18 April 2026

Fiavet nazionale: proposte concrete per raffreddare l’impatto dello tsunami Thomas Cook

Fiavet Nazionale ha preso parte, insieme a tutte le associazioni di categoria del settore, alla riunione che si è tenuta ieri a Roma negli uffici dell’Enit per confrontarsi, discutere e analizzare le misure da adottare a seguito del fallimento del colosso dei viaggi Thomas Cook.

Ivana Jelinic, presidente Fiavet nazionale, ha richiamato l’attenzione sul reale impatto sull’industria turistica italiana, confermando per quanto riguarda il comparto agenziale, il coinvolgimento soprattutto degli operatori di incoming per prepagamenti effettuati dei fornitori, ma ha anche sottolineato la necessità di evitare che si sviluppi una comunicazione distorta sulla precarietà degli operatori turistici italiani, in realtà del tutto inesistente, che sarebbe un danno peggiore di quello prodotto dal fallimento.

Durante l’incontro è stata avanzata la proposta di adottare da parte del governo misure urgenti che potrebbero prevedere quattro ipotesi: riconoscimento di un credito di imposta; sgravi ai fini irpef; congelamento dell’Iva per le fatture emesse e non pagate dal fallito; ammortizzatori sociali per i lavoratori dei fornitori colpiti.

Già altri paesi europei, quali Grecia e Portogallo, avrebbero avviato misure di sostegno agli operatori turistici colpiti dagli effetti del fallimento.

L’avvocato Federico Lucarelli, in qualità di responsabile dell’ufficio legale Fiavet, ha inoltre ricordato che sul problema del volato l’associazione aveva già presentato un emendamento al DDL trasporti per la costituzione del Fondo di garanzia a favore dei consumatori per i biglietti “no fly”, sul quale era stato richiesto un intervento sempre da parte del governo.

Il sottosegretario Bonaccorsi si è impegnato a verificare con il governo lo strumento migliore per intervenire urgentemente a beneficio della categoria, ha preannunciato l’idea di rivedere in forma sistemica l’approccio alla normativa e all’assetto del comparto turismo, anche andando ad intervenire sulla normativa di recepimento della Direttiva pacchetti, in particolare ripensando alla garanzia su insolvenza e fallimento e ai relativi fondi.

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