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30 marzo 2012 07:35
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Agenzia viaggi specializzata in leisure travel e viaggi di nozze seleziona collaboratori adv esterni con proprio portafoglio clienti, per condivisione di solo fatturato/commissioni (gruppi e/o individuali). La partita Iva è gradita ma non requisito essenziale.
Per info e contatti scrivere a: patrizia@perilmondotravel.it
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In Italia, a oggi, le strutture a marchio Hilton sono 108 fra aperte e in apertura. Parte da questo dato di fatto l’analisi di Alan Mantin, vice president develpoment Suothern Europe di Hilton, da 25 anni manager all'interno del gruppo. A livello globale, il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi a 12,03 miliardi di dollari (+7,7%), con un utile netto a 1,46 miliardi di dollari (in calo del 4,8%).
«Si evince facilmente come quello italiano sia un mercato di fondamentale importanza per il gruppo – spiega il manager -. Un mercato tuttavia molto particolare, forte di una tradizione imprenditoriale familiare che si esprime in brand “di collezione". Per questo la proposta del gruppo Hilton è quella di mantenere il nome e la tradizione delle diverse proprietà, utilizzando tuttavia la struttura e le economie di scala garantite da Hilton».
L’obiettivo è quello di incrementare il volume dei repeater grazie al programma di fidelizzazione Hilton Honors, che oggi conta 243 milioni di soci nel mondo. «Il 61% del totale delle nostre camere nel mondo è occupato da repeater – aggiunge Mantin durante il suo intervento al Pambianco Hotellerie summit -. Va infatti sottolineato che i clienti fidelizzati procurano il contributo maggiore all'occupazione media nelle strutture delle catene alberghiere».
Spark by Hilton
In arrivo in Italia anche il marchio di premium economy Spark by Hilton, «brand che intende soddisfare un segmento medio di mercato e quella fascia di popolazione che non può permettersi di superare i mille euro a notte - agginge Mantin -. Sono già stati sottoscritti alcuni contratti, che vedranno la luce nei prossimi mesi».
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[post_content] => Un'offerta diversificata di collegamenti aerei insieme alle infrastrutture dedicate all'aviazione privata consentono alle Maldive di rimanere una destinazione accessibile anche in un momento delicato come quello attuale che inevitabilmente si riversa sul turismo e sulle scelte di viaggio.
Grazie all'ampliamento dei voli commerciali e all'aumento del traffico dell'aviazione privata, l'arcipelago dell'oceano Indiano continua a dimostrare la propria resilienza come destinazione turistica di alto livello, mantenendo la connettività sia per i viaggiatori di lusso che per quelli tradizionali, nonostante le continue interruzioni del traffico aereo nei principali hub mediorientali.
Dati recenti della Maldives Airports Company Limited mostrano un forte aumento del traffico dell'aviazione privata: tra il 28 febbraio e il 14 marzo sono atterrati alle Maldive 128 jet privati, pari ad un aumento del 166% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Le cifre indicano un chiaro cambiamento nelle abitudini di viaggio tra i viaggiatori di fascia alta che cercano un accesso diretto alla destinazione insulare. L'anno scorso le Maldive hanno registrato una media di cinque arrivi di jet privati al giorno nello stesso periodo, con un picco giornaliero di nove velivoli. Quest'anno la media è salita a più di dodici arrivi giornalieri, con un record di 18 jet atterrati solo il 3 marzo.
Anche le compagnie aeree commerciali stanno rispondendo all’evoluzione della domanda di viaggi aggiungendo voli per le Maldive, in risposta alla ricerca da parte dei viaggiatori di soluzioni alternative alle tradizionali rotte via Medio Oriente.
Ad esempio: Edelweiss Air amplierà il collegamento tra Zurigo e Malé: dal 3 aprile all’8 maggio, la compagnia aerea aumenterà la frequenza della rotta da tre a quattro voli settimanali; tra il 12 e il 27 aprile, la frequenza salirà ulteriormente a cinque voli a settimana.
Anche Air India ha annunciato un ampliamento temporaneo delle operazioni internazionali: 78 voli aggiuntivi stanno operando dallo scorso 10 marzo e fino al 18 marzo su nove rotte che collegano Delhi e Mumbai con destinazioni quali Malé, Colombo e i principali hub europei e americani. La compagnia aerea sta impiegando l’Airbus A320neo sui servizi ampliati tra India e Maldive, aggiungendo al network circa 17.660 posti.
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"Dati e strategie innovative per il turismo urbano": questo il titolo della presentazione che, in occasione di Bmt, ha coinvolto l'assessore al turismo e alle attività produttive del comune di Napoli Teresa Armato e la coordinatrice dell’osservatorio turistico urbano del comune di Napoli Valentina Della Corte.
Il successo del turismo a Napoli, con un trend in costante crescita dei flussi turistici, implementazione del turismo europeo e internazionale, e l’aumento delle notti in strutture alberghiere ed extra alberghiere, non è un fenomeno spontaneo e casuale. È piuttosto il risultato di una progettualità ideata e realizzata dell’amministrazione Manfredi, che si è impegnata nella tutela del centro storico Unesco e nella salvaguardia dell’identità di Napoli e ha agito su più fronti.
Il sindaco Gaetano Manfredi ha istituito una task force, coordinata dall’assessore al turismo e alle attività produttive Teresa Armato, per intensificare i servizi (pulizia delle strade, cestini intelligenti, mezzi di trasporto, sicurezza, infopoint turistici, cura del verde, box bagni) a cittadini e turisti. Turismo e cultura hanno lavorato su una programmazione di eventi con grande anticipo, coinvolgendo tutte le municipalità, in un’ottica policentrica che ha fatto scoprire anche luoghi estranei ai circuiti turistici.
I dati
«Iniziamo il 2026 molto bene, registrando un milione 750.000 turisti a gennaio e un milione 700.000 a febbraio. Nel week end di Pasqua le previsioni sono di 400.000 turisti e, sempre in previsione, aprile potrebbe chiudersi con quasi 2.000.000 di presenze. E i numeri sono destinati a rimanere alti tutto l’anno, in vista di Napoli capitale dello sport 2026. L’amministrazione Manfredi si sta impegnando a rendere Napoli città sempre più vivibile per cittadini e sempre più accogliente per i turisti che ormai arrivano tutto l’anno, rompendo il muro che esisteva fino a qualche anno di maggio e dicembre come mesi turistici. Abbiamo migliorato e rafforzato i servizi e siamo riusciti ad accogliere grandi flussi turistici. Ora dobbiamo aumentare questa capacità di accoglienza in vista dell’America’s Cup» dice Armato.
Nel 2025, l’Otu ha registrato a Napoli oltre 20 milioni di presenze turistiche, con una crescita pari al 45% rispetto 2024, confermando una tendenza di aumento costante e una progressiva destagionalizzazione dei flussi, con livelli elevati di presenze anche nei mesi invernali. Dopo il calo del 2020 dovuto alla pandemia, il traffico aereo dell’aeroporto internazionale di Napoli ha registrato una crescita continua: dai circa 4,5 milioni di passeggeri nel 2021 si è passati a oltre 10 milioni nel 2022, più di 12 milioni nel 2023 e oltre 13 milioni nel 2024, con un ulteriore incremento nel 2025.
Il confronto delle presenze turistiche rilevate dall’Otu evidenzia una crescita costante nel periodo 2022-2025, passando da circa 10,7 milioni di presenze nel 2022 a 12,6 milioni nel 2023 e 13,9 milioni nel 2024, fino a superare 20 milioni di presenze nel 2025. Complessivamente, tra il 2022 e il 2025 la crescita dei flussi turistici è pari a circa l'87%. I primi dati del 2026 confermano il consolidamento di questo trend, con valori mensili superiori a 1,6–1,7 milioni di presenze già nei primi due mesi dell’anno. La crescita esponenziale del turismo straniero ha raggiunto livelli mai registrati prima: oltre 40% della composizione dei flussi è stato rappresentato, in alcuni mesi dell’anno, da stranieri.
Per quanto riguarda le provenienze, nel periodo febbraio 2025-febbraio 2026, la domanda turistica è diventata sempre più internazionale. Le principali nazionalità dei turisti stranieri sono: Regno Unito (12,1%), Spagna (11,6%), Francia (10,7%), Germania (9,3%) e Stati Uniti (5,5%). Rispetto al turismo domestico, le principali regioni italiane di provenienza sono: Campania (20,3%), Lazio (16,6%), Lombardia (14,1%), Toscana (6,2%) ed Emilia Romagna (4,9%).
L’interesse per Napoli riguarda sempre più non solo i percorsi culturali tradizionali, ma anche le esperienze urbane, la gastronomia e la scoperta dei quartieri. I flussi turistici si distribuiscono progressivamente anche in aree diverse dal centro storico, come San Ferdinando, Capodimonte, Porto e Vomero, contribuendo a una fruizione più ampia della città.
Le prospettive indicano un ulteriore rafforzamento della domanda turistica nei prossimi anni, sostenuto anche da grandi eventi internazionali. In occasione dell’America’s Cup la città di Napoli aumenterà il suo bacino di utenza turistico di quasi 1 milione di turisti durante il corso dell’anno 2027.
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[post_content] => L’hotel Parma & Congressi, gestito dal gruppo IncHotels, entra in Voco by Ihg, marchio premium del gruppo InterContinental Hotels Group. Il gruppo è già presente a Parma e Reggio Emilia con il brand Holiday Inn Express, sempre gestiti da IncHotels.
Con la posa della nuova insegna Voco Parma & Congressi sulla facciata dell’edificio e il rinnovamento completo delle aree comuni prende forma il primo step del progetto di ristrutturazione che interesserà la struttura nei prossimi anni.
Già punto di riferimento per il mercato business e congressuale locale, l’hotel diventa la quarta struttura Voco attiva nelle principali destinazioni italiane e la prima in Emilia Romagna.
«L’ingresso dell’hotel Parma & Congressi nel mondo Voco rappresenta per noi un passaggio strategico molto importante - commenta Emio Incerti, presidente del gruppo IncHotels -. Significa portare a Parma uno standard internazionale di ospitalità mantenendo però il forte legame con il territorio. Il nostro obiettivo è far crescere ulteriormente questa struttura come punto di riferimento per il turismo business, congressuale e per i grandi eventi che sempre più scelgono Parma e l’Emilia».
L’operazione rappresenta un valore aggiunto per l’intero territorio: Parma vive infatti una fase di forte espansione turistica e fieristica, oltre a un crescente interesse da parte delle aziende verso location fortemente identitarie e radicate in un territorio simbolo di eccellenza gastronomica e paesaggistica.
L’ingresso nel mondo Voco non rappresenta solo un cambio di brand, ma un salto di posizionamento: il progetto prevede una ristrutturazione articolata in più fasi, che coinvolgerà progressivamente camere, aree comuni e servizi, con l’obiettivo di elevare ulteriormente standard qualitativi, design e innovazione tecnologica.
Il restyling in più fasi
La prima fase, completata a febbraio, ha interessato il restyling di hall, reception e ristorante, la ristrutturazione di 53 camere e la realizzazione di un nuovo Lounge Bar, spazio polifunzionale dedicato a colazioni, coffee break, aperitivi e momenti di socialità serale.
Con 166 camere tra standard, superior e suite, 16 sale meeting modulari, ristorazione per 600 coperti e un auditorium da 450 posti, la struttura conferma la propria vocazione congressuale, rafforzando il ruolo di Parma come hub per eventi aziendali, meeting e grandi appuntamenti professionali.
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[post_content] => Turkish Airlines archivia il 2025 con ricavi totali in crescita del 6,3% su base annua, per 24,1 miliardi di dollari Usa, sostenuti dal forte contributo delle operazioni da trasporto passeggeri. Infatti, i soli ricavi passeggeri sono cresciuti del 7,4%, trainati dalla domanda nei segmenti internazionale e premium.
La flessione dei rendimenti unitari cargo, riconducibile al rallentamento dei volumi del commercio globale e all’impatto delle tariffe doganali, è stata compensata da un incremento del 16,6% dei volumi trasportati, con ricavi cargo pari a 3,4 miliardi di dollari. In un contesto caratterizzato da pressioni inflattive sui costi e criticità tecniche legate ai motori, l’utile dalle attività principali si è attestato a 2,2 miliardi di dollari.
«Nonostante un contesto operativo eccezionalmente complesso e imprevedibile - ha commentato Ahmet Bolat, chairman of the board and the Executive Committee di Turkish Airlines (nella foto) - i risultati finanziari conseguiti nel 2025 dimostrano ancora una volta la nostra capacità di adattamento a condizioni commerciali e geopolitiche in rapida evoluzione, grazie a una struttura dei ricavi diversificata. In linea con i nostri obiettivi di creazione di valore nel lungo termine, gli investimenti realizzati e le partnership strategiche attivate nel corso del 2025 rappresentano tappe fondamentali nell’espansione della nostra presenza globale e nel percorso verso la visione del centenario»
Nel 2025 l’ebitdar si è attestato a 5,7 miliardi di dollari, con un margine del 23,7%, superiore al valore mediano del target definito a inizio esercizio. Il mantenimento della solida performance anche nei primi mesi del 2026 consente di stimare un margine ebitdar per l’anno in corso compreso tra il 22% e il 24%, in linea con gli obiettivi strategici di lungo periodo della compagnia.
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[post_content] => Il panel “La potenza del cinema nella narrazione dei territori” ha celebrato il potere delle immagini che rendono l’Italia protagonista sullo schermo e ha raccontato il ruolo delle Film Commission per il cinema, per il territorio e anche per il turismo.
«Una Film Commission è una struttura regionale che permette di presentarsi al mondo in forma coordinata, come sistema paese. - spiega Antonio Parente, dell’Apulia Film Commission - Abbiamo uniformato il modo di parlare con i produttori e unito gli strumenti finanziari e organizzativi per supportare shooting e sopralluoghi. Dopo un lungo lavoro condiviso oggi abbiamo 20 Film Commission in 21 regioni, operative e connesse. Quando arriva un produttore americano non si chiede dove sia il confine tra una regione e l'altra, lui vuole rendere economica e sostenibile la sua operazione. E noi agevoliamo il suo lavoro: aiutiamo le regioni a definire un supporto sostanziale con diversi servizi da un punto di vista economico e formale. Che si tratti di pubblicità, film, serie o lungometraggi d’autore».
Nel corso degli anni molte regioni italiane si sono trasformate da semplici location in ecosistemi produttivi permanenti, che attraggono produzioni anche internazionali, generando occupazione qualificata e attivando le filiere locali. Parlando del lavoro di ogni Film Commission Paolo Manera, della Film Commission Torino Piemonte, sottolinea: «Seguiamo tutte lo stesso modus operandi, con uno schema in cinque fasi. La prima è la “comunicazione”, quindi facciamo un grande lavoro per raccontare alle realtà locali - dalle scuole alle associazioni commercianti - quello che accadrà realizzando del materiale per il grande schermo, per le piattaforme e per i social media e quale sia il valore della ricaduta economica. Poi c’è la fase dei “sopralluoghi”, poi c’è il momento delle “riprese” e anch’esso crea turismo. Ben 5000 persone sono accorse per seguire lo shooting di Fast & Furious e potete immaginare le decine di telefonate di protesta... Fase quattro l’”uscita”: facciamo tante serate e anteprime per raccontarci e per fare in modo che tutti quelli che hanno lavorato alla realizzazione del film rivivano in una grande festa non le difficoltà delle interruzioni del quotidiano, ma le emozioni vissute. L’ultima fase, la quinta, è il farci promotori, come Film Commission, di mostre fotografiche, incontri con le scuole e iniziative che diventino cineturismo. A quel punto serie come Lidia Poët o Elisa di Rivombrosa - che sono stati i nostri cult - trovano un senso, perché diventano parte di un percorso; con questo sguardo abbiamo realizzato il portale “Italy for Movies”, che racconta il territorio italiano attraverso siti divenuti iconici grazie al cinema».
Parlando dell’equilibrio tra le produzioni cinematografiche e le esigenze del territorio Michaela Guenzi, della Fondazione Lombardia Film Commission, spiega come si tratti di un lavoro di grande diplomazia: «Ci cerchiamo vicendevolmente perché al produttore servono i nostri servizi sul territorio, mentre a noi servono i produttori e le loro storie proprio per raccontare il territorio, che - a seconda dei casi - può diventare contenitore o protagonista. Le Film Commission sono al centro del dialogo tra le istituzioni che gestiscono un patrimonio e i produttori che lo devono utilizzare. Noi come Lombardia Film Commission e territorio siamo giovani ma camaleontici per l’audiovisivo. A Milano abbiamo i tombini di Diabolik, a Pavia le Aquile Randagie di Gianni Aureli, a Crema Call Me By Your Name, al Campo dei Fiori di Varese il remake di Suspiria di Guadagnino».
«In Toscana abbiamo dovuto svincolarci dall'idea che il cinema potesse essere un'utile ancella ai fini turistici, perché il nostro scopo è l’arte cinematografica. - afferma Stefania Ippoliti di Toscana Film Commission - Dipendiamo molto dagli assessorati alla cultura, che collaborano con lo sviluppo economico e con la parte imprenditoriale delle industrie coinvolte dal cinema e anche con la parte turistica. La Toscana è una terra scelta da secoli dai visitatori di tutto il mondo, quindi non è facile dimostrare che aver accolto una certa produzione abbia prodotto un nuovo flusso di visitatori o abbia raggiunto un preciso target di pubblico. Quando abbiamo mosso i primi passi come Film Commission abbiamo dovuto prendere le misure sia per noi stessi che per i nostri interlocutori politici e capire dove potessimo dare il meglio».
E, ancora, l’esempio dell’Apulia Film Commission «È stata istituita nel 2008 - ricorda Antonio Parente - All’inizio abbiamo sottolineato la connotazione geografica e la bellezza del paesaggio, restituendo anche la regione all’Italia come luogo di vacanza, ma poi abbiamo visto come differenti prodotti audiovisivi possano ribaltare la nostra percezione dei luoghi. Penso alla trilogia salentina di Fernan Özpetek, che celebra la bellezza del barocco leccese e ha attirato tanti turisti americani per il riconoscimento che l’autore e regista ha avuto al al Tribeca Film Festival di New York. Anche Le indagini di Lolita Lobosco hanno ribaltato la percezione di Bari da parte dell’Italia».
I numeri del settore
In chiusura alcuni dati: il “Media tourism” - che spazia dal grande schermo alle piattaforme, fino ai social media - è un fenomeno misurabile. Secondo una ricerca di Jfc Tourism & Management in Italia genera circa 600 milioni di euro l’anno e 1,3 milioni di pernottamenti direttamente collegati a film e serie, oltre a 11 milioni di visite giornaliere nei luoghi delle produzioni: è il fenomeno del cosiddetto set-jetting. Guardando, in particolare, alla Toscana e alla Puglia, tra il 2023 e il 2025, la Toscana Film Commission ha registrato circa 150 produzioni l’anno, con un indotto economico medio di 10 milioni di euro annui. Le province più scelte sono state Firenze, Pisa, Lucca e Siena, che hanno ospitato produzioni come I Delitti del Barlume, Disclaimer, The Brutalist, Fbi International e Il Mostro. Mentre in Puglia, secondo l’Apulia Film Commission, tra il 2020 e il 2024 139 produzioni hanno generato 79,6 milioni di indotto diretto e 160 milioni di indotto indiretto. Ad esempio: le 50 giornate di lavorazione girate a Taranto de Il Commissario Ricciardi, hanno prodotto 1,66 milioni di euro di spesa locale.
(Chiara Ambrosioni)
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Procedoni, con il varo della passerella ciclopedonale di attraversamento del torrente Isolone nel comune di Fosdinovo (Ms), i lavori per la realizzazione del lotto prioritario della Ciclovia Tirrenica tra Ventimiglia e Sarzana.
L’opera, realizzata dalla regione Liguria quale soggetto attuatore, prevede nel tratto ligure un’infrastruttura lunga 13 chilometri attraverso i Comuni di Sarzana, Castelnuovo Magra e Luni, mentre in Toscana, grazie ad un accordo tra le due regioni, saranno realizzati ulteriori 2 chilometri con un finanziamento della regione Toscana di 1,16 milioni di euro.
«La realizzazione di questa passerella ciclopedonale sull’Isolone, collegata alla ciclovia Ventimiglia-Sarzana - spiega il presidente della egione Toscana Eugenio Giani - rappresenta un investimento importante anche per la Toscana. Si tratta infatti di un’infrastruttura essenziale per connettere in modo sostenibile territori di grande valore paesaggistico e storico. Con oltre un milione di euro finanziamo un’opera che unisce mobilità dolce, tutela del paesaggio e valorizzazione del patrimonio locale. Sono lieto anche della collaborazione con la regione Liguria, stazione appaltante sia per la parte dell’opera realizzata nel proprio territorio, che per il tratto Toscano dell’infrastruttura. Attendo con ansia il termine dei lavori, certo che attraverso investimenti di questo tipo si possa incentivare quel turismo ecosostenibile e diffuso che rappresenta un vero motore di sviluppo per territori di incantevole bellezza ma ancora decentrati rispetto ai grandi flussi turistici».
«La ciclovia Tirrenica rappresenta una delle più importanti arterie di mobilità ciclabile del panorama nazionale e regionale – aggiunge l’assessore regionale alle infrastrutture Filippo Boni – la bellezza e la varietà del percorso la rendono particolarmente interessante ed attrattiva anche dal punto di vista dell’escursionismo o del cicloturismo. La Toscana ha scelto da tempo di investire nel potenziamento dei grandi itinerari ciclopedonali, per valorizzare tutti i suoi territori ed incentivare una reale scoperta dell’identità toscana».
«Il varo di questa struttura - commenta il presidente della regione Liguria Marco Bucci - è un ulteriore tassello di questo grande e importante lavoro ed è soprattutto la testimonianza della collaborazione tra la Liguria, che ha realizzato i lavori, e la Toscana, che ha stanziato le risorse necessarie, con il comune obiettivo di completare un’opera complessivamente di grande valore per il paese in termini di mobilità sostenibile e di tutela dell’ambiente, oltre che di appeal turistico».
«Questa passerella ciclopedonale fa parte del più ampio Lotto Prioritario di cui Regione Liguria è soggetto attuatore per 44,83 chilometri complessivi su tutto il territorio, di cui 13 chilometri nello spezzino – conclude l’assessore alle infrastrutture della regione Liguria Giacomo Raul Giampedrone - dove la ciclovia corre principalmente lungo il Canale Lunense, che attraversa la bassa valle del fiume Magra, tra Liguria e Toscana. Tutti gli interventi procedono nei tempi previsti: stiamo lavorando per fare in modo che il percorso ciclopedonale sia pronto entro marzo 2026, nel rispetto delle scadenze del Pnrr, e poi percorribile dopo l’indispensabile fase di collaudo».
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[post_content] => Il Vietnam viaggia spedito verso la conclusione di un 2025 da record per numero di arrivi internazionali: secondo i dati diffusi dall'Ufficio Nazionale di Statistica (Ministero delle Finanze), il paese ha infatti totalizzato oltre 19,1 milioni di visitatori internazionali nei primi 11 mesi di quest'anno, pari ad una crescita del +20,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il dato rappresenta il livello più alto mai registrato, che supera i 18 milioni di visitatori del 2019, prima cioè della pandemia.
Nel solo mese di novembre 2025, il Vietnam ha accolto quasi 2 milioni di visitatori internazionali, con un aumento del 14,1% rispetto al mese precedente e del 15,6% rispetto a novembre 2024.
Le performance dei singoli mercati
Tra gennaio e novembre 2025, la Cina ha registrato un aumento del 43,1% su base annua; molto bene anche Giappone e Stati Uniti che hanno centrato una crescita rispettivamente del 15% e dell'8,4%, mentre la Corea del Sud ha segnato un leggero calo (-4,6%).
I mercati europei hanno continuato a crescere costantemente, riflettendo l'impatto dell'estensione delle esenzioni dal visto. Tra le performance più significative spiccano quelle dell'Italia con un +21,3%, e poi del Regno Unito (+20,7%), Francia (+21,4%), Germania (+16,6%). Tassi di crescita inferiori, ma sempre consistenti, anche per Spagna (+5,8%), Danimarca (+12,1%), Svezia (+15,9%), Norvegia (+19,6%), Polonia (+41,7%), Svizzera (+17,1%), Repubblica Ceca (+0,1%).
I mercati del Sud-Est asiatico hanno registrato forti aumenti: Filippine (+84,0%), Cambogia (+48,5%), Laos (+30,5%), Malesia (+15,7%), Indonesia (+13,8%), Singapore (+12,9%), Thailandia (+10,0%). Anche l'India ha registrato un aumento del 47,2%, mentre l'Australia è cresciuta del 12,8%.
Da segnalare, in particolare, l'ottimo andamento dei flussi turistici provenienti dai mercati a lungo raggio nel solo mese di novembre: i mercati nordamericani hanno registrato un +30,5% rispetto al mese precedente, mentre il Canada ha registrato un aumento del 55,9%. Anche gli arrivi dall'Europa hanno registrato un forte aumento con gli arrivi dall'Italia a +89%, a conferma del forte appeal del Vietnam durante l'alta stagione di fine anno.
Recentemente l'Unwto ha posizionato il Vietnam tra le destinazioni turistiche in più rapida crescita al mondo, insieme al Giappone.
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[post_content] => Prima volta oltre i 600.000 passeggeri per Toscana Aeroporti nel mese di novembre - 613.000 per la precisione - nei due scali di Firenze e Pisa.
Si tratta di un incremento del +10,4% sul novembre 2024, con crescita del segmento di traffico internazionale (+16,6%) che compensa la flessione del traffico domestico (-5,8%). Ma soprattutto, al 30 novembre 2025, il Sistema aeroportuale toscano ha già superato il totale dei passeggeri transitati nell'intero 2024.
Pisa e Firenze insieme hanno raggiunto i 9,2 milioni di passeggeri con un incremento del +8,4% sul 2024.
In particolare, il Vespucci di Firenze registra il miglior novembre della sua storia con 265.000 passeggeri movimentati, per un incremento del +11,6% sul 2024. In forte crescita il segmento di traffico internazionale (+17,1%) che ha più che compensato la contrazione del segmento domestico (-15,7%). Le rotte maggiormente trafficate a novembre confermano Parigi al primo posto, seguita da Londra, Barcellona, Amsterdam e Madrid. In pratica Firenze ha già superato - al 30 novembre 2025 - il totale dei passeggeri transitati nel 2024, con 3,6 milioni di passeggeri e una crescita del +9,5%.
Ed è traffico record anche per il Galilei di Pisa, che centra il suo miglior novembre con 348.000 passeggeri transitati e un aumento del +9,5% sul 2024. Andamento similare per il segmento di mercato internazionale (+16,1%) che si contrappone alla flessione di quello nazionale (-2,2%). Tirana conquista il primato delle rotte più servite, seguita da Londra, Palermo, Catania e Bari. Al 30 novembre 2025, lo scalo pisano ha oltrepassato il totale dei passeggeri transitati nel 2024 con 5,6 milioni passeggeri (+7,7% rispetto allo stesso periodo del 2024).
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