27 June 2026

Draghi: nel discorso sul Recovery la parola turismo c’è solo 2 volte

Il premier italiano Mario Draghi

Avevamo creduto che il Governo Draghi, e il premier in prima persona, fosse più sensibile ai problemi del sistema turistico italiano. Man mano che le cose sono andate avanti, quest’idea si è ridimensionata. Almeno per ora non ci sono state grandi svolte per il nostro settore nel passaggio da un Governo all’altro. Magari un ministro più attento, questo sì, la costituzione del ministero, ecco, ma le novità, seppure importanti finiscono qui.

Con la presentazione del Recovery Fund ci aspettavamo almeno un rilancio del settore vista la parte notevole che recita nell’economia nazionale. Invece, a leggere il discorso del presidente del consiglio, il turismo è citato solo due volte e sempre a braccetto con la cultura (citata 9 volte). Che per carità va benissimo, ma è importante capire che il turismo è un settore complesso, e non si lega solo alla cultura, esiste anche il turismo che lavora con l’estero, che lavora nelle nicchie di mercato, che con la cultura hanno poco a che fare. Insomma, ci è sembrato che nella relazione mancasse proprio quello slancio verso il nostro settore che all’inizio pensavamo di aver intravisto.

Comunque per documentare le cose ecco i passi in cui il premier parla del turismo:«Una particolare attenzione va poi a turismo e cultura», lasciando poi spazio ad altro e riprendendo in seguito: «Per il rilancio della cultura e del turismo, due settori chiave per l’Italia anche per il loro significato identitario, una prima linea di azione riguarda interventi di valorizzazione di siti storici e culturali, volti a migliorare la capacità attrattiva, la sicurezza e l’accessibilità dei luoghi. Gli interventi sono dedicati non solo ai cosiddetti “grandi attrattori”, ma anche alla tutela e alla valorizzazione dei siti minori. Si aggiungono misure per una riqualificazione ambientalmente sostenibile delle strutture e dei servizi turistici, che fanno leva anche sulle nuove tecnologie».

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