17 March 2026

Bocca, Federalberghi: bene l’estate ma cala la domanda domestica. Il redde rationem sarà nel 2024

Si dice da tempo che il 2023 per il turismo italiano sarà l’anno del sorpasso sul 2019. E in effetti le prenotazioni sull’estate stanno andando benissimo. Ma non è tutto oro quel che luccica, avverte a margine della settantatreesima assemblea di Federalberghi a Bergamo, il presidente dell’associazione, Bernabò Bocca: “I risultati saranno ottimi sulle destinazioni internazionali. Cresce infatti la domanda dall’estero, mentre per quella domestica avvertiamo già un rallentamento. Sicuramente la richiesta è inferiore a quella dell’anno scorso, quando la componente Italia su Italia è andata benissimo. Oggi i nodi stanno venendo al pettine: le bollette sono più care, i mutui più onerosi… Le persone cominciano a tirare un po’ la cinghia. Insomma, nelle mete meno d’appeal per il mercato internazionale raggiungere i risultati dell’anno scorso sarebbe già un grande successo“.

La questione oggi è capire quanto della ripresa della domanda estera sia strutturale e quanto sia invece frutto del fisiologico rimbalzo post-pandemia. “Ci auguriamo che sia più il primo caso che il secondo. Ma il vero redde rationem sarà l’anno prossimo, quando scopriremo i trend reali di medio-lungo periodo”, commenta Bocca, che elogia al contempo l’intervento del ministro del Turismo: “La vera chiave di volta sarà capire quanti dei residui delle risorse del pnrr non utilizzate saranno destinate al turismo. Daniela Santanché, però, sta lavorando molto bene da questo punto di vista”. C’è invece maggiore perplessità sul disegno di legge sugli affitti brevi: “Io sono stato a lungo in Senato e so che cosa significhi veramente un ddl. Per riuscire a fare veramente qualcosa servono i decreti. Mi dispiace che, per la lotta all’abusivismo, si sia scelto il primo strumento”.

Infine una battuta su costi crescenti e over tourism, con quest’ultimo tema che, complice la ripresa dei flussi, sta tornando di stretta attualità: “Per evitare l’eccessiva concentrazione turistica – spiega Bocca – occorrerebbe guardare soprattutto ai mercati di prossimità. Le Big 5 (con Napoli che ormai si aggiunge alle classiche Milano, Venezia, Firenze e Roma, ndr) sono le mete d’elezione naturali per chi arriva per la prima volta da noi, soprattutto se giunge da altri continente. Ai repeater si dovrebbero invece proporre le destinazioni alternative, che spesso non hanno nulla da invidiare a quelle più popolari”. Lato costi, “c’è poco da dire – conclude Bocca -. L’aumento dei prezzi dell’energia, anche se ora sta un po’ rientrando, insieme a quello delle forniture non può che incidere sulle nostre politiche tariffarie. E c’è di più: perché spesso mancano anche i materiali. Nessuno fa più magazzino. Quando ordini qualcosa, spesso devi attendere sei mesi per ricevere la fornitura…”.

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