27 June 2026

Confturismo: «Iata opera come un cartello? E’ contrario alle legge Ue»

Confturismo prede posizione sullo scontro fra Iata e Ectaa. Con una nota abbastanza dura, la confederazione prende posizione contro l’associazione delle compagnie aeree che punta a depotenziare la concertazione.

E’ stata una escalation di tensione sui contenuti e sui toni quella che ha portato alla totale contrapposizione, a livello mondiale, Iata – l’Associazione di 290 tra i principali vettori aerei – ed Ectaa, l’organizzazione europea delle associazioni delle agenzie di viaggio e dei tour operator, che rappresenta oltre 70 mila imprese, nella quale Confturismo-Confcommercio rappresenta l’Italia.

«A riaccendere i toni di un dibattito da sempre difficile sono stati, nell’ultimo anno, due punti fondamentali – spiega Alfredo Pezzani, che da maggio di quest’anno rappresenta Confturismo nell’Air Matter Committee di Ectaa – : le regole mondiali sulla base delle quali si andranno a definire, a livello nazionale, i nuovi criteri di affidabilità finanziaria che consentiranno alle agenzie di viaggio di essere accreditate per l’emissione di biglietteria area e il meccanismo di risoluzione delle controversie tra le compagnie aeree e la rete distributiva agenziale – Prosegue Pezzani -. Su questi argomenti, di importanza cruciale per mantenere equilibrato il rapporto contrattuale, la Pancof – sommo organismo decisionale di Iata – dove fino ad ora le rappresentanze delle agenzie avevano potuto quanto meno aprire un dibattito sui temi di interesse, nonostante la schiacciante maggioranza dei voti fosse già in mano alla sola parte delle compagnie aeree, i vettori hanno progressivamente chiuso ogni forma di dialogo arrivando addirittura a rifiutarsi di porre alcuni argomenti all’ordine del giorno».

Questi i motivi che hanno spinto Ectaa a diffondere un comunicato stampa dai toni durissimi, dove il segretario generale Michel de Blust conclude annunciando che, vista l’impossibilità di percorrere le vie del dialogo, si useranno altri non meglio specificati mezzi, che fanno presumere l’inizio di un travagliato percorso legale a livello degli organi di giustizia europei e forse anche nazionali.

«In questo quadro – conclude Pezzani – non si può non tenere conto del fatto che Iata, come organizzazione, potrebbe presentare profili di attività simili a quelli di un cartello, che sono normalmente perseguiti nella legislazione Comunitaria».

Confturismo continua a seguire attivamente la vicenda supportando l’attività di Ectaa e analizzando, in collaborazione con le associazioni italiane di categoria del comparto Fiavet ed Fto, ogni prospettiva di azione.

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