8 settembre 2021 09:37
Astoi continua la sua battaglia per la riapertura dei corridoi, senza la quale l’intero sistema del turismo organizzato non riuscirà a risalire la china. Ha deciso pertanto di rinnovare la richiesta al Governo, già presentata negli scorsi mesi, di eliminare il divieto di spostamento verso i Paesi dell’elenco E (mete extra Schengen).
Come noto, in Italia gli spostamenti per turismo verso i Paesi della lista E sono consentiti esclusivamente per giustificati motivi oggettivi e, quindi, sono vietati per motivi di turismo. Ciò non accade negli altri Paesi Europei che non pongono simili divieti ma diramano semmai raccomandazioni di viaggio assimilabili a quelle pubblicate dal nostro Ministero degli Affari Esteri.
I Paesi membri, nella loro quasi totalità (si vedano solo a titolo di esempio Germania, Spagna, Francia, Portogallo, Polonia, Paesi Bassi, Austria), adottano criteri che consentono comunque ai cittadini di viaggiare verso mete extra UE/Schengen di interesse turistico. Le modalità adottate dagli altri Paesi europei che, a differenza dell’Italia, non pongono divieti tout court, sono perfettamente in linea con la necessità di garantire gli spostamenti in sicurezza: l’adozione del Green Pass Europeo, le campagne di vaccinazione che hanno raggiunto gran parte della popolazione e l’ingresso in tutti i Paesi del mondo consentito esclusivamente con la presentazione di un test negativo hanno portato gli altri Paesi membri ad evolvere la propria posizione in base al mutato scenario.
Il fatturato generato dalle vendite su Italia/mete UE pesa solo per un 15% sul fatturato totale del comparto del turismo organizzato. Dopo una stagione molto corta -di fatto due mesi- che ha interessato solo l’Italia e pochissime mete europee (Grecia, Spagna e alcuni Paesi del nord Europa), ove non si addivenga presto all’eliminazione di un divieto che suscita anche fondati dubbi di legittimità costituzionale, assisteremo certamente al collasso di migliaia di imprese tra agenzie di viaggio e tour operator, con impatti devastanti sull’occupazione.
Dall’inizio della pandemia il comparto del turismo organizzato ha perso l’85% del fatturato. Le mete extra- Schengen nel nostro Paese sono chiuse per decreto da ben 17 mesi ma, come sappiamo, gli italiani le raggiungono ugualmente violando le disposizioni del decreto e partendo senza alcun controllo sia da aeroporti italiani -attraverso prenotazioni “fai da te” che non vengono gestite da tour operator e agenzie – sia da aeroporti di altri paesi europei.
Solo a titolo di esempio Astoi cita i dati degli arrivi di agosto 2021 alle Maldive: oltre 2000 italiani che, verosimilmente, non si sono recati nel Paese per motivi di lavoro o di salute e, a riprova di quanto detto sul diverso approccio adottato dagli altri Paesi Europei, si registrano 9916 arrivi dalla Germania, 8338 dalla Spagna, 2398 dalla Francia. Lasciare inalterato l’attuale quadro normativo da un lato comporta un danno economico insostenibile a carico di aziende italiane, che pagano le tasse in Italia ed impiegano personale italiano, e dall’altro significa avvantaggiare i competitor europei e internazionali che possono operare sul mercato italiano; in altre parole, significa decretare la fine di un intero comparto.
Astoi chiede infine il perché di questa diversità dell’Italia dagli altri Paesi Europei; nessuno, fino ad ora, è stato in grado di spiegarcelo ed auspica che il Governo italiano si allinei quanto prima a tutti gli altri principali Paesi Europei, altrimenti assisteremo presto alla chiusura di migliaia di imprese, alla perdita di migliaia di posti di lavoro ed alla dispersione di importanti professionalità causate da un divieto che non ha più alcuna ragion d’essere.
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[post_content] => La Spagna del turismo non perde tempo e affronta le conseguenze della crisi mediorientale con richieste specifiche al governo. Sono le associazioni di categoria Uniòn de agencias de viajes (Unav) e Federaciòn Empresarial de Asociaciones territoriales de agencias de viajes espanolas (Fetave) a chiedere ai ministeri del turismo e dell'economia un piano di salvataggio da 400 milioni di euro per proteggere le agenzie di viaggio dalla crisi in Medio Oriente .
La proposta, come riporta Hosteltur, mira a far fronte alle perdite dovute a cancellazioni inevitabili, rimborsi non rimborsabili da parte dei fornitori internazionali e all'aumento dei costi delle rotte verso l'Asia e l'Africa che prevedono scali nel Golfo . Il settore richiede un programma di prestiti dell'Istituto Ufficiale di Credito da 250 milioni di euro a tasso zero e un fondo di compensazione da 120 milioni di euro per evitare che le aziende debbano sopportare da sole i costi di una crisi al di fuori del loro controllo.
Il conflitto armato in Medio Oriente ha cessato di essere un problema localizzato ed è diventato una minaccia per la sopravvivenza delle agenzie di viaggio in Spagna. In risposta, Unav e Fetave hanno elaborato una tabella di marcia con otto azioni chiave. La necessità di questo aiuto è giustificata dall'effetto domino che sta avendo un impatto sulla connettività aerea globale. L'impatto della crisi non si limita alle zone di conflitto; le interruzioni delle rotte stanno gravemente compromettendo i voli verso Asia, Africa e Oceania.
La proposta al governo
Il pilastro economico della proposta si concentra sull'alleviamento delle pressioni sulla liquidità. Le associazioni propongono la creazione di una linea di credito straordinaria di 250 milioni di euro da parte dell'Istituto Ufficiale di Credito, con un tasso di interesse agevolato dello 0% e garantita dallo Stato. Questa misura consentirebbe alle agenzie di gestire rimborsi immediati ai clienti e riprenotazioni dei viaggiatori senza compromettere il loro flusso di cassa. Le adv chiedono inoltre un fondo di compensazione di 120 milioni di euro. Questo capitale verrebbe utilizzato per coprire le spese dei viaggiatori bloccati (alloggio e pasti) e, soprattutto, i servizi prenotati a destinazione, come hotel o tour operator, i cui costi non possono essere recuperati dall'agenzia dopo la cancellazione.
Nell'ambito della tutela dell'occupazione, il settore chiede l'istituzione di uno specifico regime di cassa integrazione temporanea (Erte) per le imprese la cui attività è stata significativamente ridotta dal conflitto. Tale misura sarebbe accompagnata da agevolazioni fiscali, come adeguamenti all'imposta sul reddito delle società e la possibilità di dedurre i costi derivanti da cancellazioni eccezionali.
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Tre vettori Usa (American Airlines, Delta Air Lines e JetBlue) hanno recentemente chiesto al Dot - Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti - l’autorizzazione a non avvalersi degli slot che consentono loro di volare a Cuba. E negli ultimi giorni l’agenzia ha accolto alcune di queste richieste, autorizzando le compagnie aeree a ridurre i voli.
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[post_content] => Il governo si mobilita a seguito della crisi che sta interessando il Medio Oriente e non solo. Il ministro del turismo, Daniela Santanché, ha convocato un tavolo di confronto per giovedì 19 marzo alle 11, in risposta alle criticità che l'attuale situazione di conflitto in Medio Oriente sta generando nel comparto del turismo organizzato.
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[post_content] => Uno scenario «molto delicato»: gli operatori del turismo organizzato serrano le fila e si confrontano con una situazione ancora difficile da interpretare. Quel che è certo è che in questo momento «la voglia di vacanza degli italiani è congelata». A sottolinearlo è il presidente di Astoi, Pier Ezhaya, che in una dichiarazione rilasciata ad Askanews commenta i fatti degli ultimi giorni.
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«Lo scenario attuale del turismo organizzato è molto delicato - spiega il presidente. Siamo alla temperatura massima della febbre, il conflitto è iniziato da poco, quindi abbiamo immediatamente dovuto occuparci dell’assistenza dei clienti all’estero, sia quelli presenti nell’area del Golfo, sia quelli presenti in altre aree del mondo, ma che volavano con compagnia del Golfo e quindi hanno subito il cosiddetto rerouting. E' stata un’attività molto impegnativa, perché abbiamo dovuto realizzare nove voli rescue dall’Italia per andare a riprendere i turisti in varie zone del mondo. Ora la maggior parte di questi turisti, almeno di quelli che viaggiano con il turismo organizzato, sono rientrati nel nostro Paese e stiamo giusto completando gli ultimi rientri».
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[post_content] => Oltre 600.000 visitatori internazionali nei primi due mesi dell'anno: è cominciato in positivo il 2026 dello Sri Lanka, secondo i dati diffusi dalla Sri Lanka Tourism Development Authority che indicano, precisamente, un totale di 604.301 viaggiatori stranieri hanno visitato il Paese tra il 1° gennaio e l'8 marzo 2026, riflettendo una forte ripresa e una continua espansione del settore turistico dell'isola.
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[post_content] => E' in programma il 21 marzo la finalissima dell'XI° campionato mondiale di pesto genovese al mortaio che si propone come testimonianza dell’eccellenza ligure nel mondo, vetrina di cultura, di tradizione gastronomica e salvaguardia della biodiversità.
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Il convegno di oggi
L’assessore al turismo e alle attività produttive del comune di Napoli, Teresa Armato ne discuterà oggi alle 14.30 nell’area Napoli & Campania Luxury nel pad. 3 della Mostra d’Oltremare con Valentina Della Corte, coordinatrice del corso di Laurea in hospitality management; Gianna Mazzarella, presidente della sezione turismo dell’Unione Industriali Napoli; Francesca Pagliari, presidente Federalberghi Napoli e Vincenzo Equestre, ceo emea region e board member di Salvatore Ferragamo.
L'appuntamento di domani
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Il percorso celebrativo per i 25 anni di Aiav approda alla Bmt di Napoli, un palcoscenico che diviene oggi testimonianza di un impegno professionale mai così cruciale: in una fase di estrema criticità per gli equilibri geopolitici, la ricorrenza del quarto di secolo di attività associativa si fonde con la dimostrazione pragmatica del valore generato dalla filiera del turismo organizzato, impegnata in questi giorni in un’attività incessante per fronteggiare le ripercussioni della crisi in Medio Oriente.
“Quella che stiamo vivendo – dichiara Fulvio Avataneo, presidente Aiav – è una situazione estremamente drammatica. Sono già oltre 12.300 i voli cancellati, sino ad ora, e vi sono aeroporti nella fascia mediorientale che non vedranno decolli sino alla conclusione della stagione invernale. Il turismo organizzato nazionale sta subendo perdite ingenti, quantificabili per ora in circa 3.500 prenotazioni, per un valore di 6,5 milioni di euro. A questo si aggiunge il mancato arrivo previsto di 150.000 turisti da quelle aree, che comporta una flessione attesa di oltre 2,5 milioni di pernottamenti nel nostro Paese”.
Stress test
Le iniziative organizzate per celebrare i 25 anni di Aiav, che prevedono attività di comunicazione, formazione e sensibilizzazione delle istituzioni, hanno tutte l’obiettivo di elevare la percezione del ruolo dell'agente di viaggio presso il grande pubblico: non più solo intermediario, bensì fulcro di una rete di relazioni consolidate e competenze strategiche. In un mercato sempre più esposto all'imprevedibilità, l'Associazione rivendica la superiorità del modello organizzato rispetto alle insidie del "fai-da-te".
“L’attuale instabilità in Medio Oriente funge da stress test per l’intera filiera, mettendo in luce un’asimmetria netta: mentre il viaggiatore fai-da-te è costretto a gestire autonomamente le problematiche rapportandosi con i singoli fornitori di servizi, i cui canali di assistenza sono spesso congestionati, chi si affida alle agenzie beneficia di una tutela normativa rigorosa e di una macchina operativa specializzata, in grado di attivare procedure straordinarie e soluzioni rapide per rimpatri e riprotezioni” – prosegue Avataneo.
Voucher
A fronte del numero molto alto di annullamenti di pacchetti di viaggio per il Medio Oriente, destinazione di grande appeal turistico nel periodo primaverile, Aiav ha scritto oggi al ministro del turismo Daniela Santanché per chiedere che sia ripristinato lo strumento dei voucher allo scopo di scongiurare il rischio di crisi finanziaria degli operatori, in primis le piccole e micro agenzie di viaggio.
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