1 May 2026

Bocca, Federalberghi: bene l’estate ma cala la domanda domestica. Il redde rationem sarà nel 2024

Si dice da tempo che il 2023 per il turismo italiano sarà l’anno del sorpasso sul 2019. E in effetti le prenotazioni sull’estate stanno andando benissimo. Ma non è tutto oro quel che luccica, avverte a margine della settantatreesima assemblea di Federalberghi a Bergamo, il presidente dell’associazione, Bernabò Bocca: “I risultati saranno ottimi sulle destinazioni internazionali. Cresce infatti la domanda dall’estero, mentre per quella domestica avvertiamo già un rallentamento. Sicuramente la richiesta è inferiore a quella dell’anno scorso, quando la componente Italia su Italia è andata benissimo. Oggi i nodi stanno venendo al pettine: le bollette sono più care, i mutui più onerosi… Le persone cominciano a tirare un po’ la cinghia. Insomma, nelle mete meno d’appeal per il mercato internazionale raggiungere i risultati dell’anno scorso sarebbe già un grande successo“.

La questione oggi è capire quanto della ripresa della domanda estera sia strutturale e quanto sia invece frutto del fisiologico rimbalzo post-pandemia. “Ci auguriamo che sia più il primo caso che il secondo. Ma il vero redde rationem sarà l’anno prossimo, quando scopriremo i trend reali di medio-lungo periodo”, commenta Bocca, che elogia al contempo l’intervento del ministro del Turismo: “La vera chiave di volta sarà capire quanti dei residui delle risorse del pnrr non utilizzate saranno destinate al turismo. Daniela Santanché, però, sta lavorando molto bene da questo punto di vista”. C’è invece maggiore perplessità sul disegno di legge sugli affitti brevi: “Io sono stato a lungo in Senato e so che cosa significhi veramente un ddl. Per riuscire a fare veramente qualcosa servono i decreti. Mi dispiace che, per la lotta all’abusivismo, si sia scelto il primo strumento”.

Infine una battuta su costi crescenti e over tourism, con quest’ultimo tema che, complice la ripresa dei flussi, sta tornando di stretta attualità: “Per evitare l’eccessiva concentrazione turistica – spiega Bocca – occorrerebbe guardare soprattutto ai mercati di prossimità. Le Big 5 (con Napoli che ormai si aggiunge alle classiche Milano, Venezia, Firenze e Roma, ndr) sono le mete d’elezione naturali per chi arriva per la prima volta da noi, soprattutto se giunge da altri continente. Ai repeater si dovrebbero invece proporre le destinazioni alternative, che spesso non hanno nulla da invidiare a quelle più popolari”. Lato costi, “c’è poco da dire – conclude Bocca -. L’aumento dei prezzi dell’energia, anche se ora sta un po’ rientrando, insieme a quello delle forniture non può che incidere sulle nostre politiche tariffarie. E c’è di più: perché spesso mancano anche i materiali. Nessuno fa più magazzino. Quando ordini qualcosa, spesso devi attendere sei mesi per ricevere la fornitura…”.

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Queste le domande alla base del convegno organizzato a Torino dall’Istituto Professionale Statale \"G. Colombatto\", specializzato in Servizi per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera.\r\n\r\n“Per il sesto anno consecutivo – dichiara la dirigente scolastica Silvia Viscomi - l’Istituto “Colombatto” ha avuto l’onore di ospitare il convegno che ha visto riuniti Fiavet, Federalberghi, Confesercenti e l’Associazione direttori di albergo (Ada). Suggestivo il tema di questa edizione: l'Intelligenza artificiale che innova il mondo dell’Hôtellerie, con il contributo dell’Osservatorio permanente innovazione e lavoro di Federalberghi e Colombatto che ha stimolato riflessioni sui dati raccolti relativi all’occupazione giovanile nel settore”.\r\n\r\nCosì l’AI modificherà il modo di lavorare nell’hôtellerie e nel turismo “Turning Point: non siamo più quelli di una volta. Nuove specializzazioni al tempo dell’AI” è il tema attorno al quale hanno ragionato gli specialisti dell’AI invitati al tavolo e supportati dagli interventi degli albergatori già quotidianamente impegnati nella gestione nelle tecnologie di ultima generazione. “La grande novità rispetto alle passate tecnologie, è che con l’AI abbiamo iniziato a dialogare. Questo cambia profondamente le cose: possiamo dare istruzioni e affidare dei compiti, che poi la macchina svolge in autonomia”, ha ricordato Massimo Giordani, innovation manager, presidente dell’Associazione Italia sviluppo marketing e chief advisor LabDec SAA-School of management dell’Università di Torino.\r\n\r\n“Grazie a questo supporto, il settore si arricchirà di tre nuove figure professionali. L’orchestratore di dati, cioè colui che grazie all’AI riesce a raccogliere ed elaborare una mole di dati enorme, prevedendo le tendenze della domanda ancora sommerse e agendo con anticipo sui fenomeni che si configureranno in futuro. 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Sicuramente questa è la grande rivoluzione generata dall’AI in ambito alberghiero, dove viene già utilizzata per gestire parte dei rapporti diretti con il cliente, ad esempio via email o telefono”, aggiunge Jacopo Stefani, tech product manager in contesti digitali e AI, founder di Conseris.\r\n\r\n“Piaccia o meno, l’automazione e la sua rapidità di reazione è oggi indispensabile per avere successo, per dare risposte rapide ai potenziali clienti, anche telefonicamente – sostiene Simone Russo, Ceo & founder AiDA AimSolutions -. I viaggiatori sono abituati alla velocità e non sono disposti ad attendere una risposta oltre il quinto squillo, né a dover attendere il giorno successivo per avere delle informazioni. Se non saremo in grado di rispondere rapidamente, passeranno a un’altra struttura. Gli umani rimangono però importanti, ed entrano in gioco quando ci sono richieste complesse. 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