28 May 2026

Centinaio: il codice identificativo per gli affitti brevi è realtà (o quasi)

Gian Marco Centinaio

Lo aveva promesso in occasione dell’assemblea Federalberghi di Capri: «Farò di tutto per introdurre il codice identificativo per gli affitti brevi entro l’arrivo dell’estate». E questa volta il ministro del Turismo Gian Marco Centinaio è riuscito a mantenere la promessa. O almeno quasi, visto che la misura è stata inserita in fase di conversione del decreto legge Crescita, che però è attualmente ancora in discussione in Parlamento.

La novità è il frutto degli emendamenti proposti dai relatori Giulio Centemero (Lega) e Raphael Raduzzi (M5S) e impone, a chi mette in locazione la propria abitazione, di dotarsi di un codice alfanumerico con cui saranno registrati all’Agenzia delle entrate e saranno soprattutto identificati sulle piattaforme di intermediazione.

«Finalmente, grazie al nostro lavoro, anche l’Italia si dota di un fondamentale strumento che consentirà di migliorare l’offerta turistica – dichiara lo stesso Centinaio -. Il codice identificativo e l’iscrizione a una banca dati presso l’Agenzia delle entrate per gli affitti brevi, e le locazioni presso strutture ricettive, consentirà di evitare eventuali evasioni fiscali o elusioni. Il nostro obiettivo era arrivare all’approvazione entro l’estate. Ce lo chiedeva tutto il mondo del turismo. Un settore molto importante per il nostro Paese. Con l’impegno di tutti abbiamo raggiunto un risultato importante».

L’intero articolato del decreto legge non è tuttavia ancora stato definitivamente approvato dalle Camere. Il testo, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale lo scorso 30 aprile, deve essere convertito entro il 29 giugno, ma prima di lui deve passare il cosiddetto sblocca cantieri che scade il 17 giugno. Le tensioni nella maggioranza stanno però rallentando un po’ le procedure di approvazione, anche se pare che il governo stia lentamente trovando una quadra sulle questioni più controverse. Una volto sciolti i nodi più difficili, l’idea è quindi quella di ricorrere al voto di fiducia per accelerare i tempi e chiudere la conversione prima della scadenza del decreto

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