27 June 2026

Atr (Confesercenti): in Lombardia più turisti stranieri che italiani

Durante l’assemblea annuale dell’associazione degli albergatori in seno a Confesercenti, Atr,sono stati presentati i dati turistici relativi all’anno 2016, raccolti dalla regione ed elaborati da Eupolis Lombardia.

I numeri, che non stimano il sommerso, ma si basano sulle persone effettivamente registrate, vedono la regione in leggero calo nel 2016 rispetto al 2015, anno di Expo (-1,5%), ma in netto miglioramento rispetto al 2014 (+9,4).

Sono infatti 15.409.809 gli arrivi registrati in Lombardia nel 2016, contro i 15.639.194 del 2015 e gli 11.198.573 del 2014. Il quadro dello scorso anno è completato da 37.194.096 presenze (-1,8% sul 2015 e +8,5% sul 2014) per una permanenza media di 2,41 giorni.

La Lombardia, un po’ a sorpresa, attira turisti soprattutto d’estate: luglio 2016 è stato il mese con il maggior numero di arrivi turistici (1.779.932), seguito da settembre e da agosto. I mesi meno propizi sono invece gennaio e dicembre, entrambi sotto il milione di arrivi.

Analizzando i dati per provincia, al primo posto c’è Milano, nonostante l’assenza di un grande evento come Expo, seguita da Brescia, baciata nel 2016 da The Floating Piers, e Como.

Un dato interessante riguarda la provenienza dei flussi turistici che vede la componente straniera in costante aumento e che nel 2016 ha riguardato il 54,3% degli arrivi (+14,8% rispetto al 2014) e il 59,9% delle presenze (+13,3% rispetto al 2014), superando quindi il numero dei turisti italiani.

Le nazionalità degli arrivi vedono al primo posto la Francia seguita da Cina, Usa e Germania.

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Servono analisi qualitative, da realizzare anche con l’aiuto dell’IA che ci permettano di capire non solo che tipo di turisti arrivano ma immaginare anche il profilo di turisti che desideriamo.\r\n\r\n“Nel turismo è fondamentale trovare un equilibrio con le comunità locali e gli investitori che lo hanno fatto, esigendo un dialogo orizzontale, hanno raccolto ottimi risultati. Durante il covid abbiamo perso il 62% della forza lavoro, non solo giovani ma anche stagionali. Stiamo provando a recuperarli anche attraverso un dialogo con l’accademia stabilendo percorsi formativi non solo di formazione tecnica perché poi il turismo è sempre fatto da persone.\r\n\r\n“L’AI può aiutare a creare dei profili professionali nuovi per i ragazzi, ad esempio, i designer delle destinazioni, i programmatori di flussi, gli analisti della domanda. In Italia ci sono tante imprese familiari e il tema generazionale è quindi fondamentale. 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