13 May 2026

Südtirol: riaprono anche i Familienhotels in Alto Adige

Familienhotels Südtirol sono pronti a ripartire per regalare alle famiglie un’estate all’insegna del relax e del divertimento nella natura. In vista dell’arrivo della stagione più bella dell’anno, le 25 strutture del gruppo specializzato nella vacanza a misura di famiglia in Alto Adige annunciano le date ufficiali di apertura in cui torneranno ad accogliere grandi e piccini con la consueta cura e professionalità e la garanzia di elevatissimi standard di sicurezza ed igiene. Per consentire alle famiglie di vivere il proprio soggiorno in totale serenità e protezione, i Familienhotels Südtirol hanno adottato tutte le misure necessarie come l’uso di mascherine, disinfezione regolare di tutte le aree, assistenza ai bambini in piccoli gruppi.
La catena offre sia dentro, sia fuori infiniti spazi per rilassarsi. Spaziose camere, suite e appartamenti, aree verdi e campi da gioco, ampie sale ristorante e assistenza ai bambini nella natura. Proprio ai bambini i Familienhotels Südtirol riserveranno l’attenzione maggiore: le strutture proporranno attività che consentano loro di stare il più possibile all’aria aperta. In tutti e 25 gli hotel il servizio di assistenza sarà regolarmente attivo, con l’organizzazione di un programma per il tempo libero sempre nel rispetto delle norme di sicurezza e dei requisiti di legge. I piccoli ospiti, seguiti in gruppi ristretti, avranno la possibilità di godersi gli spazi aperti, respirare l’aria pura di montagna, giocare, correre e vivere nuove avventure nella natura grazie alle attività del Familix Nature Programme.
 In tutto l’Alto Adige sarà possibile spostarsi liberamente e utilizzare i mezzi di trasporto pubblico nel rispetto delle norme di sicurezza. La maggior parte dei musei, dei castelli e delle attrazioni turistiche saranno visitabili e gli hotel offriranno preziosi consigli sulle migliori escursioni da intraprendere nei dintorni. Aperti anche i negozi, i bar e i ristoranti, pronti ad accogliere le famiglie che vorranno concedersi una passeggiata in città, un pranzo gustoso di cucina tipica o acquistare semplicemente i prodotti locali.
 

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La Spezia è ormai riconosciuta come capitale mondiale della nautica, grazie alla presenza dei più grandi brand della produzione di yacht e superyacht e a una filiera industriale e creativa che rappresenta un’eccellenza assoluta del Made in Italy, con il 26% della produzione mondiale concentrata proprio qui sul nostro territorio.  Il Miglio Blu è il simbolo concreto di questa leadership internazionale: un distretto in cui tecnologia, design, manifattura e visione imprenditoriale si incontrano ogni giorno dando vita a progetti apprezzati in tutto il mondo».\r\n\r\n«Nel corso delle sue prime tre edizioni - aggiunge Patrizia Saccone, Assessore allo Sviluppo Economico della Spezia -  il Blue Design Summit ha registrato una crescita costante,  affermandosi come punto di riferimento per il design nautico, navale e del blue lifestyle: il numero di speaker è quasi raddoppiato passando dai 56 della prima edizione ai 90 del 2025; le realtà coinvolte sono aumentate di oltre il 30% così come i partecipanti complessivi. 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Fin dalla prima edizione, il Summit ha ampliato il proprio sguardo oltre la nautica ampliandolo ai waterfront e al cruise design».\r\n\r\nPromosso dal Comune della Spezia e organizzato dalla Fondazione Promostudi e Clickutility Team, il Blue Design Summit si conferma punto di riferimento per i protagonisti della filiera nazionale e internazionale del design di alta gamma, affrontando i temi più innovativi e strategici del settore.\r\n\r\n«Il Blue Design Summit rappresenta una vetrina internazionale straordinaria per la Liguria e per il distretto nautico spezzino, eccellenza mondiale capace di coniugare innovazione, design e cultura del mare - continua l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana - Regione Liguria sostiene convintamente questa manifestazione anche attraverso Liguria International, per accompagnare la crescita e l’internazionalizzazione delle nostre imprese e rafforzare il posizionamento del territorio sui mercati globali».\r\n\r\nIl contesto di mercato conferma la solidità del comparto: l'Italia rafforza la propria leadership globale, raggiungendo il 53% del portafoglio ordini mondiale, nonostante una riduzione degli ordini complessivi da 1.138 a 978 unità secondo le anticipazioni sul Global Order Book 2026. In questo scenario, il settore superyacht chiude il 2025 con il 50% delle aziende che prevede una crescita del proprio fatturato.\r\n\r\n«Questa terza edizione del Blue Design Summit - sottolinea  Federica Montaresi, Segretario Generale dell’Adsp Mar Ligure Orientale - conferma il successo di un’iniziativa dedicata all’industria nautica e al design navale che, come Autorità di Sistema Portuale, insieme agli altri attori istituzionali e agli operatori coinvolti, abbiamo sostenuto e condiviso sin dall’inizio, riconoscendone il valore strategico per un settore che nel nostro territorio rappresenta un’eccellenza di primissimo piano e che, negli ultimi vent’anni, ha conosciuto uno sviluppo straordinario. Ancora una volta La Spezia e il suo Golfo si confermano quindi protagonisti ai vertici del panorama nazionale e internazionale. Un sistema integrato che sta contribuendo a definire nuovi standard di eccellenza e competitività per la blue economy del nostro Paese, con un focus specifico sugli aspetti di innovazione e sostenibilità, a cui il nostro sistema portuale sta dando un contributo determinante».\r\n\r\nPer tre giorni, il summit riunirà designer, cantieri, armatori, aziende della filiera e stakeholder internazionali, offrendo un programma articolato tra conferenze, incontri e momenti di networking.\r\n\r\n«Il punto di partenza del Blue Design Summit - conclude Antonella Cotta Ramusino, Art Director di Blue Design Summit - nella sua prima edizione, è stato il design nautico. Ma già allora era evidente quanto il mare e l'acqua fossero elementi capaci di connettere mondi differenti: dall'ospitalità alle crociere, dal waterfront design al lifestyle.Abbiamo scelto dunque di costruire un evento che non fosse un riferimento per un settore isolato, ma che potesse diventare un think tank di un ecosistema culturale, industriale e progettuale molto più ampio, in cui le diverse competenze e professionalità fossero accomunate dalla centralità dell'acqua, come driver economico del made in Italy. 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