12 May 2026

E’ morto Alberto Corti uno dei pochi che aveva quasi sempre ragione

Alberto Corti

Nonostante questo articolo lo abbia scritto sabato scorso voglio ribadirlo anche oggi affinché possa rirpendere l’argomento e parlare con più calma di Alberto.

In questo sabato di settembre con il caldo che ritorna, nel mezzo sonno pomeridiano arriva la fucilata. E’ morto Alberto Corti. Uno degli uomini più intelligenti e preparati del nostro settore, oltre che mio amico personale da tantissimi anni. La stima e il rispetto e la simpatia per Alberto per me erano un’abitudine. Sempre di un ingegno fuori dal comune, aveva la capacità di scovare ogni problema, riuscendo a individuare il punto che non andava e quindi a migliorarlo.

Una persona giusta e leale. Questa notizia mi lascia atterrito. Ci saremmo visti come al solito a Rimini e ci saremmo scambiate le nostre battute da vecchi amici. Era in Fiavet quando lo conobbi per la prima volta a fianco di Sergio Piscitello. 

Molti lo consideravano un tecnocrate. E in parte lo era. Aveva la legislazione sul turismo nelle mani, conosceva il settore come pochi, forse come nessuno. Ma lui non era solo un tecnocrate, era uno di quei rari uomini che riescono a scovare il granello di sabbia nell’ingranaggio. Lo toglieva e la macchina riprendeva ad andare. Per questo ai miei occhi è sempre stato una specie di antropologo, una specie di esploratore che entrava nei nuclei più complicati delle cose riuscendo a risolvere anche i punti più intricatai.

Un’amicizia la nostra che risale agli anni ottanta/novanta. Una simpatia immediata. Un uomo con cui potevi passare un pomeriggio a parlare di tutto e a ridere delle distorsioni del mondo. E quando sbagliavo su un argomento non mi riprendeva, con sapienza me lo rispiegava finché la cosa diventata chiara. Ecco, la chiarezza, la totale mancanza di falsità, la giustezza e tranquillità del suo modo di parlare sono qualcosa che non si possono dimenticare. Che almeno io non posso dimenticare.

Io gli volevo bene

Giuseppe Aloe

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