10 March 2026

Crollano le tariffe alberghiere: Venezia a -22,2% ad agosto

Un calo medio del 2,1% con punte del 29,8% a Trapani e soprattutto del 22,2% a Venezia. L’emergenza sanitaria ha colpito duramente il comparto alberghiero italiano che, nonostante le numerose e consuete dichiarazioni d’intenti di segno contrario, ha reagito in molte destinazioni agendo, come spesso accade in questi casi, sulla leva del prezzo. Lo dice un’elaborazione dei dati Istat di agosto condotta dall’Unione nazionale consumatori. Dietro a Trapani e Venezia, le località che hanno registrato i maggiori decrementi sono state quindi Grosseto (-14,8%), Lucca (-13,9%) e Rimini (-10.3%).

Sul fronte opposto, hanno invece visto crescere le tariffe dei propri hotel Parma (+11,4%), Cosenza (+11,1%) e Cuneo (+8,4%). La crisi ha insomma colpito in maniera differente le varie mete italiane, danneggiando soprattutto le destinazioni dove maggiore è tradizionalmente la presenza dei turisti internazionali. Lo dimostra anche il dato relativo ai contesti regionali, con le tariffe degli hotel toscani a -6,7%, di quelli veneti a -6,5% e di quelli liguri a -6,3%.

In generale appare tuttavia evidente che questa deflazione record sia il segno della crisi: “Al crollo della domanda, gli albergatori hanno reagito come potevano e dovevano, ossia abbassando i prezzi, così da cercare di contenere le perdite – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori -. Un calo dei prezzi di cui si sono avvantaggiati i consumatori, risparmiando sul costo della vacanza. Purtroppo temiamo che non sia bastato per risollevare il settore né il calo dei prezzi né il bonus vacanze, decisamente sottoutilizzato. Vista la drammatica situazione serviva una scossa maggiore. Per questo avevamo proposto al governo di eliminare l’Iva per 3 mesi per tutto il settore turistico, così che allo sconto fatto dagli albergatori si sarebbe potuto aggiungere quello a carico dello Stato, rendendo più appetibili le stesse vacanze”

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