l’altro. Per carità sono settori molto importanti: l’enogastronomia, la camperistica ecc ecc. Ma se non risolviamo la questione delle partenze verso l’estero il turismo non decollerà.

La lettera inviata da Garavaglia alla presidenza del Consiglio ha ormai 3 settimane. La riunione con tutte le parti sociali, da quando ci risulta, è andata bene ma senza nessuna promessa effettiva. Insomma ancora non si sa quando i corridoi verranno aperti. Ora, per carità, lei vada dove viene chiamato, ma ogni tanto se ne stia al ministero a risolvere questa questione, perché se non ne verrà a capo sarà il suo fallimento politico. (Oltre che il fallimento di un settore).

Giuseppe Aloe




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