13 March 2026

Airbnb: l’italia prenda esempio dalla nuova regolamentazione di New York

Come ampiamente annunciato da questo giornale New York restringe gli ambiti di potere per Airbnb. Cosa già avvenuta a Amsterdam, Barcellona ed in altre importanti città. Infatti da oggi 5 settembre entra in vigore una legge che prevede che possano essere offerti in affitto breve solo appartamenti dove i proprietari o gli affittuari, risiedono in prima persona e sono effettivamente presenti. In altre parole: con l’entrata in vigore della nuova normativa gli affitti inferiori a 30 giorni saranno consentiti solo se l’host risiede nell’alloggio e non ha più di due ospiti. 

Naturalmente in Italia di queste necessarie restrizioni non c’è traccia. Il motivo? Semplice. L’italia è orami diventato il Paese del profitto selvaggio. Dove il contesto e l’interesse pubblico non riscuotono alcun interesse. Mentre in altri Paesi il bene comune è ancora al centro delle azioni politiche dei governi.

L’interesse comune

Perché New York e altre grandi città mettono i paletti a Airbnb? Semplice: per ampliare l’offerta di case per coloro che la casa la cercano, ma non per vacanze, ma per viverci. Naturalmente i guadagni in questo caso sono inferiori, ma per l’interesse pubblico questo dato ha poca importanza. Ha importanza invece che i cittadini riescano a trovare casa.

Specialmente i giovani. Le giovani coppie che vorrebbero iniziare una vita insieme. Ebbene per quest’ultime in Italia le difficoltà diventano quasi insormontabili, sia per i prezzi sia per la mancanza di alloggi. E’ ora che il governo italiano e nello specifico il ministro del turismo prenda provvedimenti. Perché non è più possibile continuare a favorire un’azienda che fa reddito su un bene che dovrebbe essere prerogativa dei cittadini che vivono in quella determinata città.

Insomma è ora di finirla.

Giuseppe Aloe

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