12 settembre 2013 15:26
«In vista dell’Expo, che attirerà certamente turisti cinesi, russi e indiani, diventa sempre più urgente – dichiara il presidente di Federturismo Confindustria Renzo Iorio -, facilitare il loro ingresso introducendo un servizio di erogazione di visti online che sia in grado di moltiplicarne il numero, riducendo i costi e le risorse impiegate». I cinesi con oltre 83 milioni di viaggi all’estero sono diventati i maggiori fruitori del turismo internazionale. Da soli nel 2012 hanno speso 102 miliardi di dollari superando i mercati turistici tradizionali e consolidati come la Germania e gli Stati Uniti. «L’Expo sarà inoltre l’occasione – conclude Iorio -, per milioni di turisti provenienti dai paesi dal forte potere di acquisto, di visitare l’Italia, dobbiamo quindi farci trovare preparati ad accoglierli offrendogli anche nuovi supporti digitali come il borsellino elettronico per il tax refund o la carta musei e trasporti digitale».
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La strategia sul mercato italiano
Dixon tratteggia anche la strategia di crescita di Brand Usa per il mercato italiano: «Siamo fiduciosi nelle prospettive del vostro mercato. Sebbene quest'anno si registri una flessione, siamo convinti che - grazie agli ottimi collegamenti aerei tra Italia e Stati Uniti e ai numerosi fattori che continuano a stimolare la domanda - gli Stati Uniti resteranno una destinazione iconica e altamente attrattiva per i viaggiatori italiani. Il nostro obiettivo continua a essere la crescita nel lungo periodo e stiamo investendo in nuove iniziative. Quest'anno, ad esempio, abbiamo lanciato "Get Facts. Get Going", un portale centralizzato che consentirà ai viaggiatori di avere informazioni accurate sui visti per gli Stati Uniti, i requisiti d’ingresso, le politiche di controllo e le tariffe; uno strumento pensato per fornire ai nostri partner del settore delle risorse pronte all'uso e per aiutare i viaggiatori a pianificare il viaggio negli Stati Uniti con maggiore sicurezza».
Quest’evoluzione dell’offerta risponde alle nuove dinamiche e sfide del mondo del turismo: «I viaggiatori sono sempre più alla ricerca di esperienze autentiche e personalizzate, oltre che di occasioni per entrare in contatto con le comunità locali - conclude Dixon -. Di conseguenza, si spingono oltre le mete più iconiche per scoprire luoghi meno conosciuti. Questa tendenza arricchisce l'esperienza di viaggio ed evidenzia la straordinaria varietà di paesaggi, culture e attività che gli Stati Uniti hanno da offrire».
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Importante apertura per Tivoli Hotels & Resorts, che inaugura il Tivoli Palazzo 1880 Lecce Hotel, segnando l’arrivo del brand e di Minor Hotels in Puglia.
Situato nel centro storico di Lecce, in via Imperatore Augusto 19, l’hotel si trova tra piazza Sant’Oronzo e piazzetta Santa Chiara, consentendo agli ospiti di raggiungere facilmente le maggiori attrazioni barocche della città, i vivaci caffè e wine bar, e i principali punti di interesse come l’anfiteatro romano, la basilica di Santa Croce e il duomo di Lecce.
A seguito di un importante intervento di ristrutturazione, l’hotel Tivoli Palazzo 1880 di Lecce si presenta come una nuova destinazione cinque stelle di riferimento in una delle mete più richieste e in maggiore crescita in Italia, rivolta a viaggiatori raffinati con una passione per la cultura, l’arte e l’enogastronomia.
La struttura
Il Tivoli Palazzo 1880 Lecce Hotel è un palazzo storico del XIX secolo. L’edificio nacque come luogo di pellegrinaggio, luogo di commercio di spezie e poi locanda già nel XV secolo, per poi essere trasformato in un albergo nobiliare inaugurato nel 1880. Oggi la struttura dispone di 48 camere, di cui 13 suite. L’offerta varia dalle eleganti categorie Deluxe alle Premium con balcone o vista, fino alla proposta suite da Junior Suite, Suite con jacuzzi o spa privata, e una Presidential Suite con terrazza privata affacciata sull’anfiteatro romano.
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Un’area wellness dedicata favorisce momenti di relax e comprende due cabine per trattamenti e massaggi, una piscina interna riscaldata con acqua salata, un’area relax, bagno turco e sauna, oltre a una lounge con tisaneria. Completa l’offerta una palestra completamente attrezzata con accesso diretto al rooftop.
Per arricchire l’esperienza e rafforzare il legame con il territorio, l’hotel offre accesso privilegiato a una selezione di beach club su entrambe le coste, dall’Adriatico allo Ionio. Gli ospiti potranno inoltre beneficiare di una convenzione esclusiva con una piscina situata a soli 4 km dalla struttura, con aree riservate e servizio dedicato.
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[post_content] => La meeting industry italiana si consolida e trova un nuovo punto di equilibrio. Nel 2025 il settore ha generato un valore economico diretto di 13,2 miliardi di euro e, nel periodo 2022-2025, ha registrato un tasso medio annuo di crescita composto del 6,4%.
Dopo il rimbalzo seguito alla pandemia, il mercato dei congressi e degli eventi entra in una fase più matura, in cui gli appuntamenti internazionali mantengono un peso superiore al periodo pre-Covid, gli eventi diventano più brevi ma conservano livelli di partecipazione superiori al 2019 e cresce la domanda di format più flessibili, anche in spazi non convenzionali.
È quanto emerge dai dati presentati durante l’evento “Il valore della meeting industry: interpretare il futuro attraverso i dati OICE”, promosso da Federcongressi&eventi al Centro Congressi Confindustria di Roma e dedicato all’evoluzione del turismo congressuale, alla lettura dei trend e alle prospettive di sviluppo per il biennio 2026-2027.
Secondo il rapporto “Il mercato dei congressi e degli eventi in Italia nel 2025”, realizzato da ASERI – Università Cattolica del Sacro Cuore per l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi, nel 2025 in Italia sono stati realizzati 365.789 eventi, con 28.627.455 partecipanti e 43.275.254 presenze.
Il primo elemento che emerge dalla lettura dei numeri, illustrati da Roberto Nelli, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile scientifico della ricerca, riguarda la composizione del mercato. Nel 2025 gli eventi locali rappresentano il 54,8% del totale, quelli nazionali il 32,3% e quelli internazionali il 12,9%. Se rispetto al 2024 cresce il peso degli eventi locali e diminuisce quello degli appuntamenti nazionali, il confronto con il 2019 evidenzia come gli eventi internazionali restino sopra i livelli pre-pandemia, passando dal 9,8% al 12,9%.
«I valori assoluti e i valori medi a livello nazionale non consentono di comprendere la reale situazione della meeting industry italiana, che presenta un’elevata eterogeneità, soprattutto in relazione ai caratteri dell’evento e all’area geografica», spiega Nelli, sottolineando come il mercato vada letto considerando le diverse tipologie di eventi e le differenti aree del Paese.
Un segnale positivo arriva anche dalla domanda internazionale: gli arrivi di partecipanti stranieri per finalità congressuali risultano in lieve crescita rispetto al 2024. Anche il formato degli eventi continua a evolversi. La durata media scende da 1,42 a 1,39 giornate, mentre i partecipanti medi per evento si attestano a 78,3, in lieve calo rispetto agli ultimi due anni ma ancora nettamente superiori ai 67,5 del 2019.
«A livello internazionale sta succedendo così – commenta Nelli –. Nel mondo delle imprese si punta alla qualità piuttosto che alla durata: eventi esperienziali, densi di valore, piuttosto che lunghi».
Il peso economico della meeting industry resta significativo anche sul fronte turistico. Nel 2025 gli eventi di oltre una giornata hanno generato circa 30 milioni di presenze, pari al 10,4% del totale delle presenze alberghiere in Italia, con una spesa media pro capite di 312 euro, in crescita del 3,7% rispetto al 2024.
Sul fronte della domanda, le imprese si confermano il principale mercato di riferimento, con il 61,4% degli eventi, pur tornando su livelli più vicini al periodo pre-pandemico dopo il boom del post-Covid. Cresce invece il segmento associativo (24,4%), a conferma di una progressiva diversificazione del mercato.
L'analisi territoriale restituisce un'Italia a più velocità. Il Nord si conferma il motore della meeting industry, concentrando oltre la metà delle sedi e quasi il 60% degli eventi, con il Nord Est protagonista della crescita. Il Centro rallenta dopo due anni di forte espansione ma, come sottolinea Nelli, «ha elevate potenzialità e una significativa crescita tendenziale». Il Sud, pur rappresentando una quota più contenuta del mercato, mostra «segnali di equilibrio e di crescita potenziale che va sviluppata, assistita e gestita».
Tra i trend emergenti si consolida inoltre la ricerca di format più flessibili: gli spazi non convenzionali registrano una crescita media annua del 12,5% dal 2022, mentre gli alberghi con sale meeting continuano a rappresentare la principale sede degli eventi congressuali.
Onorato: «Roma oggi compete grazie ai grandi eventi»
Nel suo intervento, l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha sostenuto che la Capitale abbia cambiato posizionamento negli ultimi anni grazie a una strategia che integra turismo, congressi, sport, moda e grandi eventi. Secondo l’assessore, la ricaduta mediatica dei grandi eventi sportivi ospitati dalla città equivale a 400 milioni di euro di investimenti pubblicitari. Onorato ha inoltre ricordato che «negli ultimi quattro anni e mezzo hanno aperto 147 hotel, di cui 27 a cinque stelle», indicando questo dato come uno degli effetti del crescente appeal internazionale di Roma.
Gentile: «Ora progetti concreti per consolidare»
Per la presidente di Federcongressi&eventi, Gabriella Gentile, il rapporto OICE restituisce un quadro incoraggiante per la meeting industry, ma ora è il momento di trasformare i risultati in azioni concrete. Tra le priorità indicate figurano gli investimenti nelle infrastrutture congressuali, il rafforzamento della promozione internazionale e la valorizzazione del capitale umano. «Quando le persone si incontrano, si incontrano culture, competenze e conoscenze – sottolinea –: è questo uno dei grandi valori che la meeting industry continua a generare per i territori».
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[post_content] => Un traffico passeggeri stimato in circa 23 milioni di viaggiatori entro il 2040, con incrementi minori nei tre anni successivi fino al 2043: questo l'orizzonte che si profila per l'aeroporto di Milano Bergamo secondo il Piano di sviluppo 2029-2043.
Un percorso che il presidente di Sacbo, Giovanni Sanga, ha definito «impegnativo». L'iter è guidato da Enac e si inserisce nel Piano nazionale degli aeroporti, che mira a creare 13 sistemi aeroportuali integrati a livello nazionale entro il 2035, rispondendo a una crescita complessiva del traffico stimata fino a 304 milioni di passeggeri (rispetto ai 230 milioni dello scorso anno).
Per il "Caravaggio" si prevede quindi una crescita in linea con il sistema nazionale.
«I dati del triennio sono di attestarci sui 17-18 milioni di passeggeri», specifica Sanga, elencando al contempo tutta una serie di variabili la cui portata è difficilmente inquadrabile nel breve periodo: dalle dinamiche/tensioni geopolitiche allo sviluppo tecnologico che investe anche il settore degli aeromobili. «Già quelli di oggi impattano meno rispetto ai vecchi modelli - osserva Sanga, ripreso da Il Corriere di Bergamo -. C’è un abbattimento dell’impronta di rumore del 40% e una riduzione del 18% del consumo di carburante».
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Spiccano in questo contesto i 35 milioni per interventi di compensazione ambientale: «Siamo l’unico aeroporto in Italia - sottolinea Sanga - ad aver già investito 15 milioni, tutti a carico nostro, in mitigazione ambientale».
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«Abbiamo dovuto rallentare perché i lavori delle Ferrovie sono in grave ritardo», evidenzia il presidente di Sacbo. Seguono poi 53 milioni per interventi sugli edifici e 20 milioni per reti e impianti (che si aggiungono ai 15 milioni già spesi per i nuovi impianti dei controlli di sicurezza).
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[post_content] => Aiav, Aidit, Assoviaggi, Fiavet, Fto e Maavi hanno inviato al ministro del turismo, Gianmarco Mazzi, una lettera congiunta per chiedere la riattivazione urgente del Tavolo interministeriale sui viaggi d’istruzione, con l’obiettivo di garantire chiarezza normativa, continuità delle attività formative, pluralità dell’offerta e corretta concorrenza nel mercato.
Le Associazioni richiamano l’attenzione sulla persistente incertezza che interessa il comparto dei viaggi d’istruzione, degli stage linguistici, degli scambi culturali, dei percorsi di formazione scuola-lavoro, dei progetti finanziati nell’ambito del Pon/Pn scuola e competenze e delle altre esperienze formative organizzate dalle istituzioni scolastiche. Si tratta di un segmento di grande valore educativo ed economico, che coinvolge ogni anno milioni di studenti e famiglie e una vasta filiera di imprese specializzate.
Pur accogliendo positivamente i chiarimenti forniti negli ultimi mesi dalle amministrazioni competenti, le Associazioni sottolineano che permangono ancora difformità interpretative tra gli istituti scolastici. Restano infatti incertezze sul rapporto tra affidamenti diretti, procedure negoziate senza bando e Accordo quadro Consip, sulla distinzione tra obbligo e facoltà di ricorso agli strumenti centralizzati e sulla corretta qualificazione delle diverse tipologie di viaggio.
Consip
“È indispensabile evitare che le scuole interpretino l’Accordo quadro Consip come uno strumento sempre obbligatorio, esclusivo o automaticamente sostitutivo di ogni altra procedura consentita”, dichiarano le Associazioni. “Occorre invece distinguere con chiarezza le diverse ipotesi: affidamenti diretti, procedure negoziate senza bando nella fascia tra affidamento diretto e soglia europea applicabile, ricorso alle centrali di committenza qualificate e procedure autonome quando la natura e la finalità dei viaggi lo consentano”.
Indicazioni non omogenee o eccessivamente restrittive rischiano di limitare la programmazione delle attività formative, ridurre la pluralità dell’offerta e, nei casi più critici, indurre le scuole a rinunciare ai viaggi.
Altro punto centrale è il completamento di un quaderno operativo nazionale, a cura del ministero dell’istruzione e con il contributo delle amministrazioni e delle rappresentanze interessate, già oggetto di lavoro congiunto nei mesi scorsi. Lo strumento dovrebbe offrire a scuole e operatori indicazioni chiare su soglie, procedure, lotti funzionali, documentazione e corretta gestione dei pacchetti turistici scolastici.
“Le nostre osservazioni non hanno finalità oppositive”, concludono le Associazioni, “ma mirano a garantire che i viaggi d’istruzione continuino a essere un’esperienza educativa accessibile, sicura e di qualità, preservando il pluralismo dell’offerta, la sostenibilità per le famiglie e la tenuta di un comparto composto in larga parte da imprese specializzate e radicate nei territori”.
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È stato sottoscritto ieri, in tarda serata, da Aica e Manageritalia l’accordo di rinnovo del Ccnl per i dirigenti delle aziende alberghiere aderenti ad Aica. Il contratto decorre dal 1° gennaio 2026, fatte salve le specifiche decorrenze previste per i singoli istituti, e avrà validità fino al 31 dicembre 2028.
Con questo rinnovo Aica e Manageritalia confermano il valore dell’unicità del contratto collettivo nazionale di lavoro dei dirigenti, inteso come strumento di tutela, qualificazione e corretta regolazione del rapporto di lavoro manageriale. L’accordo ribadisce inoltre l’impegno comune a contrastare ogni forma di dumping contrattuale, promuovendo la piena e corretta applicazione del Ccnl e valorizzando il ruolo della bilateralità come modello evoluto di confronto, partecipazione e condivisione tra imprese e dirigenti.
Per Elisabetta Fabri, Presidente di Confindustria Alberghi, “Il rinnovo di questo Ccnl testimonia la volontà di dotare il settore alberghiero di uno strumento contrattuale moderno, equilibrato e capace di accompagnare le imprese in una fase di profonda evoluzione del mercato. L'accordo rappresenta un punto di equilibrio tra le esigenze delle aziende e la valorizzazione della funzione manageriale, riconoscendo nei dirigenti una leva strategica per la crescita, l'innovazione e la competitività del sistema alberghiero.
Oltre all'adeguamento degli aspetti economici, il rinnovo interviene su temi fondamentali quali welfare, formazione, ricambio generazionale, agevolazioni per l'inserimento dei dirigenti nelle PMI e strumenti per accompagnare le trasformazioni organizzative. È un risultato importante, frutto di un confronto responsabile e costruttivo tra le Parti, che rafforza un sistema di relazioni industriali orientato alla qualità, alla partecipazione e allo sviluppo del settore, mettendo le imprese nelle condizioni di affrontare con maggiore efficacia le sfide dell'innovazione, della sostenibilità e dell'evoluzione del mercato turistico."
Sul piano economico il rinnovo prevede, salvo assorbimenti per anticipi concessi dopo il primo luglio 2024, un incremento complessivo della retribuzione di fatto pari a 700 euro mensili a regime, articolato in tre tranche: 250 euro dal 1° luglio 2026, 240 euro dal 1° gennaio 2027 e 210 euro dal 1° gennaio 2028.
Viene inoltre adeguata l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio, particolarmente significativa per le specificità dell’attività alberghiera. A decorrere dal 1° luglio 2026, l’importo mensile lordo passa a 245 euro, con un incremento di 100 euro al mese rispetto al valore precedente, di cui 148 euro relativi al vitto e 97 euro relativi all’alloggio. In caso di assenza del servizio sarà convenuta una indennità mensile di pari valore.
Particolare attenzione è stata dedicata al welfare contrattuale. Per il triennio 2026-2028 viene riconosciuto dalle aziende un credito welfare complessivo minimo pari a 5.600 euro, erogato attraverso la piattaforma CFMT: 2.600 euro per il 2026, 1.500 euro per il 2027 e 1.500 euro per il 2028. Le Parti si impegnano inoltre ad arricchire progressivamente l’offerta della piattaforma, con particolare riferimento a previdenza complementare, tutela sanitaria, istruzione, assistenza personale e familiare.
Il rinnovo conferma e rafforza anche il ruolo del CFMT in materia di formazione, politiche attive, fissando a 2.000 euro il contributo destinato ai percorsi di supporto nei casi previsti dal contratto, e servizi di welfare, quale infrastruttura contrattuale a sostegno della crescita professionale dei dirigenti e della competitività delle imprese.
Sul versante previdenziale, l’accordo interviene sul Fondo Mario Negri, prevedendo un progressivo incremento del contributo integrativo a carico del datore di lavoro. Viene inoltre elevato, dal 1° gennaio 2026, il contributo ordinario a carico del dirigente dall’1% al 2%, calcolato sulla retribuzione convenzionale annua.
In materia assicurativa, viene confermato l’adeguamento della Garanzia Infortuni Pastore, con l’incremento del relativo premio annuo da 410 euro a 560 euro per assicurato a decorrere dal 1° gennaio 2026, assicurando continuità e rafforzamento delle tutele previste dal contratto.
Tra le principali novità figurano anche la rimodulazione e semplificazione delle agevolazioni contributive per nuove assunzioni o nomine dirigenziali, con l’obiettivo di favorire l’inserimento di dirigenti nelle PMI, nonché la disciplina del dirigente temporaneo e l’introduzione di strumenti di invecchiamento attivo, mentoring e tutoraggio per i dirigenti senior prossimi all’età pensionabile. L’accordo interviene inoltre in materia di genitorialità, gravi patologie, pari opportunità, diversità, inclusione e trasparenza retributiva, anche attraverso l’istituzione di un Osservatorio nazionale dedicato.
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[post_content] => La categoria delle guide turistiche chiede da tempo un confronto diretto con il ministro del turismo, Gianmarco Mazzi, senza aver finora ricevuto risposte concrete.
“Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una grande attenzione verso le richieste di tour operator, compagnie crocieristiche e altri operatori del comparto turistico – dichiara Micol Caramello, presidente di Federagit Confesercenti – mentre le associazioni che rappresentano le guide turistiche continuano a non essere ascoltate. Eppure, siamo i professionisti che ogni giorno raccontano il patrimonio culturale italiano ai visitatori di tutto il mondo”.
Secondo Federagit Confesercenti, il ministero ha scelto di affrontare il tema della professione concentrandosi esclusivamente sull’aumento del numero delle guide, accogliendo le richieste di chi lamentava una presunta carenza di operatori, senza però affrontare le questioni strutturali che riguardano il presente e il futuro della categoria.
“Si sono organizzate procedure ed esami in tempi rapidissimi, giustificandoli con la necessità di immettere nuove guide sul mercato”, continua Caramello. “Ma nessuno sembra essersi posto il problema di quale sarà il futuro professionale di queste persone. Si continua a parlare di nuove abilitazioni senza affrontare il tema della sostenibilità economica della professione, delle tutele, della lotta all’abusivismo e delle condizioni di lavoro”.
Criticità
La Legge 190/2023 rappresenta un importante passo avanti, ma molte delle disposizioni previste risultano ancora oggi incomplete o non pienamente applicate. Tra le principali criticità ancora aperte: il tesserino professionale definitivo previsto dalla normativa non è ancora stato rilasciato e le guide continuano a operare con documentazione provvisoria; manca un confronto strutturato con il Ministero della Cultura sui problemi di accesso ai siti culturali e museali, dove continuano a verificarsi situazioni che limitano o ostacolano l’attività professionale delle guide abilitate; i controlli contro l’abusivismo restano insufficienti e privi di indirizzi operativi omogenei sul territorio nazionale; l’Elenco nazionale delle guide turistiche non è ancora valorizzato come strumento efficace di verifica e controllo.
“Da anni ci sentiamo ripetere che le guide turistiche sono fondamentali per la qualità dell’offerta culturale italiana”, prosegue la presidente di Federagit. “Lo affermano il Mmnistero, le istituzioni e le altre categorie del turismo. Tuttavia, quando si tratta di adottare misure concrete per tutelare la professione, garantire condizioni di lavoro dignitose e contrastare chi opera abusivamente, le risposte tardano ad arrivare o non arrivano affatto”.
Federagit Confesercenti ribadisce la propria disponibilità al dialogo con tutte le componenti della filiera turistica, ma le scelte che riguardano il futuro della professione devono essere costruite insieme alle rappresentanze di categoria e non esclusivamente sulla base delle esigenze di altri soggetti economici.
“Le guide turistiche – conclude Caramello - non possono essere considerate una semplice risposta alle esigenze del mercato. Sono professionisti qualificati, investono anni nella formazione e svolgono un ruolo essenziale nella valorizzazione del patrimonio culturale del Paese. Chiediamo al ministro Mazzi un incontro urgente per affrontare i problemi reali della categoria e per costruire finalmente una politica che non si limiti ad aumentare il numero delle guide, ma che si occupi anche di garantire loro un futuro professionale dignitoso e sostenibile”.
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[post_content] => Ormeggiata al terminal San Basilio, la Royal Clipper occupa il porto con la stessa naturalezza con cui una volta lo facevano i galeoni della Serenissima. Cinque alberi, 42 vele, 134 metri di scafo: l’ammiraglia di Star Clippers è dal 2001 nel Guinness dei Primati come il più grande veliero a vele quadre - in attività - al mondo, e quest’estate torna a fare di Venezia la propria base operativa per la stagione adriatica.
La programmazione estiva 2026 di Star Clippers sull’Adriatico è pensata per chi cerca un’alternativa autentica alla crociera tradizionale. La Royal Clipper tocca alcune delle destinazioni più evocative del bacino: dal fiordo di Kotor, in Montenegro, alle isole dalmate croate, fino alle coste italiane tra Marche, Puglia e Salento. L’itinerario settimanale Venezia-Venezia, con partenze dall’11 luglio fino al 22 agosto, include scali a Pesaro, Šibenik, Dubrovnik, Kotor, Komiža e Rovigno, in formula di pensione completa.
Per chi dispone di più tempo, Star Clippers propone anche itinerari di undici notti. Quello in partenza da Venezia verso Civitavecchia attraversa tre mari - Adriatico, Ionio e Tirreno - con scali a Lussinpiccolo, Šibenik, Dubrovnik, Kotor, Otranto, Taormina, Lipari, Amalfi e Ponza. Da segnalare la rotta inversa Roma-Venezia, che introduce per la prima volta Crotone nel calendario, con tre scali pugliesi: Otranto, Monopoli e Barletta.
Come uno yacht privato
A bordo l’esperienza è quella di uno yacht privato: massimo 227 ospiti, equipaggio di 106 persone, tre piscine - una con fondo in vetro sull’atrio centrale - e la Captain Nemo Spa and Lounge, visitabile anche in porto grazie agli oblò subacquei. Le sistemazioni spaziano dalle sei categorie di cabina, esterne o interne, fino alla Suite Deluxe e alla Suite Armatore con veranda privata e vasca idromassaggio; molte cabine prevedono inoltre la possibilità di un terzo letto, rendendo la nave una soluzione versatile anche per chi viaggia in piccoli gruppi familiari. Il servizio resta informale ma curato, senza posti assegnati in sala ristorante e senza dress code rigido: un posizionamento che intercetta una domanda crescente di lusso discreto.
Sul fronte delle crociere a tema — leva commerciale sempre più apprezzata dalla clientela — la stagione propone sul Royal Clipper partenze con relatori specializzati in yoga, benessere e fotografia, distribuite tra luglio e agosto da Venezia. Per il trade, Star Clippers mantiene tariffe agenti dedicate, applicabili con conferma a 30 giorni prima della partenza.
Guardando già oltre l’estate, Star Clippers ha aperto le vendite anche per la stagione invernale 2026/2027 ai Caraibi, con sconti per le prenotazioni anticipate e proposte natalizie su misura per coppie e viaggiatori singoli. E per chi guarda ancora più lontano, sono già prenotabili le traversate oceaniche 2027 che chiuderanno il cerchio tra le due sponde dell’Atlantico: la Royal Clipper da Barbados a Lisbona e la Star Clipper da Antigua a Malaga, entrambe in partenza a fine marzo — un’occasione per chi, dopo aver scoperto l’Adriatico a vele spiegate, vorrà inseguire il vento fino ai tropici.
(Micol Rossi)
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Egitto sempre al centro della programmazione dei tour operator italiani. A riconfermalo è lo stesso presidente di Astoi Confindustria Viaggi, Pier Ezhaya, che ha incontrato a Milano il ministro del turismo e delle antichità della Repubblica Araba d'Egitto, Sherif Fathy.
Nel corso del meeting, come riporta lo stesso Ezhaya in un post di Astoi su Linkedin, sono stati affrontati i principali temi di interesse per il mercato turistico italiano. Ezhaya, pur ratificando il recente, ma ancora flebile, risveglio del mercato, ha rappresentato al ministro l’opportunità di adottare azioni mirate per rilanciare la domanda.
In particolare, Ezhaya ha chiesto di supportare gli operatori con attività che possano rappresentare un acceleratore per recuperare almeno in parte i volumi. È stato evidenziato il problema del caro carburante che, in particolare a Marsa Alam, ma anche nelle altre stazioni, continua ad imporre supplementi irragionevoli rispetto al prezzo ufficiale delle commodity.
I temi sul tappeto
Per quanto riguarda il tema cruciale dei tempi di rilascio dei permessi di lavoro, il ministro ha assicurato la velocizzazione delle procedure.
Sono stati inoltre discussi ulteriori aspetti, come la necessità di rendere pienamente operativo ed efficiente l’aeroporto di Berenice, migliorare la viabilità da Marsa Alam verso Luxor per facilitare la combinazione del prodotto balneare con quello classico.
L’incontro ha ratificato la volontà condivisa di proseguire nel proficuo dialogo a supporto del mercato, degli operatori e della destinazione.
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Eppure, siamo i professionisti che ogni giorno raccontano il patrimonio culturale italiano ai visitatori di tutto il mondo”.\r\nSecondo Federagit Confesercenti, il ministero ha scelto di affrontare il tema della professione concentrandosi esclusivamente sull’aumento del numero delle guide, accogliendo le richieste di chi lamentava una presunta carenza di operatori, senza però affrontare le questioni strutturali che riguardano il presente e il futuro della categoria.\r\n“Si sono organizzate procedure ed esami in tempi rapidissimi, giustificandoli con la necessità di immettere nuove guide sul mercato”, continua Caramello. “Ma nessuno sembra essersi posto il problema di quale sarà il futuro professionale di queste persone. 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Concordo con i visti elettronici….pensare che l’Azerbajan lo fa da tempo….brava Italia con tutti i suoi decreti del fare e semplificare!!! Continuate a governare e a gestire in questo modo e andremo tutti in Azerbajan a vivere.