5 febbraio 2016 15:15

Luca Battifora
Con una nota precisa e dettagliata Astoi prende posizione nella querelle sull’Iva girata nelle provvigioni delle agenzie di viaggio «Sul tema Iva, Astoi ha già ribadito la propria estraneità – sostiene la nota – , in quanto il compito di un’associazione non è quello di coordinare politiche commerciali o comportamenti fiscali dei propri soci. Ovviamente, può fornire agli associati che lo richiedano pareri legali o fiscali in merito, ma non può essere chiamata in causa da altre Associazioni su temi di pertinenza di aziende singole. Detto questo, Astoi intende precisare, anche a difesa della categoria che rappresenta, che la posizione assunta da alcuni tour operator è totalmente legittima e corretta. Si è letto molto in questi giorni ed abbiamo assistito anche a dichiarazioni fuori luogo, che nulla avevano a che vedere con la realtà del problema, nelle quali sono state mischiate questioni fiscali a questioni commissionali, sono stati confusi i Paesi di applicabilità, nonché citati sistemi di calcolo presunti e non veritieri. Ciò che alcuni operatori hanno fatto è stato semplicemente smettere di assorbire a proprie spese l’Iva (nelle destinazioni UE soggette a tale tassa) sulla porzione di guadagno dell’agenzia. In effetti, come tutte le provvigioni, le stesse andrebbero calcolate su una base imponibile al netto dell’Iva, che costituisce un debito/credito nei confronti dell’erario e certamente non un guadagno del soggetto prestatore. Nel caso di specie, applicando sul pacchetto di viaggio un regime speciale Iva, l’imposta rimane compresa nel prezzo e il ricavo del pacchetto comprende necessariamente anche quella quota di ricavo dell’agenzia che subisce in modo diretto e proporzionale un’Iva che, dunque, va decurtata dalla provvigione stessa. Pertanto, è assolutamente errato e lesivo dell’immagine della categoria sostenere che i tour operator hanno deciso di far pagare alle agenzie l’Iva che spetterebbe invece a loro stessi. I tour operator continueranno a sostenere il costo dell’Iva sulle destinazioni UE sulla parte del proprio guadagno, lasciando a carico delle agenzie il pagamento dell’Iva nella misura del 22% sulla porzione relativa alla commissione».
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L'Abruzzo del turismo tocca un altro record con il raggiungimento della quota di 8,8 milioni di presenze nel 2025: quello delle presenze è solo uno dei dati straordinari di una performance che evidenzia un turismo in continua crescita e un prodotto che ha raggiunto il gradimento della grande utenza.
Ad illustrare i dati turistici per il 2025 è stato il sottosegretario con delega al turismo Daniele D'Amario, accompagnato dai responsabili delle Camere di commercio abruzzesi, Antonella Ballone per la Gran Sasso e Lido Legnini per la Chieti Pescara, "che molto hanno contribuito al raggiungimento di questi risultati".
Rispetto al 2024 i dati turistici del 2025 indicano tutti segno positivo: quello complessivo segna +23,29% sulle presenze e +17,97% sugli arrivi; quello relativo al mercato estero segna +40,67% per le presenze e + 34% per gli arrivi.
"La quota del mercato estero - ha detto il sottosegretario D'Amario - è la nota più positiva perché ci troviamo di fronte ad un fenomeno che cristallizza la percezione di un mercato abruzzese appetibile e qualitativamente di livello.
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Caro Luca nulla da eccepire sul ragionamento di Astoi, ma dal momento che la tua Associazione rappresenta tutti i migliori T.O. è giocoforza rivolgersi a chi li rappresenta e non singolarmente ad ognuno di essi. Mi preme ad ogni modo rammentare che da diversi anni ormai i T.O. hanno scaricato diversi loro costi sulla distribuzione a cominciare dalla stampa dei documenti di viaggio che per essi ha rappresentato un notevole risparmio non solo su carta, toner, tempo dedicato ed eventuali gadget ma anche riguardo al personale di confezionamento e costo del corriere. Ridurre del 22% il ricavo sulle commissioni per il turismo nella Cee è una botta non da poco conto per i bilanci delle Adv. Avete pensato come compensare questa nostra grave perdita ?. Ho l’impressione che spingiate le Adv a tagliarvi fuori costringendole ad organizzarsi in proprio interpellando alla fonte i vari corrispondenti locali se non direttamente le strutture ricettive. Vi rendete conto del rischio ? Grazie per risposta. Ciao. Piero Mollo – Nigella Viaggi
i.to. hanno davvero intenzione di terminare il loro onorato mestiere dopo decenni.non per nulla falliscono uno vi al’altro, perchè le adv, quelle sveglie e intraprendenti, tampo si rivolgono alla fonte, senza q.i., che anzi vengono incamerate, senza richieste impegnative, senza opzioni che durano 10 minuti.Assicurazioni calcolate male…questa è la miglior strada per chiudere bottega, tranne quei due/tre forti e con le spalle…pseudo coperte.per il resto disintermediazione spinta