22 marzo 2024 11:22
Il 19 marzo, dopo la mancata modifica alla Camera dell’art. 85 del Codice della strada che avrebbe dovuto mettere fine ad una palese persecuzione nei confronti delle imprese NCC, è stata anche annullata la riunione al MIT del tavolo con le associazioni di categoria per l’esame e la discussione delle bozze dei decreti attuativi della legge di settore.
A pochi mesi dall’inizio del Giubileo e a ridosso della stagione turistica che partirà in concomitanza con la Pasqua, il comparto del Noleggio Con Conducente attende dal Governo Meloni un segnale rassicurante a salvaguardia della sopravvivenza delle aziende e a tutela del lavoro e del futuro di migliaia di lavoratori nel settore.
Il Governo non può rimanere sordo davanti alla crescente domanda dell’utenza che rivendica il diritto alla mobilità e attende da oltre tre decenni un cambio di passo. E non regge la scusa che è colpa dei comuni e delle regioni perché il problema vero risiede in una legge obsoleta che non riesce più a regolare il trasporto pubblico non di linea e impedisce agli autoservizi di essere funzionali ossia integrare e supportare il trasporto di linea a discapito dell’utenza.
Preoccupazione
Federnoleggio e le altre sigle di rappresentanza NCC chiedono l’abrogazione della sanzione accessoria del fermo del veicolo previsto dall’art. 85 comma 4 e comma 4 bis per chi è in possesso di regolare autorizzazione NCC, una “norma in bianco” che consente all’agente accertatore, di fatto, di bloccare un’attività economica da due a otto mesi, caso unico in Italia, anche per piccole infrazioni.
Tra le bozze dei decreti ricevute dal Mit, quello che desta maggiore preoccupazione è quelli relativo al Foglio di Servizio Elettronico.
Le associazioni di rappresentanza NCC sono concordi nel ritenere che tale bozza di decreto contenga elementi incomprensibili e inapplicabili, un aggravio burocratico che impatterà negativamente sull’operatività del servizio di NCC con ripercussioni pesantissime sull’erogazione di servizi specialmente di quelli destinati ai turisti e ai pellegrini. Il rischio per la privacy degli utenti (imprenditori, artisti, politici, amministratori pubblici e privati, ecc.) è minata dalla raccolta di dati per futuri “dossieraggi”.
Federnoleggio Confesercenti è pronta a continuare a collaborare fattivamente con il ministero dei trasporti per attuare una reale rivisitazione della normativa relativa al servizio NCC alla luce delle numerose e ripetute segnalazioni e pronunciamenti di Antitrust, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia dell’UE.
Si potrà evitare, così, uno stato di agitazione del settore che potrebbe causare notevoli disagi.
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È quanto afferma Federnoleggio Confesercenti, commentando il nuovo provvedimento che conferma lo sconto di 20 centesimi al litro sul gasolio e di 5 centesimi sulla benzina.
“Per le nostre imprese – dichiara Giuseppe Contrafatto, presidente di Federnoleggio Confesercenti – questo intervento continua a essere una goccia nel mare. L’incremento dei costi energetici incide in modo insostenibile sui bilanci aziendali, con aggravi che per un’impresa media possono arrivare fino a 3mila euro in più al mese rispetto allo scorso anno, rendendo sempre più difficile rispettare contratti già sottoscritti e garantire la continuità dei servizi, in particolare nel trasporto scolastico, mobilità locale e turismo e nel trasporto passeggeri non di linea”.
“C’è un’evidente disparità di trattamento. Anche nei più recenti decreti accise e carburanti – prosegue Contrafatto – il trasporto passeggeri non di linea continua a essere escluso dalla misura del credito d’imposta per le maggiori spese per carburante, dalle quali invece sono stati progressivamente recuperati altri comparti, come la pesca ed il settore agricolo. Si tratta di un’asimmetria che non trova giustificazione né sul piano economico né su quello funzionale”.
Secondo Federnoleggio Confesercenti, la combinazione tra l'esclusione dal credito d’imposta e i mancati interventi temporanei e frammentati sulle accise rischia di accentuare ulteriormente la fragilità di un comparto che svolge un ruolo essenziale per la mobilità, il turismo e l’economia dei territori.
“
Esiste già un precedente concreto, rappresentato dalla misura temporanea di rimborso delle accise adottata nel 2023 per i bus euro VI turistici, che ha avuto un costo limitato per l’Erario ma ha garantito un sostegno reale alle imprese. Ripartire da quell’esperienza è possibile e doveroso, soprattutto in una fase in cui la pressione sui costi energetici è tornata a livelli critici. Senza correttivi adeguati – conclude Contrafatto – il rischio è quello di scaricare l’intero costo della crisi sulle imprese, compromettendo competitività, occupazione e qualità dei servizi offerti a cittadini e turisti”.
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Secondo la Consulta, tali norme violano il principio di libertà di iniziativa economica e il riparto di competenze tra Stato e Regioni, introducendo restrizioni non giustificate rispetto all'obiettivo di garantire una leale concorrenza.
Nel dettaglio, la Corte Costituzionale ha, quindi, annullato l'obbligo di attesa di 20 minuti tra la fine di un servizio e la prenotazione della corsa successiva, il divieto di contratti di durata con strutture ricettive e intermediari come agenzie di viaggio e tour operator e soprattutto l'uso esclusivo dell'app ministeriale per la redazione del foglio di servizio elettronico.
"La decisione della Consulta segna una svolta nel settore - afferma Giuseppe Contrafatto il presidente Federnoleggio - rafforzando l'autonomia contrattuale degli operatori NCC e soprattutto precisando che lo Stato non può imporre vincoli eccessivi che invadano la competenza regionale in materia di trasporto non di linea. Ormai una rivisitazione globale della legge 21/92 non è più procrastinabile e tutti gli interventi del Ministro Salvini si sono dimostrati solo maldestri tentativi di mettere delle toppe ad una legge obsoleta ed anacronistica, causando danni, incertezza e difficoltà a chi opera nel settore NCC".
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