30 gennaio 2025 14:44

Claudio Dell’Accio
Un incontro per definire una strategia di sviluppo turistico sostenibile e innovativa per il territorio. Lo organizza l’Associazione degli operatori turistici Martinsicuro e Villa Rosa, in collaborazione con l’Associazione italiana destination manager, giovedì 6 febbraio alle 15 presso il municipio della località abruzzese.
Parteciperanno all’incontro il sindaco Massimo Vagnoni, e i rappresentanti degli imprenditori e delle associazioni turistiche locali. Per Assidema interverrà il presidente Claudio Dell’Accio, esperto in programmazione turistica, mentre Cristiano Alviti, rappresentante della società benefit Indaco Labs, approfondirà il tema della sostenibilità nelle attività turistiche.
“Il comune di Martinsicuro è impegnato a costruire un futuro turistico che valorizzi il territorio e le sue risorse, garantendo al contempo sostenibilità e innovazione – spiega Vagnoni -. Questo incontro rappresenta un’importante occasione di confronto con gli esperti del settore per definire strategie efficaci e rispondere alle sfide del mercato turistico attuale”. L’iniziativa è inoltre in linea con il Manifesto per lo sviluppo turistico redatto dall’Associazione operatori turistici Martinsicuro e Villarosa Dove il mare incontra il Gran Sasso, che prevede, come primo punto, l’istituzione della figura del destination manager: “Crediamo fermamente che un approccio organizzato e professionale sia essenziale per migliorare l’esperienza turistica e per rendere Martinsicuro una meta sempre più apprezzata e soprattutto che possa fidelizzare i turisti al territorio”, afferma infatti il presidente dell’associazione, Simone Tommolini.
“La nostra realtà lavora a stretto contatto con enti locali, regionali e nazionali per promuovere il ruolo del destination manager e sviluppare politiche turistiche sostenibili – conclude Dell’Accio -. Le sinergie con le istituzioni locali permettono di implementare strategie più efficaci, favorendo uno sviluppo turistico equilibrato e inclusivo”.
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Milano rilancia il dialogo tra fashion e turismo d'eccellenza attraverso la nascita di White Resort World, la nuova piattaforma esclusiva firmata da White e Allumeuse. L'iniziativa rappresenta un inedito punto d'incontro tra moda, ospitalità e lusso contemporaneo, pensato per connettere una selezione curata di fashion brand con i principali protagonisti dell'hospitality internazionale.
Un'evoluzione strategica evidenziata da Debora Massari, assessore al Turismo e Moda della Regione Lombardia. Secondo l'assessore, «moda, design e turismo contribuiscono tutti a raccontare un territorio». Massari ha sottolineato l'importanza del connubio con il mondo dei resort e dell'ospitalità inserito da White evidenziando che l'attrattività della Lombardia risiede proprio nella capacità di collegare le eccellenze: «quando una persona arriva nella nostra regione incontra il modo in cui lo accogliamo, il design dei nostri luoghi, la moda e la ristorazione».
L'obiettivo
L'obiettivo della sinergia è far sì che l'incontro con i buyer internazionali si traduca in ordini e sviluppo di nuovi mercati. I vertici di White guidano questa transizione verso una dimensione globale e multisettoriale. Massimiliano Bizzi, fondatore di White, ha annunciato per l'imminente edizione un incremento del 24% degli espositori rispetto a settembre 2025, con una quota di brand esteri che raggiunge il 53%. Bizzi ha evidenziato come l'area "On The Beach", dedicata al segmento resort e lifestyle, si espanderà grazie alla partnership con BolognaFiere assecondando il bisogno strutturale delle aziende di internazionalizzarsi.
Brenda Bellei, amministratore delegato di White, ha rimarcato il potenziamento delle attività strategiche di incoming, che quest'anno, grazie al supporto di Ice e del network, permetteranno di portare a Milano circa 300 compratori eccellenti e operatori chiave da tutto il mondo.
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(Anna Morrone)
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Malgrado la complessa situazione geopolitica, Egitto e Marocco si confermano sempre in vetta alle preferenze dei clienti di King Holidays. In particolare, proprio il Marocco «continua a registrare incrementi significativi», come conferma il direttore commerciale, Roberto Minardi. «Tra le novità spicca poi la Cina, verso la quale stiamo rilevando un interesse crescente: riteniamo possa esprimere un forte potenziale di sviluppo anche nella prossima stagione autunno/inverno».
Venendo al corto raggio, buone le performance realizzate da Irlanda, Gran Bretagna e Azzorre, «queste ultime diventate una vera hit tra i repeater di King Holidays. Parallelamente, il trend delle coolcation ha riportato l’attenzione su Paesi baltici e Nord Europa, sempre più apprezzati per il clima fresco, piacevole alternativa alle temperature elevate che hanno caratterizzato l’estate italiana».
A fronte di questi risultati, «guardiamo alla chiusura dell’anno con cauto ottimismo, nonostante un contesto internazionale ancora complesso. La domanda continua a mostrare una buona capacità di tenuta e, sulla base dell’andamento attuale, prevediamo di chiudere il 2026 con una crescita di fatturato nell’ordine del 15-20% rispetto all’anno precedente».
Negoziazione anticipata
In questo momento la situazione geopolitica incide soprattutto sul volato, in termini di variabilità delle tariffe e disponibilità di posti. «Fronteggiamo questa incertezza puntando soprattutto sulla negoziazione anticipata, quindi blocco preventivo degli spazi e delle quotazioni, allo scopo di offrire le migliori condizioni commerciali alle agenzie di viaggio e metterle nella condizione di poter vendere agevolmente. Puntiamo all’equilibrio tra stabilità del prezzo, qualità del prodotto e convenienza per il cliente, valorizzando tutte le leve a nostra disposizione in fase di programmazione. Stiamo inoltre studiando l’implementazione di una formula “Blocca prezzo” pensata per garantire al cliente una maggiore tutela dopo la prenotazione».
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[post_content] => Un comparto che conta 21 milioni di visitatori l’anno, genera 306 milioni di euro dalla sola vendita dei biglietti e attiva un indotto stimato in circa 8 miliardi di euro tra ospitalità, ristorazione, commercio, trasporti e servizi. Un’industria che impiega 25-30 mila addetti diretti, tra personale fisso e stagionale, e coinvolge almeno 60 mila lavoratori nell’indotto, investendo ogni anno circa 100 milioni di euro in innovazione, prevalentemente con risorse proprie.
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È la fotografia del settore tracciata da Assoparchi in occasione delle celebrazioni per i 60 anni di Zamperla, tra i principali produttori mondiali di attrazioni, che lo scorso 12 settembre ha riunito nell’head-quarter di Altavilla Vicentina operatori, industria, istituzioni e mondo accademico per una giornata dedicata al futuro della filiera italiana del divertimento, culminata nel reveal mondiale di Hypnosiz, la nuova attrazione sviluppata dall’azienda.
Nel corso di una tavola rotonda dedicata all’analisi della filiera del divertimento, il presidente AssoParchi Luciano Pareschi ha tracciato un bilancio provvisorio della stagione in corso: “Tracceremo il bilancio ufficiale dell’estate nel corso del Meeting Assoparchi di novembre. Al momento possiamo comunque stimare una crescita nei parchi acquatici e un andamento in linea con il 2025 negli altri parchi. Le presenze non sono diminuite anche grazie all’adozione di una politica di pricing prudente, nonostante l’aumento di tutti i costi ed in particolare dell’energia. L’aspetto più importante è che in questi anni, anche in Italia, i parchi divertimento sono diventati veri e propri driver in grado di contribuire allo sviluppo di sistemi economici integrati e generare importanti flussi turistici, al pari di altri attrattori come i monumenti e i centri termali”.
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Creo Travel invita gli adv a superare il binomio Indonesia-mare e a vendere la destinazione in ogni periodo dell'anno. Tra novembre e marzo infatti, la stagione più umida porta con sé una maggiore variabilità climatica, ma considerare questo elemento come un limite assoluto significa rinunciare a un altro modo di vivere la destinazione.
«Parliamo di un clima tropicale: possono verificarsi rovesci anche intensi, spesso concentrati in alcuni momenti della giornata e alternati a schiarite. L’importante è spiegare correttamente cosa aspettarsi e costruire il viaggio in modo coerente con la stagione. In questo periodo troviamo un’Indonesia meno affollata, estremamente verde e con ritmi più distesi» spiega Manuele Magrini, product manager Indonesia. La minore pressione turistica favorisce spostamenti più fluidi e una maggiore tranquillità nei principali luoghi di interesse, mentre la minore domanda può tradursi in maggiore disponibilità e condizioni più competitive.
Uno sguardo più ampio
Destagionalizzare significa soprattutto ampliare lo sguardo su un arcipelago con territori, culture ed esperienze profondamente diverse. Java unisce il patrimonio culturale di Yogyakarta, Borobudur e Prambanan ai paesaggi vulcanici del Bromo e dell’Ijen; Sumatra apre a foreste tropicali e territori lontani dai grandi flussi, mentre Sulawesi conserva culture e tradizioni profondamente radicate. Flores e Komodo combinano paesaggi vulcanici, risaie e villaggi con navigazioni tra isole e baie e l’incontro con i celebri varani. Per i viaggiatori più esperti, lo sguardo può spingersi ancora oltre, verso Sumba, con le sue tradizioni ancestrali, le Molucche, le storiche isole delle spezie, il Kalimantan, porta d’accesso alla natura del Borneo indonesiano e Raja Ampat e gli arcipelaghi più remoti dell’est del Paese. Anche Bali può essere vissuta oltre la dimensione balneare: Ubud, Sidemen e Munduk raccontano un’isola di spiritualità, risaie, cascate, piccoli centri e vita locale.
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[post_content] => Riflettori accesi sul Giappone meno noto all'Espocentro di Bellinzona che, il 19 e 20 settembre prossimi ospita la tredicesima edizione di Japan Matsuri, il festival dedicato alla cultura giapponese che nel 2025 ha richiamato circa 19.000 visitatori.
«Japan Matsuri è per noi un'occasione preziosa per parlare di Giappone a un pubblico che apprezza profondamente la destinazione e che vuole conoscerla ancora più a fondo», dichiara Ken Toyoda, direttore esecutivo Italia di Jnto. «Alla Svizzera italiana vogliamo raccontare un Giappone che va oltre le mete più note che hanno già fatto innamorare migliaia di appassionati della cultura e del lifestyle nipponico.
Teniamo molto a far conoscere le esperienze più autentiche e ricercate in luoghi che meritano tempo per essere scoperti. È il messaggio chiave della campagna "Heart of Japan", che portiamo avanti in Italia e non solo attraverso attività e contenuti che vogliono mostrare il cuore più profondo della destinazione, per arrivare in maniera diretta all'anima di chi la visita».
«La bellezza del Giappone è, inoltre, quella di lasciarsi visitare in qualunque stagione dell'anno, ognuna delle quali regalerà emozioni e opportunità differenti. Pensando già al prossimo inverno, ad esempio, i mesi più freddi aprono una stagione sorprendente per scoprire le tranquille cittadine montane immerse nel silenzio della neve e avventurarsi lungo un viaggio lento tra gli onsen, le nostre caratteristiche sorgenti termali all'aria aperta, e i sapori della cucina tradizionale, che si fanno caldi e accoglienti. Ma anche per divertirsi lungo le piste da sci e snowboard, rasformando la propria vacanza in un piacevole mix di relax, divertimento e adrenalina».
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[post_content] => Facciamo un po' di ordine sui paesi europei con maggior numero di turisti. Il nostro ministero del turismo sta facendo, giustamente, una campagna per mettere in evidenza i numeri italiani, ma la realtà qual è?
Francia
Allora la Francia parte da una posizione di assoluto rilievo. Nel 2025 aveva raggiunto quota 102 milioni di turisti internazionali, superando ancora una volta tutte le altre destinazioni mondiali. Anche nel 2026 i primi dati indicano una situazione positiva: nei primi mesi dell'anno gli arrivi internazionali in Francia sono cresciuti di circa il 5%, secondo i dati raccolti dalla European Travel Commission.
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La vera sfidante della Francia è però la Spagna. Il Paese aveva già raggiunto nel 2025 il record di 97 milioni di turisti stranieri, con una crescita del 3,5% rispetto all'anno precedente. Nel 2026 la crescita è proseguita. Nei primi cinque mesi dell'anno sono arrivati 36,8 milioni di visitatori internazionali, circa il 5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Mantenendo questo andamento, la Spagna potrebbe arrivare a circa 101,6 milioni di turisti stranieri entro la fine dell'anno.
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Anche l'Italia continua a essere tra le grandi protagoniste del turismo europeo. Nel 2025 il nostro Paese aveva registrato circa 60,6 milioni di turisti internazionali, collocandosi dietro Francia e Spagna tra le principali destinazioni mondiali.
Il 2026 è iniziato con numeri incoraggianti. Nel primo semestre gli arrivi turistici complessivi sono aumentati del 4,43% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre gli arrivi dall'estero sono cresciuti del 6,45%.
L'Italia può inoltre contare su una domanda particolarmente forte per la stagione estiva: secondo i dati sulle prenotazioni delle strutture ricettive online, il tasso di saturazione estivo ha raggiunto il 51,2%, davanti a Spagna, al 42,8%, e Francia, al 32,9%.
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[post_content] => Bilancio positivo per l'estate di Emirates, che nei mesi di luglio e agosto ha trasportato oltre 8,6 milioni di passeggeri, registrando solidi load factor su tutto il network.
La compagnia aerea di Dubai sottolinea in una nota che sta operando circa il 93% dei livelli di capacità precedenti alle interruzioni operative, mentre la domanda continua a crescere in vista della stagione invernale.
Trend positivo quindi anche per l'inverno, nonostante la tendenza generale dei passeggeri a prendere sotto data. Tra i mercati in cui la domanda è attualmente superiore a quella dello scorso anno figurano Sudafrica, Brasile, India, Portogallo, Egitto, Ghana, Colombia, Arabia Saudita e Pakistan, oltre al Nepal, grazie alla partnership di Emirates con flydubai.
Durante l’estate, i collegamenti Emirates da e verso l’Asia occidentale, l’Europa, il Medio Oriente, le Americhe e l’Africa hanno registrato load factor superiori al 75%, con performance particolarmente positive sulle rotte da e verso l’Indonesia, la Costa d’Avorio e il Regno Unito.
La domanda di Premium economy è cresciuta in tutto il network, con le Americhe che hanno registrato l’incremento più significativo della domanda per questa cabina.
Anche Dubai ha continuato ad attrarre un forte flusso di passeggeri in arrivo. Nella sola seconda metà di agosto, oltre mezzo milione di passeggeri è arrivato a Dubai con i voli Emirates, il 7% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Network in crescita
Prosegue anche durante i mesi invernali l'ampliamento del network della compagnia, nonché l'aumento delle frequenze e un numero crescente di aeromobili di ultima generazione impiegati sui principali mercati.
Il 1° ottobre decollerà la nuova rotta per Helsinki, con il primo collegamento operato con un A350. Attualmente, l’A350 serve 30 destinazioni da Dubai, che saliranno a 36 entro la fine dell’anno.
Emirates sta inoltre aumentando la capacità su diverse rotte per rispondere alla domanda. Accra, Tokyo Narita, Ho Chi Minh City e Hanoi saranno servite con un secondo volo giornaliero, mentre uno dei collegamenti giornalieri per Delhi sarà operato con un A380.
Dalla fine di ottobre, l’A350 di Emirates sarà impiegato sulle rotte per Larnaca, Malta, Nairobi e Amburgo, seguito da Mauritius a novembre. I Boeing 777 sottoposti al programma di riammodernamento saranno introdotti sulle rotte per Stoccolma a ottobre e Francoforte a novembre.
Oltre al proprio network, le 168 partnership di Emirates in codeshare, interlinea e intermodali consentono ai clienti di raggiungere altre 1.750 città. In media, ogni giorno oltre 13.000 passeggeri proseguono il proprio viaggio verso la destinazione finale con servizi operati dalle compagnie partner.
In questo quadro spicca la partnership tra Emirates e flydubai, diventata uno degli elementi distintivi dell’esperienza di viaggio attraverso l’hub di Dubai.
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[post_content] => Un viaggio dai ritmi lenti, al passo con i tempi della natura: visitare Vilnius a piedi, in bici o in barca è una delle opportunità migliori per scoprire la capitale della Lituania.
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Si può partire pedalando dai Giardini di Bernardinai, attraversando il Parco di Vingis e dirigendosi verso il quartiere di Žvėrynas. A 14 km, questo percorso è perfetto per i principianti o per una pedalata rilassante. Lungo il tragitto risulta subito evidente perché Vilnius sia stata nominata Capitale Verde Europea 2025: giardini e parchi rigogliosi incorniciano l'architettura moderna e il ricco patrimonio storico della Città Vecchia.
Per chi cerca una sfida più impegnativa e desidera immergersi ancora di più nella natura, un percorso ciclabile di media difficoltà di 20 km attraverso il Parco Regionale di Pavilniai, il quartiere bohémien degli artisti di Užupis e la moderna Paupys regala un pomeriggio in bicicletta davvero fantastico.
Un altro itinerario molto amato dai ciclisti attraversa il Parco Regionale di Verkiai lungo la riva destra del fiume Neris, lungo un percorso che si estende per 34 km. In alternativa alla bici, è possibile esplorare il "Sentiero dei 100 km intorno a Vilnius": un percorso è suddiviso in 10 tratti distinti (di livello facile, medio e alta intensità), così da poterlo affrontare secondo le proprie preferenze.
Per rilassarsi la sera, il kayak notturno è un'esperienza da provare: scivolare lentamente lungo il fiume Neris mentre la capitale si trasforma nella notte offre una prospettiva unica, senza contare i colori mozzafiato del tramonto che riflettono sull’acqua.
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È uno dei luoghi ideali per ammirare il verde della città di Vilnius dall'alto. L'Uno Park di Vilnius è un'ottima scelta per il pomeriggio. Con percorsi di difficoltà variabile, dal Percorso Giallo per principianti fino all'intenso Percorso Nero, c'è qualcosa per ogni livello di preparazione fisica.
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[post_content] => Il ministro del turismo, Gianmarco Mazzi, nel corso di un punto stampa a margine della visita al Salone del Camper di Parma, ha sottolienato l’impegno del dicastero a favore del turismo open air.
“Abbiamo investito 32 milioni di euro proprio per creare le piazzole di sosta, abbiamo fatto oltre 150 progetti in 169 comuni in Italia creando 4.375 piazzole”, ha spiegato il ministro. Una distribuzione che, ha evidenziato, interessa “per il 28,5% il Nord, per il 28,5% il Centro e per il 43% il Sud e le Isole”. “Ci tengo molto a questo aspetto – ha aggiunto Mazzi – perché penso che i turisti che amano l’open air siano sicuramente amanti del nostro Sud e delle Isole, che sono i territori a cui in questo momento sto dando più attenzione assieme alle montagne”.
Secondo Mazzi, il turismo in camper e caravan può contribuire direttamente agli obiettivi della strategia del ministero, definita delle “4D”. “Quello che per noi è importante è delocalizzare per decongestionare e sicuramente questa forma di turismo porta a una delocalizzazione, perché porta a distribuire i flussi turistici al di fuori delle città più congestionate, che sono le città d’arte.
Poi c’è l’aspetto del destagionalizzare, perché il turista open air ama molto visitare i luoghi anche al di fuori delle stagioni canoniche, e poi digitalizzare”, ha spiegato. Sul fronte dell’accoglienza, il ministro ha sottolineato inoltre la necessità di migliorare l’offerta rivolta ai visitatori internazionali e di superare “un luogo comune” secondo cui quello in camper non sarebbe “un turismo altospendente”: “Le persone che usano camper e caravan, al di là del fatto che hanno anche mezzi molto sofisticati e di grande valore economico, sono persone che portano ricchezza nel nostro Paese”.
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