19 dicembre 2011 09:54
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Affermata agenzia viaggio operante nella parte settentrionale del lago di Garda,cerca responsabile agenzia con pluriennale esperienza anche nella gestione reparto gruppi da inserire nell’organizzazione dell’agenzia con mansione direzionale nelle attività operative, organizzative, commerciale e di contatto clienti, operatori, ecc. Richiesta provata esperienza maturata presso aziende turistiche o agenzie viaggi in dette mansioni. Preferenza candidature motivate ad acquisire l’attività, gestirla e prenderla in affitto. L’offerta prevede inserimento in dinamica e consolidata organizzazione con posizione ad elevato contenuto professionale e concrete possibilità di affermazione anche autoimpreditoriale. Telefonare ore pasti 335 1331244 o meglio inviare email a tario1@teletu.it
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[post_content] => La campagna di promozione turistica di Bayreuth per il 2026 è fondata su tre W: la prima indica “Wagner” e la cultura musicale, la seconda è “Wilhelmine”, che ebbe la capacità di trasformare una cittadina di provincia in una capitale europea, quindi la W di “Wurst e Weissbier”, simboli della tradizione gastronomica locale.
Quest’anno Bayreuth celebra il 150° anniversario del Festival Musicale creato da Richard Wagner nel 1876. L’evento impatta in modo significativo sull’offerta turistica della città, che ha in serbo tante sorprese per il suo visitatore. Bayreuth, 75.000 abitanti di cui 13.000 studenti, ha un ampio respiro culturale, ma è a misura d’uomo. Kilian von Chamier, tm Bayreuth, inizia la sua presentazione proprio da Richard Wagner e dal suo festival: «Il Festival di Bayreuth è uno degli eventi più influenti della storia del teatro musicale internazionale ed è interessante scoprire come è iniziato tutto. Bisogna seguire Wagner quando, alla fine del 1849, dovette lasciare Dresda per le sue idee radicali e si rifugiò in Svizzera con la moglie Cosima. A Zurigo e, poi, a Lucerna iniziò a comporre la tetralogia de L’anello del nibelungo. Pensò anche a dove eseguirla: Wagner non cercava un semplice teatro, ma un luogo adatto a realizzare la sua visione artistica. Non voleva semplicemente mettere in scena l'opera, voleva creare un'esperienza totale. Cosima capitò per caso a Bayreuth e vide una città ricca di cultura, che aveva un'importante traduzione culturale e teatrale anche grazie a Wilhelmine, la figlia di Federico Guglielmo I che, nata nel 1709, sposò il principe ereditario Federico di Bayreuth e plasmò la città secondo la sua visione personale, facendone un centro culturale barocco internazionale.
Wilhelmine risvegliò la predisposizione della città realizzando palazzi, giardini, castelli, musei e teatri e ideò la costruzione dell’Opera dei Margravi, il più grande teatro di corte del XIX secolo. Fu proprio la presenza del fastoso teatro, patrimonio Unesco dal 2012, a mostrare a Wagner che Bayreuth era il posto giusto per realizzare il proprio Festival. Ma il teatro doveva avere delle precise caratteristiche: venne costruito su una collina, in legno e senza decorazioni, e la musica era protagonista. Era una perfetta cassa armonica dall’acustica eccezionale. Wagner l’aveva pensato provvisorio, invece il Festspielhaus di Bayreuth è ancora in uso e l’esperienza di ascolto è unica, sembra di essere nel cuore di uno strumento musicale. Queste caratteristiche vengono preservate grazie a delle regole precise: il Festival si tiene solo in estate e non c’è il riscaldamento, che potrebbe alterare il legno.
Quest’anno il Festival di Bayreuth si aprirà sabato 25 luglio con l’esecuzione della IX Sinfonia di Beethoven - l’opera che lo stesso Wagner diresse nel 1872 per celebrare la posa della prima pietra - quindi il 26 luglio, per la prima volta nella storia, si potrà ascoltare il Rienzi oltre alle 10 principali opere del compositore. Le esecuzioni musicali proseguiranno fino al 26 agosto. In questo 2026 le 6 settimane del festival si ampliano in un anno di celebrazioni: concerti, conferenze, performance e workshop. Bayreuth si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto; dalla verde collina dove si trova il teatro prenderà il via il Richard Wagner Street Festival, un percorso di musica, arte e cultura che arriverà fino in centro città e proprio per questo il New York Times ha inserito Bayreuth nei “52 places to go” per il 2026.
Quest’anno ricorrono anche i 50 anni del Museo di Wagner: allestito all’interno di Villa Wahnfried, già residenza della famiglia Wagner e ultima dimora del compositore e della moglie Cosima, che sono qui sepolti. L'edificio è un centro di ricerca internazionale: ospita l'archivio nazionale della Fondazione Richard Wagner, la più grande collezione al mondo di manoscritti, partiture e lettere dell’artista. Anche la villa diventerà un palcoscenico per esperienze musicali di altissimo livello, offrendo l'occasione di ascoltare la musica proprio dove Wagner la scrisse. Il museo è collegato alla Festspielhaus dalla Walk of Wagner: un percorso scandito da 20 sculture dorate realizzate dall'artista Ottman Hörl. La storia della presenza di Wagner collega i luoghi più importanti del centro storico di una destinazione dove si intrecciano storia, arte e cultura. L’ultima W è proprio quella legata al cibo e alla birra. - conclude von Chamier - Bayreuth è nell’Alta Franconia, una regione dove si trovano più di 200 birrifici che producono 2.000 tipi diversi di birra; per questo la cultura della birra riveste un'importanza fondamentale, dal punto di vista commerciale, ma anche storico e sociale».
Chiara Ambrosioni
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[post_content] => L'aggiornamento della Farnesina sulla situazione degli italiani ancora presenti in Medio Oriente ha posto l'accento sui nuovi voli in partenza dal Golfo e sul rafforzamento del personale alle sedi di Abu Dhabi e Dubai.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che in seguito alle notizie fornite dalle sedi diplomatico-consolari sulle esigenze nell’area, è stato deciso «un ulteriore rafforzamento del personale della Farnesina in Oman ed Emirati Arabi Uniti: le nuove unità si aggiungono al personale che è già stato schierato in Oman nell’aeroporto di Mascate e alle frontiere con gli Eau».
Dagli Emirati Arabi Uniti, «nella giornata odierna (ieri per chi legge, ndr) è previsto il rientro complessivo di 1.250 connazionali. In particolare, nella notte è partito un volo Emirates per Milano; in mattinata un volo FlyDubai per Bergamo; nel pomeriggio un volo Etihad per Milano; in serata due aerei diretti a Roma e in tarda nottata un ulteriore charter FlyDubai.
In Qatar è stato facilitato il primo trasferimento via terra da Doha a Riad di 114 persone. Si sta lavorando all’organizzazione di ulteriori passaggi nei prossimi giorni. Dal Kuwait 10 persone hanno già raggiunto via terra l’Arabia Saudita. Anche dal Bahrein, 14 connazionali che ne hanno fatto richiesta già stati accompagnati alla frontiera verso Riad.
In Arabia Saudita sono state accolte ai confini circa 150 persone, incluse particolari situazioni vulnerabili con assistenza particolare. Il rientro proseguirà con voli di linea e charter.
In Oman continua il coordinamento per accogliere connazionali in transito anche dagli Emirati Arabi Uniti. È previsto a breve l’arrivo di ulteriori 160 persone che proseguiranno poi il viaggio verso l’Italia.
In Israele sono circa 200 i connazionali attualmente monitorati; si sta valutando l’eventuale accompagnamento alla frontiera, anche attraverso l’Egitto.
Alle Maldive sono giunti rinforzi da Colombo per assistere i connazionali e sono stati consegnati medicinali salvavita trasportati dal personale dell’Ambasciata. Ventiquattro connazionali rientreranno via nave con successivo transito da Mauritius grazie alla preziosa collaborazione di Costa Crociere. Domani 60 persone fragili partiranno con un volo Neos. Attualmente 150 connazionali si trovano in aeroporto, mentre altri sono dislocati sulle isole.
In Thailandia sono in aumento le richieste di rientro: l’Ambasciata ha raccolto circa 500 richieste di assistenza ed elaborato liste di priorità sulla base di condizioni sanitarie e situazioni di vulnerabilità.
Grazie al “Meccanismo europeo di protezione civile” l’Italia ha fatto applicare alle compagnie voli a prezzi speciali per i connazionali presenti nelle aree coinvolte dalla crisi».
Infine, a ieri, il numero di chiamate gestite in Italia dall’Unità di Crisi ha superato quota 14.000. Rimane sempre valido l'invito della Farnesina a registrarsi sull’app Viaggiare Sicuri o sul sito www.dovesiamonelmondo.it per ogni aggiornamento sugli sviluppi nella regione, che sarà comunicato attraverso questi canali istituzionali.
«I cittadini non registrati sui siti del Ministero non riusciranno a ricevere le comunicazioni che l’Unità di Crisi, le Ambasciate e i Consolati sono in grado di inviare per aggiornare le indicazioni sui voli e sulle indicazioni di sicurezza».
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[post_content] => Sono numerosi gli italiani che visitano Monaco, capitale della Baviera: dei 20 milioni di presenze registrate l’anno scorso - con un soggiorno medio di 2,1 giorni - gli italiani sono stati 658.590 (in crescita del 12,3%); i 300.271 arrivi indicano un aumento del 10,8% e fanno dell’Italia il 2°mercato di turisti non di lingua tedesca dopo gli Stati Uniti. «Monaco ama gli italiani e c’è molta italianità. - sottolinea Christian Valentini di München Tourismus - Nell'immaginario collettivo la città è simboleggiata dall’Oktoberfest, da brand come la Bmw o la squadra del Bayern Monaco, dai mercatini di Natale allestiti nella centrale Marienplatz e dalla cultura dei Biergarten estivi, i giardini della birra che sono un importante fattore socializzante.
Per promuovere la scoperta di Monaco prosegue la campagna pensata dall’ente del turismo “Local Love Munich/Amore per i quartieri”, che ha l’obiettivo di decongestionare il centro città spostando i visitatori in aree diverse dove si incontrano storia e autenticità.
I quartieri di Monaco
«Per favorire la conoscenza dei quartieri sono stati nominati degli ambasciatori e vengono organizzate delle interessanti visite guidate in prossimità delle grandi ferie pasquali ed estive. L’Altstadt è l’iconico quartiere della città vecchia, noto per la Marienplatz con il famoso Glockenspiel - il carillon meccanico della Rathaus/Municipio - e anche per il Viktualienmarkt, un mercato alimentare all’aperto dove degustare piatti locali e incontrare rinomati chef stellati che fanno la spesa. Stiamo anche sviluppando la tematica della Cultura della Birra a Monaco e del suo impatto sullo sviluppo del territorio dal punto di vista storico, politico, economico e culturale organizzando delle visite guidate con degustazioni nei locali storici. Si può scoprire, tra l’altro, che all’inizio dell’800, quando bruciò l’Opera di Monaco, fu ricostruita grazie a una tassa sulla birra applicata dal re di Baviera. Il birrificio Hofbräuhaus era fornitore esclusivo della corte e proprietà della corona; oggi è gestito dallo Stato Bavarese. Abbiamo anche un Museo della Birra che illustra la storia della birra e dell’Oktoberfest. Nella Altstadt si trova la Bayerische Staatsoper, l’Opera di Stato che quest’anno celebra i 150 anni della prima rappresentazione de L’anello del nibelungo di Richard Wagner eseguendo la tetralogia e rivelando, poi, ai visitatori i tra i suoi spazi e il backstage. A fianco dell’Opera in stile italiano si trova la Rensidenza Reale, al cui interno c’è un gioiello in stile rococò di fine ‘700: il Teatro Cuvilliés.
Il vicino quartiere di Glockenbach è una zona trendy fatta di moda, design, shopping e cinema. Il suo cuore è nella Gärtnerplatz, su cui si affaccia il secondo Teatro dell'Opera di Monaco: il Gärtenplatz Theater, il tempio dell’operetta che si può visitare. Il vivace Glockenbach è un quartiere inclusivo, dove risiede la comunità Lgbtqia+ di Monaco: una delle più importanti in Germania e nel mondo. Nel Glockenbach hanno vissuto Freddy Mercury e il noto regista Rainer Fassbinder.
Più a sud della città si trova il quartiere Schlachthof, che ha preso il nome dal vecchio mattatoio. In quest’area alcuni creativi hanno realizzato degli spazi alternativi e curiose location per eventi, come una barca dei laghi bavaresi trasformata in bar. Nel Schlachthof si trovano anche il Volkstheater - un teatro popolare in lingua tedesca - una Wall of fame per la Street-art e il mercato pubblico, gestito principalmente da italiani. Per i nostri ospiti è disponibile una pratica welcome card con diverse opzioni, anche gratuite, che permettono di visitare le attrazioni turistiche di Monaco. La card digitale, disponibile per singoli e per gruppi, include anche un comodo biglietto per il servizio di trasporto pubblico che arriva fino all'aeroporto della città».
(Chiara Ambrosioni)
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[post_title] => Monaco di Baviera: il fascino di una capitale da scoprire attraverso i suoi quartieri
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[post_content] => Taglio del nastro per la nuova wing del Terminal di Milano Linate Prime con nuove aree per l’accoglienza di passeggeri e l’ampliamento delle aree di parcheggio.
L’intervento, avviato nel dicembre 2024, introduce spazi più confortevoli e funzionali per passeggeri ed equipaggi, con flussi separati e maggiore privacy. L’ampliamento si inserisce nella strategia di crescita di Sea Prime (che con il brand Milano Prime è il primo operatore italiano nel settore Business & General Aviation), che nel 2025 ha gestito 35,9 mila movimenti di business aviation, con un incremento del 7% a Milano Linate Prime rispetto al 2024 e una delle più alte crescite in Europa. Nei primi mesi del 2026, spinti anche dall’effetto Olimpiadi, il traffico ha accelerato il trend di crescita del +13,5% rispetto al 2025, con picchi di oltre 130 movimenti giornalieri.
Nella nuova wing sono state realizzate nove lounge con pareti vetrate, affacciate sul piazzale aeromobili e sul lato landside per complessivi 2.000 metri quadri. Gli spazi sono stati assegnati a primari operatori di business aviation italiani ed internazionali, che le personalizzeranno in base ai propri standard architettonici e di servizio.
Il progetto ha previsto anche il restyling delle infrastrutture esistenti, con la creazione di nuovi spazi e l’ampliamento delle bussole di ingresso per una migliore accessibilità.
Dal punto di vista ambientale, la nuova wing è stata progettata con un approccio improntato alla sostenibilità: l’intervento ha rigenerato le strutture esistenti, tra cui la campata di un hangar di ricovero degli aeromobili, integrandole con sistemi ad alta efficienza energetica, pannelli fotovoltaici, climatizzazione a basso impatto e un sistema di gestione dell’aria che monitora i livelli di CO2 per ottimizzarne il ricambio.
«Con l’inaugurazione del nuovo terminal di Milano Linate Prime confermiamo l’impegno del Gruppo Sea nello sviluppo infrastrutturale e nel rafforzamento della competitività del sistema aeroportuale milanese, consolidando ulteriormente il nostro posizionamento in un segmento ad alto valore strategico come la business aviation» ha dichiarato Armando Brunini, ad e direttore Generale Sea -. Questo intervento è parte integrante della nostra visione industriale: investire in qualità, innovazione e sostenibilità per accrescere l’attrattività e la competitività del territorio».
«L’inaugurazione del nuovo Terminal di Linate Prime nell'anno delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina, che fa seguito agli interventi di restyling realizzati a Linate Prime in occasione di Expo2015, alla costruzione di due nuovi Hangar e all’apertura del terminal di Malpensa Prime conferma il nostro impegno nel rispondere alla crescente domanda di servizi e infrastrutture d’eccellenza per la business aviation, consolidando il ruolo di Milano Prime come porta d’accesso privilegiata a Milano e alla Lombardia» ha sottolineato Chiara Dorigotti, ad e direttore generale di Sea Prime.
Il presidente Enac, Pierluigi Di Palma, ha inoltre aggiunto: «Il nuovo terminal si inserisce nel contesto di sviluppo di un segmento strategico della nuova mobilità aerea voluta da Enac, volta a potenziare il network di collegamenti aria-aria, per generare un significativo indotto economico per il territorio, nel pieno rispetto degli standard di sostenibilità ambientale, prevedendo anche la trasformazione degli scali in poli multifunzionali, che integrano le prestazioni di trasporto aereo con attività collaterali e con servizi di accoglienza avanzati».
[post_title] => Sea Prime: dopo il boom di traffico 2025 apre i battenti la nuova ala di Milano Linate Prime
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[post_content] => Airbnb ha stanziato 10 milioni di dollari a favore di oltre 130 organizzazioni non profit in 25 Paesi, supportando realtà impegnate in tutto il mondo. L’iniziativa fa parte del Community Fund, il progetto lanciato nel 2020 pensato per sostenere le comunità locali, che entro il 2030 avrà distribuito complessivamente 100 milioni di dollari.
Gli host di Airbnb sono legati ai propri territori. Ogni anno, la community collabora con l’azienda per individuare le principali aree di intervento e le organizzazioni non profit che riceveranno i fondi. Quest’anno i membri dell’Host Advisory Board hanno selezionato alcuni ambiti: emancipazione economica, turismo sostenibile e rurale, sostenibilità ambientale, contrasto ad abusi e sfruttamento.
In Italia
In Italia, tra le organizzazioni che riceveranno i contributi rientrano l'associazione Friends Of Naples Ets, l'associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, la fondazione Angeli del Bello – Onlus, la fondazione museo Barca Lariana, il Fai, Linaria.
Giorgio Moretti, Presidente dellafondazione Angeli del Bello, ha spiegato: «Anche grazie a questo importante contributo, gli Angeli del Bello potranno continuare a prendersi cura della città di Firenze, rendendola un luogo ancora più piacevole in cui vivere e da visitare».
«Con Friends of Naples uniamo la forza, l’energia e l’entusiasmo di chi ama profondamente questa città straordinaria: persone che credono che Napoli meriti di essere curata, protetta e tramandata — perché il suo patrimonio artistico è davvero unico al mondo. Grazie al contributo di tutti, vogliamo che Napoli continui a splendere in tutta la sua bellezza, raccontando la sua storia e ispirando chi la vive e chi la ama, oggi e in futuro”, ha aggiunto Alberto Sifola di San Martino, presidente di Friends of Naples.
Cinzia Nadalini, membro dell’host advisory board dall’Italia, che ha candidato la fondazione museo Barca Lariana, ha spiegato: «Sono profondamente impegnata nella tutela del patrimonio della mia regione e la barca è, prima di tutto, uno dei simboli più distintivi della storia, delle tradizioni e dell’identità culturale del lago di Como. Il museo preserva e fa rivivere la tradizione nautica del territorio, celebrando i cantieri e le imbarcazioni costruite qui e che navigano queste acque da secoli. Questo museo può contribuire a redistribuire il turismo lontano dalle aree più sovraffollate e, allo stesso tempo, far conoscere ai visitatori le ricche tradizioni culturali del territorio»
Ad oggi, il Community Fund di Airbnb ha distribuito oltre 46 milioni di dollari a più di 640 organizzazioni in quasi 70 paesi.
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[post_content] => A meno di nove mesi dall'avvio della procedura di Chapter 11 negli Stati Uniti, Azul ha ufficialmente completato il processo di ristrutturazione finanziaria, approvato dal tribunale federale di New York nel dicembre 2025.
La compagnia aerea brasiliana dichiara di aver ridotto di circa 2,5 miliardi di dollari i propri debiti e obblighi, a seguito di un piano di riorganizzazione condotto con i principali obbligazionisti, locatori di aeromobili – tra cui AerCap – e partner industriali.
Nonostante il passaggio sotto supervisione giudiziaria, la compagnia ha mantenuto la maggior parte delle sue attività commerciali. Nel 2025, Azul ha trasportato circa 32 milioni di passeggeri, operato circa 800 voli al giorno, vantato un tasso di puntualità di circa l'85% e raggiunto un record interno di traffico, senza interruzioni significative del servizio.
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Con un bilancio risanato e una leva finanziaria notevolmente ridotta, Azul si concede margini di manovra per investire nella modernizzazione della sua flotta e nell'ottimizzazione del network domestico, in particolare sui collegamenti regionali e verso aeroporti secondari come Viracopos-Campinas, il suo hub principale.
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[post_content] => Explora Journeys presenta esperienze sportive a bordo e a terra al più alto livello. Con Explora I pronta a tornare al Gran Premio di Monaco questo giugno, Explora Journeys annuncia che l’ambasciatore del brand Jannik Sinner si unirà a Explora III durante il suo Mediterranean Prelude Journey di luglio.
«Lo sport, nella sua forma più pura, consiste nel vivere pienamente il momento - ha dichiarato Anna Nash, presidente di Explora Journeys -. In Explora Journeys, vediamo un’allineamento naturale tra la mentalità degli atleti di livello mondiale e il nostro impegno per un’ospitalità eccezionale ed esperienze indimenticabili per gli ospiti. Essere presenti in momenti iconici come il Formula1 Louis Vuitton Grand Prix di Monaco 2026 e accogliere Jannik Sinner a bordo del Mediterranean Prelude Journey di Explora III aggiunge una nuova dimensione all’Ocean State of Mind — dove l’energia della performance si equilibra con lo spazio, la calma e un forte senso di benessere».
Come ambasciatore globale del brand, il 24 e 25 luglio Jannik Sinner sarà a bordo di Explora III durante il Prelude Journey, conducendo una sessione di domande e risposte e una serie di incontri esclusivi con gli ospiti, che avranno anche l’opportunità di partecipare a sessioni di allenamento con lui e il suo team di performance. Il programma includerà inoltre una cena di gala di beneficenza esclusiva a bordo.
Il Prelude Journey offrirà agli ospiti di Explora III un accesso dietro le quinte, mentre la nave debutterà lungo le coste della Riviera francese e italiana, da Genova a Roma, dal 24 al 29 luglio. Gli ospiti avranno anche l’opportunità di incontrare il management di Explora Journeys, i designer e gli ufficiali.
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Gran Premio di Monaco 2026
Dopo un debutto storico che ha ridefinito l’ospitalità in occasione delle gare, Explora Journeys torna al leggendario Port Hercule per il Formula 1 Louis Vuitton Grand Prix 2026. Dal 3 all’8 giugno 2026, Explora I sarà posizionata sullo scenario della Riviera, offrendo un santuario ispirato agli yacht privati, a soli 150 metri dalla pista.
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[post_content] => Il ciclo di appuntamenti "Stay with Us" promosso dal gruppo Nicolaus si chiude con successo.
Il format, pensato per rinnovare la formazione dedicata alle agenzie di viaggio in chiave relazionale ed esperienziale, è stato sviluppato tra ottobre 2025 e gennaio 2026 e ha trasformato l’aggiornamento professionale in un percorso di confronto diretto e costruzione condivisa di scenari e opportunità di business, superando i confini del tradizionale perimetro di una convention.
Il format
L’iniziativa ha previsto 12 appuntamenti della durata di 2 giorni ospitati presso la sede dell’azienda e ha coinvolto oltre 130 agenti di viaggio top partner provenienti da tutta Italia, invitati ad animare l’originalità del format, incentrato sulla full immersion nell’identità, nelle motivazioni e nei valori, nella storia e nelle scelte di business del gruppo Nicolaus.
La centralità del contatto umano è stata la cifra distintiva di un’impostazione volutamente non commerciale e pensata per far emergere il volto e le competenze delle persone che operano quotidianamente nelle diverse divisioni del gruppo e che presidiano i canali di relazione con le agenzie, dando forma a servizi, risposte, assistenza e scelte strategiche: tutto quello che viene prima del prodotto finale fruito dal cliente.
Altro elemento cardine, l’ascolto strutturato degli agenti partecipanti, con l’obiettivo di raccogliere indicazioni utili allo sviluppo delle collaborazioni per costruire su solide basi, realmente condivise, una visione comune orientata al miglioramento di servizi, interazione, performance.
«Portare gli agenti di viaggio direttamente in azienda, per far letteralmente conoscere loro le persone a cui fanno capo un indirizzo email o un telefono, è stata la diretta conseguenza di un intento preciso: creare le condizioni per un confronto reale e senza filtri, utile a migliorare concretamente strumenti, processi e supporto dedicati a un canale d’elezione e insostituibile come il trade. L’apertura della sede e il dialogo diretto con i nostri team hanno permesso di raccogliere stimoli operativi e indicazioni strategiche fondamentali per sviluppare insieme modelli di collaborazione sempre più efficaci”, commenta Isabella Candelori, direttore commerciale trade gruppo Nicolaus.
L'incontro con il territorio
Il programma delle due giornate ha previsto anche esperienze connesse con il territorio, tra cui una serata in masseria Raro Villas con tavolo conviviale e un’attività a sorpresa legata a una Puglia autentica e contemporanea, interpretata in chiave pop.
“Siamo un’azienda ad alto contenuto tecnologico, che ha anticipato i tempi anche per ciò che concerne l’uso dell’AI, ma proprio per questo abbiamo ben chiaro che dietro ogni risorsa hi-tech è fondamentale la componente umana: con questi appuntamenti abbiamo voluto ribadire che è insostituibile e che è profondamente fuorviante pensare che i nuovi orizzonti tecnologici creino un vantaggio competitivo eliminandola in molti ambiti. Portare da noi le persone che sono uno dei pilastri del nostro lavoro ha risposto, inoltre, al desiderio di far sperimentare loro il contesto in cui questa azienda è potuta diventare quello che è oggi anche grazie alla sua profonda relazione con un territorio che esprime eccellenza, competenze, dedizione professionale e forti connessioni: fattori chiave di Stay with Us”, ha concluso Candelori.
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[post_content] => Il panel “La potenza del cinema nella narrazione dei territori” ha celebrato il potere delle immagini che rendono l’Italia protagonista sullo schermo e ha raccontato il ruolo delle Film Commission per il cinema, per il territorio e anche per il turismo.
«Una Film Commission è una struttura regionale che permette di presentarsi al mondo in forma coordinata, come sistema paese. - spiega Antonio Parente, dell’Apulia Film Commission - Abbiamo uniformato il modo di parlare con i produttori e unito gli strumenti finanziari e organizzativi per supportare shooting e sopralluoghi. Dopo un lungo lavoro condiviso oggi abbiamo 20 Film Commission in 21 regioni, operative e connesse. Quando arriva un produttore americano non si chiede dove sia il confine tra una regione e l'altra, lui vuole rendere economica e sostenibile la sua operazione. E noi agevoliamo il suo lavoro: aiutiamo le regioni a definire un supporto sostanziale con diversi servizi da un punto di vista economico e formale. Che si tratti di pubblicità, film, serie o lungometraggi d’autore».
Nel corso degli anni molte regioni italiane si sono trasformate da semplici location in ecosistemi produttivi permanenti, che attraggono produzioni anche internazionali, generando occupazione qualificata e attivando le filiere locali. Parlando del lavoro di ogni Film Commission Paolo Manera, della Film Commission Torino Piemonte, sottolinea: «Seguiamo tutte lo stesso modus operandi, con uno schema in cinque fasi. La prima è la “comunicazione”, quindi facciamo un grande lavoro per raccontare alle realtà locali - dalle scuole alle associazioni commercianti - quello che accadrà realizzando del materiale per il grande schermo, per le piattaforme e per i social media e quale sia il valore della ricaduta economica. Poi c’è la fase dei “sopralluoghi”, poi c’è il momento delle “riprese” e anch’esso crea turismo. Ben 5000 persone sono accorse per seguire lo shooting di Fast & Furious e potete immaginare le decine di telefonate di protesta... Fase quattro l’”uscita”: facciamo tante serate e anteprime per raccontarci e per fare in modo che tutti quelli che hanno lavorato alla realizzazione del film rivivano in una grande festa non le difficoltà delle interruzioni del quotidiano, ma le emozioni vissute. L’ultima fase, la quinta, è il farci promotori, come Film Commission, di mostre fotografiche, incontri con le scuole e iniziative che diventino cineturismo. A quel punto serie come Lidia Poët o Elisa di Rivombrosa - che sono stati i nostri cult - trovano un senso, perché diventano parte di un percorso; con questo sguardo abbiamo realizzato il portale “Italy for Movies”, che racconta il territorio italiano attraverso siti divenuti iconici grazie al cinema».
Parlando dell’equilibrio tra le produzioni cinematografiche e le esigenze del territorio Michaela Guenzi, della Fondazione Lombardia Film Commission, spiega come si tratti di un lavoro di grande diplomazia: «Ci cerchiamo vicendevolmente perché al produttore servono i nostri servizi sul territorio, mentre a noi servono i produttori e le loro storie proprio per raccontare il territorio, che - a seconda dei casi - può diventare contenitore o protagonista. Le Film Commission sono al centro del dialogo tra le istituzioni che gestiscono un patrimonio e i produttori che lo devono utilizzare. Noi come Lombardia Film Commission e territorio siamo giovani ma camaleontici per l’audiovisivo. A Milano abbiamo i tombini di Diabolik, a Pavia le Aquile Randagie di Gianni Aureli, a Crema Call Me By Your Name, al Campo dei Fiori di Varese il remake di Suspiria di Guadagnino».
«In Toscana abbiamo dovuto svincolarci dall'idea che il cinema potesse essere un'utile ancella ai fini turistici, perché il nostro scopo è l’arte cinematografica. - afferma Stefania Ippoliti di Toscana Film Commission - Dipendiamo molto dagli assessorati alla cultura, che collaborano con lo sviluppo economico e con la parte imprenditoriale delle industrie coinvolte dal cinema e anche con la parte turistica. La Toscana è una terra scelta da secoli dai visitatori di tutto il mondo, quindi non è facile dimostrare che aver accolto una certa produzione abbia prodotto un nuovo flusso di visitatori o abbia raggiunto un preciso target di pubblico. Quando abbiamo mosso i primi passi come Film Commission abbiamo dovuto prendere le misure sia per noi stessi che per i nostri interlocutori politici e capire dove potessimo dare il meglio».
E, ancora, l’esempio dell’Apulia Film Commission «È stata istituita nel 2008 - ricorda Antonio Parente - All’inizio abbiamo sottolineato la connotazione geografica e la bellezza del paesaggio, restituendo anche la regione all’Italia come luogo di vacanza, ma poi abbiamo visto come differenti prodotti audiovisivi possano ribaltare la nostra percezione dei luoghi. Penso alla trilogia salentina di Fernan Özpetek, che celebra la bellezza del barocco leccese e ha attirato tanti turisti americani per il riconoscimento che l’autore e regista ha avuto al al Tribeca Film Festival di New York. Anche Le indagini di Lolita Lobosco hanno ribaltato la percezione di Bari da parte dell’Italia».
I numeri del settore
In chiusura alcuni dati: il “Media tourism” - che spazia dal grande schermo alle piattaforme, fino ai social media - è un fenomeno misurabile. Secondo una ricerca di Jfc Tourism & Management in Italia genera circa 600 milioni di euro l’anno e 1,3 milioni di pernottamenti direttamente collegati a film e serie, oltre a 11 milioni di visite giornaliere nei luoghi delle produzioni: è il fenomeno del cosiddetto set-jetting. Guardando, in particolare, alla Toscana e alla Puglia, tra il 2023 e il 2025, la Toscana Film Commission ha registrato circa 150 produzioni l’anno, con un indotto economico medio di 10 milioni di euro annui. Le province più scelte sono state Firenze, Pisa, Lucca e Siena, che hanno ospitato produzioni come I Delitti del Barlume, Disclaimer, The Brutalist, Fbi International e Il Mostro. Mentre in Puglia, secondo l’Apulia Film Commission, tra il 2020 e il 2024 139 produzioni hanno generato 79,6 milioni di indotto diretto e 160 milioni di indotto indiretto. Ad esempio: le 50 giornate di lavorazione girate a Taranto de Il Commissario Ricciardi, hanno prodotto 1,66 milioni di euro di spesa locale.
(Chiara Ambrosioni)
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Con Explora I pronta a tornare al Gran Premio di Monaco questo giugno, Explora Journeys annuncia che l’ambasciatore del brand Jannik Sinner si unirà a Explora III durante il suo Mediterranean Prelude Journey di luglio.\r\n\r\n«Lo sport, nella sua forma più pura, consiste nel vivere pienamente il momento - ha dichiarato Anna Nash, presidente di Explora Journeys -. In Explora Journeys, vediamo un’allineamento naturale tra la mentalità degli atleti di livello mondiale e il nostro impegno per un’ospitalità eccezionale ed esperienze indimenticabili per gli ospiti. 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Gli ospiti avranno anche l’opportunità di incontrare il management di Explora Journeys, i designer e gli ufficiali.\r\n\r\nGli ospiti a bordo beneficeranno anche di \"In balance: a Jannik Sinner ocean wellness programme\", sviluppato da Jannik e dal suo team appositamente per Explora Journeys. Il programma si articola in quattro pilastri: Train, Re-centre, Restore e Renew.\r\nGran Premio di Monaco 2026\r\nDopo un debutto storico che ha ridefinito l’ospitalità in occasione delle gare, Explora Journeys torna al leggendario Port Hercule per il Formula 1 Louis Vuitton Grand Prix 2026. Dal 3 all’8 giugno 2026, Explora I sarà posizionata sullo scenario della Riviera, offrendo un santuario ispirato agli yacht privati, a soli 150 metri dalla pista.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Explora Journeys a tutto sport, da Sinner alla Formula1","post_date":"2026-02-23T09:32:19+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1771839139000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"507954","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Il ciclo di appuntamenti \"Stay with Us\" promosso dal gruppo Nicolaus si chiude con successo.\r\n\r\nIl format, pensato per rinnovare la formazione dedicata alle agenzie di viaggio in chiave relazionale ed esperienziale, è stato sviluppato tra ottobre 2025 e gennaio 2026 e ha trasformato l’aggiornamento professionale in un percorso di confronto diretto e costruzione condivisa di scenari e opportunità di business, superando i confini del tradizionale perimetro di una convention.\r\nIl format\r\nL’iniziativa ha previsto 12 appuntamenti della durata di 2 giorni ospitati presso la sede dell’azienda e ha coinvolto oltre 130 agenti di viaggio top partner provenienti da tutta Italia, invitati ad animare l’originalità del format, incentrato sulla full immersion nell’identità, nelle motivazioni e nei valori, nella storia e nelle scelte di business del gruppo Nicolaus.\r\n\r\nLa centralità del contatto umano è stata la cifra distintiva di un’impostazione volutamente non commerciale e pensata per far emergere il volto e le competenze delle persone che operano quotidianamente nelle diverse divisioni del gruppo e che presidiano i canali di relazione con le agenzie, dando forma a servizi, risposte, assistenza e scelte strategiche: tutto quello che viene prima del prodotto finale fruito dal cliente.\r\n\r\nAltro elemento cardine, l’ascolto strutturato degli agenti partecipanti, con l’obiettivo di raccogliere indicazioni utili allo sviluppo delle collaborazioni per costruire su solide basi, realmente condivise, una visione comune orientata al miglioramento di servizi, interazione, performance.\r\n\r\n«Portare gli agenti di viaggio direttamente in azienda, per far letteralmente conoscere loro le persone a cui fanno capo un indirizzo email o un telefono, è stata la diretta conseguenza di un intento preciso: creare le condizioni per un confronto reale e senza filtri, utile a migliorare concretamente strumenti, processi e supporto dedicati a un canale d’elezione e insostituibile come il trade. L’apertura della sede e il dialogo diretto con i nostri team hanno permesso di raccogliere stimoli operativi e indicazioni strategiche fondamentali per sviluppare insieme modelli di collaborazione sempre più efficaci”, commenta Isabella Candelori, direttore commerciale trade gruppo Nicolaus.\r\nL'incontro con il territorio\r\nIl programma delle due giornate ha previsto anche esperienze connesse con il territorio, tra cui una serata in masseria Raro Villas con tavolo conviviale e un’attività a sorpresa legata a una Puglia autentica e contemporanea, interpretata in chiave pop.\r\n\r\n“Siamo un’azienda ad alto contenuto tecnologico, che ha anticipato i tempi anche per ciò che concerne l’uso dell’AI, ma proprio per questo abbiamo ben chiaro che dietro ogni risorsa hi-tech è fondamentale la componente umana: con questi appuntamenti abbiamo voluto ribadire che è insostituibile e che è profondamente fuorviante pensare che i nuovi orizzonti tecnologici creino un vantaggio competitivo eliminandola in molti ambiti. 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Noi come Lombardia Film Commission e territorio siamo giovani ma camaleontici per l’audiovisivo. A Milano abbiamo i tombini di Diabolik, a Pavia le Aquile Randagie di Gianni Aureli, a Crema Call Me By Your Name, al Campo dei Fiori di Varese il remake di Suspiria di Guadagnino».\r\n\r\n«In Toscana abbiamo dovuto svincolarci dall'idea che il cinema potesse essere un'utile ancella ai fini turistici, perché il nostro scopo è l’arte cinematografica. - afferma Stefania Ippoliti di Toscana Film Commission - Dipendiamo molto dagli assessorati alla cultura, che collaborano con lo sviluppo economico e con la parte imprenditoriale delle industrie coinvolte dal cinema e anche con la parte turistica. La Toscana è una terra scelta da secoli dai visitatori di tutto il mondo, quindi non è facile dimostrare che aver accolto una certa produzione abbia prodotto un nuovo flusso di visitatori o abbia raggiunto un preciso target di pubblico. 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