16 dicembre 2016 12:59
Con previsioni di aumento a doppia cifra, si avvicina un periodo di Natale Capodanno molto positivo per il turismo italiano secondo l’indagine di Federalberghi. Saranno ben 14,2 milioni gli italiani in vacanza, quasi il 12% in più rispetto all’anno scorso e la meta preferita è l’Italia per l’87% delle persone. Il giro d’affari complessivo che si genererà è di 8,7 miliardi, il 9,5% in più del 2015. «E’ un segnale di inequivocabile rafforzamento del settore – commenta a caldo il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca -. Che il 2016 dovesse connotarsi come l’anno della ripresa lo si era capito dai vari appuntamenti clou disseminati nell’arco dei dodici mesi e il risultato atteso per gli ultimi giorni di dicembre rappresenta una gradita conferma. Inoltre la circostanza che gli italiani scelgano maggiormente il proprio Paese è la conferma di come il sistema turistico nazionale rappresenti ormai un insostituibile punto di riferimento. Certo, il risultato positivo non cancella gli anni di crisi che sono alle spalle e per ritornare ai livelli pre-recessione occorrerà ancora del tempo, ma guardiamo ormai il bicchiere sempre più mezzo pieno. Confidiamo che il governo ed il parlamento supportino uno dei settori più vitali per lo sviluppo economico del Paese, in grado di crescere ancora, a patto che si varino al più presto alcuni provvedimenti concreti per il rilancio, primi tra tutti quelli in materia di contrasto all’abusivismo ed all’evasione fiscale, sviluppo del mercato (liberalizzazione dei servizi ancillari) e tutela della concorrenza (parity rate)».
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Ci sono destinazioni che sembrano avere un momento perfetto per essere visitate, poi c’è l’Egitto: un Paese capace di regalare emozioni in ogni stagione dell’anno.
Con un viaggio in Egitto, puoi scoprire le meraviglie della terra dei faraoni scegliendo il periodo più adatto alle tue esigenze.
Ogni stagione offre un volto diverso dell’Egitto: alcuni mesi sono ideali per esplorare templi e siti archeologici, altri per vivere il fascino del deserto, mentre altri ancora sono perfetti per una rilassante crociera sul Nilo tra paesaggi unici e antiche città faraoniche. Ecco cosa vedere e quali esperienze vivere durante tutto l’anno.
Inverno: la stagione dei templi e delle tombe
Da dicembre a febbraio l'Egitto vive il suo momento migliore per l'archeologia. Le giornate sono limpide, le temperature nella valle del Nilo restano piacevoli e camminare tra i templi è un piacere puro dalla mattina alla sera.
Cosa vedere assolutamente in questi mesi:
Le Piramidi di Giza e la Sfinge — l'inverno regala la luce migliore dell'anno sull'altopiano. Il sole basso allunga le ombre e la pietra assume tonalità dorate che d'estate non si vedono.
Il Grande Museo Egizio — il museo archeologico più grande al mondo dedicato a un'unica civiltà, con la collezione completa di Tutankhamon finalmente riunita in un solo luogo.
La Valle dei Re — le tombe dipinte si visitano scendendo sottoterra, e l'inverno rende la discesa molto più confortevole. I colori sulle pareti sono ancora quelli originali, dopo più di tremila anni.
Il tempio di Karnak — il complesso religioso più vasto dell'antichità. La sala ipostila, con le sue centotrentaquattro colonne, va vista al mattino presto, quando la luce entra di taglio tra i pilastri.
Il Cairo storico — con il clima fresco la città si esplora a piedi: la Cittadella di Saladino, la moschea di Mohammed Ali, i vicoli di via al-Muizz e il mercato di Khan el-Khalili.
È il periodo più amato da chi programma un viaggio in Egitto completo, tra archeologia, città e navigazione fluviale.
Primavera: la stagione del deserto e delle oasi
Marzo, aprile e maggio portano una luce nuova. Le rive del Nilo si tingono di verde, l'aria è limpida e le temperature nel deserto diventano finalmente vivibili.
Cosa vedere in primavera:
L'oasi di Siwa — a ridosso del confine libico, tra palmeti sterminati, sorgenti naturali e le rovine del Tempio dell'Oracolo, dove secondo la tradizione Alessandro Magno venne proclamato figlio di Amon.
Il Deserto Bianco — formazioni calcaree modellate dal vento in forme che sembrano scolpite: funghi, torri, animali di pietra. Dormire lì sotto un cielo stellato è un'esperienza che resta.
Il Deserto Nero e Bahariya — colline di basalto scuro che si alternano alle dune chiare, in un contrasto cromatico che sorprende chiunque.
Sham el-Nessim — la festa con cui gli egiziani accolgono la primavera, celebrata da migliaia di anni. Le famiglie si riversano nei parchi e lungo il fiume: è l'occasione di vedere l'Egitto contemporaneo che vive una tradizione nata all'epoca dei faraoni.
Abu Simbel — i colossi scavati nella roccia sono spettacolari tutto l'anno, ma in primavera il viaggio verso sud è particolarmente piacevole.
Estate: la stagione dei siti tutti per te
L'estate egiziana riserva una sorpresa bellissima: i siti archeologici sono quasi tutti tuoi. Il clima è secco e luminoso, e organizzando le visite nelle ore più belle della giornata si vive un Egitto che pochi hanno la fortuna di vedere.
Cosa vedere in estate:
I templi all'alba — il tempio di Hatshepsut alle sette del mattino, con la roccia che si scalda lentamente e nessuno attorno, è uno di quei ricordi che non si dimenticano. Lo stesso vale per Karnak e per la Valle dei Re.
Il volo in mongolfiera su Luxor — decolla prima del sorgere del sole, quando l'aria è fresca. Dall'alto si vedono contemporaneamente il Nilo, i campi coltivati, i templi della riva occidentale e il deserto che comincia di colpo.
Il Cairo di sera — d'estate la capitale si anima dopo il tramonto. Le terrazze sul fiume si riempiono, i mercati restano aperti fino a tardi e la città rivela un ritmo notturno che negli altri mesi non si coglie.
Alessandria d'Egitto — affacciata sul Mediterraneo, con la sua atmosfera diversa dal resto del Paese: la Biblioteca moderna, le catacombe di Kom el-Shoqafa e la brezza mediterranea che accompagna ogni passeggiata.
Il bello dell'estate sta nel ritmo della giornata: visite all'alba con la luce più morbida dell'anno, pausa rigenerante nelle ore centrali e ripresa nel tardo pomeriggio, quando i templi si accendono di oro.
E nell'agosto 2027 l'Egitto avrà un motivo in più: il 2 agosto un'eclissi solare totale attraverserà il Paese, con oltre sei minuti di totalità proprio sopra Luxor. Un fenomeno di questa durata non tornerà prima del prossimo secolo.
Autunno: la stagione della navigazione sul Nilo
Settembre, ottobre e novembre sono forse i mesi più sottovalutati. Le giornate sono lunghe e luminose, l'aria è dolce e il fiume è al suo massimo splendore. È il momento perfetto per vivere il Nilo.
Cosa vedere in autunno:
La crociera sul Nilo tra Luxor e Assuan — tre o quattro giorni di navigazione lenta, con le rive che scorrono tra palme e villaggi. Ci si sveglia con un paesaggio diverso ogni mattina.
Il tempio di Edfu — dedicato al dio falco Horus, è il tempio meglio conservato di tutto l'Egitto. Si raggiunge dalla riva del fiume ed entrarci è come entrare in un edificio ancora intatto.
Il tempio di Kom Ombo — unico perché doppio: una metà dedicata a Sobek, il dio coccodrillo, l'altra a Haroeris. Affacciato direttamente sull'acqua, al tramonto è magnifico.
Il tempio di Philae ad Assuan — smontato pietra per pietra e ricostruito su un'isola per salvarlo dalle acque. Sembra galleggiare, e la visita si raggiunge in barca.
I villaggi nubiani — case dipinte di azzurro e giallo lungo il fiume, con un'ospitalità e una tradizione musicale completamente diverse dal resto dell'Egitto.
La dahabeya — in autunno tornano più facilmente disponibili le imbarcazioni tradizionali a vela: poche cabine, navigazione silenziosa e soste in punti dove le navi grandi non arrivano.
Chi cerca il miglior equilibrio tra clima, tranquillità e disponibilità trova spesso proprio in autunno la finestra ideale per delle vacanze Egitto ben pianificate.
In sintesi: quale stagione fa per te?
Inverno — se il sogno sono le Piramidi, i templi di Luxor e le tombe dipinte, con il clima più comodo dell'anno.
Primavera — se il richiamo è il deserto, le oasi e il silenzio delle dune, con la possibilità di assistere alle feste locali.
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Una costante che vale in ogni mese
Cambiano le stagioni, cambiano gli itinerari, ma una cosa resta identica tutto l'anno: l'accoglienza.
In Egitto il viaggiatore viene ricevuto con una curiosità sincera che sorprende sempre. Ti offrono un tè, ti chiedono da dove vieni, ti raccontano qualcosa di sé. E spesso è proprio questo, più ancora dei monumenti, il ricordo che si porta a casa.
Perché l'Egitto è un Paese che si continua a scoprire, stagione dopo stagione, e che ha la bellissima abitudine di far tornare chi lo visita una prima volta.
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[post_content] => Ad agosto saranno in vacanza 17,5 milioni di italiani, e 4,7 milioni lo saranno a settembre. Numeri importanti, che però raccontano solo una parte della storia: quasi un adulto su due (48,5%) non farà alcuna vacanza durante il periodo estivo. Sono infatti 24,2 milioni le persone che trascorreranno il periodo di ferie senza spostarsi dalla propria città o dalla propria casa.
Vengono definiti "stay-cationisti", neologismo coniato rielaborando il termine inglese "Staycation", fusione di stay (restare) e vacation (vacanza).
Problemi economici
A pesare di più è la situazione economica familiare, indicata dal 52,8% degli intervistati come motivo principale della rinuncia. Seguono le difficoltà organizzative in famiglia (25,7%) e i motivi di salute (24,5%). L'11,2% ha dovuto fare i conti con l'aumento dei prezzi, mentre il 10,4% è stato condizionato da impegni lavorativi. C'è infine un 6,6% che non rinuncia alla vacanza, ma la sposterà in un altro periodo dell'anno.
La ricerca, realizzata da Tecnè per Federalberghi, conferma quindi che la mancata vacanza è prima di tutto una questione sociale. Quello che per decenni è stato un appuntamento fisso del calendario, torna a essere percepito da molti come una spesa su cui si è costretti a fare economia.
Colpisce inoltre il divario generazionale: i primi a rinunciare alla vacanza sono le persone più anziane (over 65) e i pensionati, categorie in cui la percentuale di chi resta a casa per tutta l’estate sale fino al 67%.
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[post_content] => C'è un dato che dovrebbe far riflettere molto più di quanto stia facendo. Nei primi cinque mesi del 2026 gli italiani hanno acceso prestiti per andare in vacanza per un valore complessivo di circa 170 milioni di euro. Un numero che qualcuno potrebbe leggere come il segnale di una ritrovata voglia di viaggiare. In realtà racconta soprattutto un'altra storia: quella di un Paese che si impoverisce e che, per concedersi qualche giorno di serenità, è costretto a indebitarsi.
Le ferie dovrebbero rappresentare un momento di recupero psicofisico, non una decisione finanziaria da spalmare in rate mensili. E invece sempre più famiglie scelgono di pagare il mare, la montagna o un viaggio con un finanziamento, trasformando un diritto al riposo in un debito da onorare nei mesi successivi.
Stipendi reali
È l'immagine di un'Italia che fatica ad arrivare alla fine del mese, dove gli stipendi reali hanno perso potere d'acquisto rispetto al costo della vita e dove l'inflazione degli ultimi anni continua a lasciare cicatrici profonde sui bilanci familiari. Se per concedersi una settimana di vacanza occorre ricorrere al credito, significa che il reddito disponibile non è più sufficiente a sostenere nemmeno quelle spese che fino a pochi anni fa venivano considerate ordinarie.
Ancora più preoccupante è il cambiamento culturale che accompagna questo fenomeno. L'indebitamento viene ormai percepito come normale, quasi inevitabile. Si finanzia l'automobile, gli elettrodomestici, lo smartphone e oggi perfino le vacanze. Il rischio è quello di costruire una società nella quale il consumo è garantito non dalla ricchezza prodotta, ma dal credito concesso. Una differenza sostanziale che rende le famiglie molto più vulnerabili a qualsiasi imprevisto economico.
Senza reddito
Il vero problema non sono i 170 milioni di euro prestati per partire. Il problema è ciò che quella cifra rappresenta. È il sintomo di un Paese nel quale una parte crescente della popolazione non riesce più a finanziare con il proprio reddito neppure un periodo di riposo. E se per staccare la spina bisogna prima firmare un contratto di finanziamento, allora non siamo di fronte a un boom del turismo, ma al segnale di un progressivo impoverimento sociale.
Una società sana non è quella in cui si va comunque in vacanza, ma quella in cui le famiglie possono permetterselo senza compromettere il proprio equilibrio economico. Quando persino il relax diventa un debito, la questione non riguarda più il turismo: riguarda il modello economico e il futuro del potere d'acquisto degli italiani.
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Il debutto avverrà a Cervinia con lo sviluppo di un nuovo residence di alta gamma, situato di fronte a VRetreats Cervino.
L’operazione si inserisce nella strategia di sviluppo della divisione hôtellerie di Alpitour World, che combina proprietà diretta e gestione in locazione di lungo periodo, con l’obiettivo di valorizzare asset immobiliari di pregio e generare valore nel tempo.
La proprietà dell’immobile, infatti, farà capo allo stesso investitore già titolare dell’hotel VRetreats Cervino, mentre VRetreats opererà come gestore della struttura, occupandosi dell’interior design e dell’allestimento con un investimento previsto di circa 2 milioni di euro.
L’apertura è programmata per la stagione invernale 2027.
«Il segmento dei branded residences sta vivendo una fase di espansione significativa, con una crescita globale del 180% nell’ultimo decennio e prospettive di sviluppo destinate a crescere nei prossimi anni, come evidenziato da diversi studi di settore – spiega Paolo Terrinoni, amministratore delegato Voihotels -. In Italia, questo segmento è in rapida espansione sia nelle principali città sia nelle destinazioni leisure di fascia alta, dove si afferma come soluzione privilegiata per una clientela internazionale sempre più esigente. In questo scenario l’ingresso di VRetreats rappresenta un’evoluzione naturale del nostro modello di ospitalità: una formula che coniuga libertà, spazio e servizi di alto livello. È un progetto strategico che ci consente di presidiare una nuova frontiera del lusso, in una destinazione iconica dove la stagione sciistica si estende per quasi tutto l’anno, con un prodotto fortemente distintivo».
La struttura
Il nuovo residence sarà composto da 48 appartamenti, tra suite e family apartment, tutti con terrazza panoramica affacciata sul Cervino o sul giardino. L’edificio di oltre 10.000 metri quadrati su 4 piani e un piano interrato comprenderà un parco con piscina esterna e sarà realizzato con pannelli solari integrati e sistemi di geotermia, in linea con l’impegno del gruppo verso un turismo responsabile.
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[post_content] => Nel turismo contemporaneo cresce l’interesse verso viaggi capaci di offrire un contatto più diretto con la cultura e l’identità delle destinazioni. In questo contesto, eventi, festività e ricorrenze tradizionali stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nella costruzione degli itinerari, soprattutto per un pubblico attento al contenuto del viaggio e alla sua dimensione culturale.
Il Giappone, con il suo fitto calendario di appuntamenti distribuiti lungo tutto l’anno, rappresenta un esempio particolarmente interessante di questa tendenza.
Per il turismo organizzato, lavorare su questo tipo di approccio significa ampliare il racconto della destinazione e proporre esperienze che vadano oltre la semplice visita dei luoghi più noti. Un
viaggio in Giappone può così essere interpretato come un percorso che tiene conto non solo dello spazio, ma anche del tempo e delle tradizioni che scandiscono la vita del Paese.
Viaggiare seguendo il calendario culturale
Scegliere di viaggiare in occasione di eventi o festività permette di osservare una destinazione da un punto di vista diverso, più vicino alla quotidianità e alle abitudini locali. Nel caso del Giappone, il calendario culturale è particolarmente ricco e diffuso sul territorio, offrendo numerose occasioni per entrare in contatto con tradizioni che fanno parte della vita delle comunità.
Questo approccio consente di superare una visione statica della destinazione, legata esclusivamente ai luoghi simbolo, e di costruire itinerari più dinamici e coerenti. Il viaggio diventa un’occasione per comprendere il Paese nel suo ritmo naturale, seguendo momenti dell’anno che hanno un significato culturale riconosciuto.
Inserire questi elementi all’interno di un viaggio in Giappone permette di arricchire la proposta e offrire un contenuto chiaro, facilmente comunicabile e comprensibile anche per chi si avvicina alla destinazione per la prima volta.
Stagionalità come valore e non come limite
Uno degli aspetti più interessanti del Giappone è la possibilità di viaggiare in qualsiasi periodo dell’anno, grazie alla varietà di condizioni climatiche ed eventi stagionali. Ogni stagione offre spunti diversi, sia dal punto di vista paesaggistico sia culturale, rendendo la destinazione adatta a viaggi distribuiti lungo tutto l’arco dell’anno.
Questo rappresenta un’opportunità anche per la filiera turistica, che può proporre itinerari al di fuori dei periodi di maggiore affluenza. Viaggiare in stagioni meno richieste permette spesso di vivere la destinazione in una dimensione più autentica.
La stagionalità diventa parte integrante del racconto: il periodo scelto contribuisce a definire l’esperienza, senza essere percepito come una semplice alternativa ai momenti di punta.
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Le tradizioni giapponesi, spesso legate a celebrazioni locali o ricorrenze religiose, offrono al viaggiatore la possibilità di osservare aspetti meno noti della vita del Paese. Anche senza entrare nel dettaglio dei singoli eventi, la semplice presenza di feste e rituali all’interno dell’itinerario contribuisce a dare profondità al viaggio.
Dal punto di vista dell’offerta turistica, questi momenti rappresentano un valore aggiunto, perché permettono di contestualizzare il viaggio e di accompagnare il cliente in una scoperta graduale della destinazione fornendo chiavi di lettura semplici e accessibili, senza appesantire l’esperienza con eccessive spiegazioni.
Un approccio adatto a un pubblico attento e consapevole
L’interesse verso viaggi culturali e meno standardizzati riguarda un pubblico sempre più ampio, composto da viaggiatori informati e curiosi alla ricerca di qualità, chiarezza e autenticità.
Costruire itinerari che tengano conto del calendario culturale e delle stagioni consente di offrire viaggi ben strutturati, adatti sia a chi visita il Giappone per la prima volta sia a chi desidera approfondirne la conoscenza.
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[post_content] => Boom di vacanze in montagna, anche con la complicità delle grandi ondate di caldo di quest'estate. Secondo l'osservatorio sulla montagna estiva di Jfc, si stimano circa 7,8 milioni di arrivi (+14,4% rispetto all'estate precedente) che porteranno a superare i 79 milioni di presenze nelle aree montane e appenniniche italiane (+5,8%), generando un fatturato complessivo per il sistema della montagna estiva pari a 6,6 miliardi di euro (+8,2%).
Un fatturato sostenuto anche dall'incremento del +6,3% dei costi da sostenere per effettuare questa tipologia di vacanza. "Per quanto riguarda la vacanza principale in montagna - afferma Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile dell'osservatorio - quest'estate gli italiani spenderanno mediamente 1.113,30 euro a persona e 344,20 euro per uno short break, sempre a persona".
Agosto e settembre
L'estate 2026 presenta, per la montagna italiana, indici in positivo, soprattutto sui mercati esteri. Per quanto riguarda gli italiani, si prevede una riduzione della permanenza media (da 10,9 giorni dello scorso anno a 9,2 giorni nell'estate 2026) Sui mercati internazionali, si assiste quest'anno ad un ampliamento della forbice tra coloro che allungano il loro soggiorno (per fare attività sportive, bike, trekking, etc.) e coloro che soggiornano al massimo due notti nelle località di montagna, all'interno di un itinerario più ampio.
Si segnala un anticipo delle prenotazioni ai margini della stagione estiva, che condiziona quindi le destinazioni ad essere "vive ed attive" per un periodo più lungo del solo luglio/settembre. Il livello più alto di occupazione si registra per gli ultimi quindici giorni di agosto e la terza settimana di settembre. Infine gli eventi sportivi rappresentano un traino per la generazione di flussi turistici anche in bassa stagione.
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[post_content] => Saranno 36,2 milioni gli italiani che partiranno verso destinazioni scelte con cura, programmate con un mese o due di anticipo. Non ci si affida al caso per la stagione clou dell’anno, che vede la gran parte dei viaggiatori concentrare il proprio interesse proprio in Italia. L’87,6% infatti, sceglierà di rimanere nel nostro Paese, consegnando alle località di mare e al mese di agosto il top delle preferenze.
Per coloro che si recheranno all’estero (12,4%), a vincere sarà ancora una volta il mare, seguito dalle grandi capitali europee. In particolare, si prediligeranno le acque di paesi vicini all’Italia, come Croazia, Grecia e Spagna, a dimostrazione del fatto che, anche una volta pianificato il viaggio lontano dai confini di casa, la scelta si orienta comunque su destinazioni facilmente raggiungibili.
Si profila così il quadro del movimento turistico degli italiani per questa estate 2026, secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi.
Malgrado agosto si confermi il “re” dell’estate, risultando il centro della vacanza principale per il 41,4% dei vacanzieri, anche luglio, con il suo 28,8% di preferenze, consente di prevedere una buona performance e, assieme al mese di giugno (che ha ottenuto il gradimento per il 24,4% degli intervistati) registra una crescita non indifferente.
Vacanza più strutturata
“La sensazione che si ha è che questa estate 2026, ovvero la stagione centrale del calendario turistico nazionale, sarà goduta appieno dagli italiani in viaggio – ha commentato a caldo il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca -. La vacanza si spalma in modo più strutturato in tutti e quattro i mesi estivi, il che porta ad affinare la capacità di attivare i territori, con tutto ciò che essi esprimono in termini di imprese e filiere. Interessante rilevare poi, che una buona parte dei viaggiatori farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale, confermando anche qui la nuova tendenza, ovvero frammentare e spalmare la vacanza su tutto l’arco estivo”.
“Dall’indagine emerge anche che la sistemazione favorita, è quella dell’albergo e del villaggio turistico, seguita subito dopo dalla casa di parenti e amici,– ha proseguito Bocca – Continuo a sostenere che nulla come l’hotel sappia rappresentare la dimensione della vacanza, e credo che gli italiani abbiano cominciato ad apprezzare il valore aggiunto dei servizi proposti all’interno di una struttura ricettiva”.
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[post_content] => La Iata si sente "profondamente frustrata" per l'iniziativa della Commissione europea di ampliare il Regime di commercio dei diritti di emissione dell'Ue (Ets) oltre il territorio comunitario. L'organizzazione avverte che "l'Ue sta ripetendo un errore storico", con effetti che, a suo avviso, freneranno la decarbonizzazione globale e faranno sì che siano i viaggiatori e le aziende a "pagare il prezzo".
In un comunicato, la federazione aerea risponde alla proposta dell'Esecutivo comunitario, che prevede che, a partire dal 2029, l'ETS si estenda ai voli fino a 5.000 chilometri con origine o destinazione nell'Unione Europea, così come a tutti i percorsi operati con jet privati.
Di fronte a questa ampliamento, la Iata sostiene che la priorità dell'UEedovrebbe essere rafforzare il sistema Corsia, progettato dall'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale (Oaci), affinché abbia "ancora più successo" come strumento globale di riduzione delle emissioni.
Collaborazione
L'associazione sottolinea anche che "aumentare i diritti di emissione per i combustibili sostenibili di aviazione (Saf) e abilitare un sistema di 'book-and-claim' per i Saf potrebbero essere misure promettenti, ma i dettagli sono fondamentali per il successo", evidenziando che il design tecnico di questi meccanismi sarà chiave per il loro funzionamento.
Il suo direttore generale, Willie Walsh, ha sottolineato che l'ente collaborerà con i legislatori europei per raggiungere un quadro più efficace che eviti l'extraterritorialità, sostenga pienamente Corsia e stabilisca incentivi realmente efficaci per il dispiegamento dei combustibili di aviazione sostenibile (SAF).
[post_title] => La Iata contro la proposta Ue di estensione di Ets oltre i confini europei
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Space Hotels archivia un primo semestre 2026 con un incremento del 12% del fatturato rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un andamento sostenuto anche dall'aumento del ricavo medio per notte (+10,4%), mentre le room nights segnano una crescita dell'1,6%.
I canali distributivi
Dal punto di vista dei canali distributivi, si conferma stabile la produzione proveniente dai gds, a testimonianza della solidità del segmento corporate e business travel. A distinguersi è invece l'ottima performance del canale voice, che registra una crescita significativa grazie all'aumento delle richieste da parte di gruppi leisure e di una clientela turistica ad alta capacità di spesa. Sul fronte dei mercati di provenienza, il semestre evidenzia un significativo incremento della domanda italiana, a conferma della ritrovata vivacità del turismo domestico. Si mantengono stabili i flussi provenienti dall'Europa e dal Canada, che continuano a rappresentare bacini consolidati e strategici per il network. Si registra invece un lieve rallentamento del mercato statunitense, riconducibile a un contesto internazionale più incerto, ampiamente compensato dalla buona tenuta degli altri mercati esteri e dalla crescente capacità della rete di intercettare una domanda diversificata e ad elevato valore.
«I risultati del primo semestre confermano la solidità del nostro modello e la capacità della rete di cogliere le opportunità offerte da un mercato in continua evoluzione - commenta Piero Marzot presidente di Space Hotels -. La crescita del fatturato e del ricavo medio dimostra come la qualità dell'offerta e il posizionamento dei nostri alberghi continuino a essere premiati da una clientela orientata a esperienze di valore».
Con questi risultati, Space Hotels guarda con fiducia alla seconda parte dell'anno, puntando a consolidare il trend di crescita e a rafforzare ulteriormente il supporto commerciale e distributivo a favore degli hotel affiliati.
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In particolare, si prediligeranno le acque di paesi vicini all’Italia, come Croazia, Grecia e Spagna, a dimostrazione del fatto che, anche una volta pianificato il viaggio lontano dai confini di casa, la scelta si orienta comunque su destinazioni facilmente raggiungibili.\r\n\r\nSi profila così il quadro del movimento turistico degli italiani per questa estate 2026, secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi.\r\n\r\nMalgrado agosto si confermi il “re” dell’estate, risultando il centro della vacanza principale per il 41,4% dei vacanzieri, anche luglio, con il suo 28,8% di preferenze, consente di prevedere una buona performance e, assieme al mese di giugno (che ha ottenuto il gradimento per il 24,4% degli intervistati) registra una crescita non indifferente.\r\nVacanza più strutturata\r\n“La sensazione che si ha è che questa estate 2026, ovvero la stagione centrale del calendario turistico nazionale, sarà goduta appieno dagli italiani in viaggio – ha commentato a caldo il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca -. La vacanza si spalma in modo più strutturato in tutti e quattro i mesi estivi, il che porta ad affinare la capacità di attivare i territori, con tutto ciò che essi esprimono in termini di imprese e filiere. Interessante rilevare poi, che una buona parte dei viaggiatori farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale, confermando anche qui la nuova tendenza, ovvero frammentare e spalmare la vacanza su tutto l’arco estivo”.\r\n\r\n“Dall’indagine emerge anche che la sistemazione favorita, è quella dell’albergo e del villaggio turistico, seguita subito dopo dalla casa di parenti e amici,– ha proseguito Bocca – Continuo a sostenere che nulla come l’hotel sappia rappresentare la dimensione della vacanza, e credo che gli italiani abbiano cominciato ad apprezzare il valore aggiunto dei servizi proposti all’interno di una struttura ricettiva”.\r\n\r\n“Nel complesso l’estate italiana 2026 sembra non tradire le aspettative – ha concluso Bocca –. 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