11 March 2026

Scenari Immobiliari: investimenti alberghieri in cauta ripresa

Gli investimenti real estate mondiali nell’hotellerie sono più che raddoppiati nel 2021 rispetto al 2020, sfiorando quota 70 miliardi di euro. E’ il dato globale del Rapporto 2022 sul mercato immobiliare alberghiero, presentato oggi a Milano nel corso dell’Hospitality Forum 2022, organizzato da Castello Sgr (uno dei più importanti investitori in questo segmento) e Scenari Immobiliari. L’interesse dei capitali nel settore, prosegue lo studio, è risultato peraltro disomogeneo per localizzazione relativa, ambiti urbani, luoghi di villeggiatura e livello delle strutture. In Europa il mercato immobiliare alberghiero ha chiuso il 2021 con un fatturato di 21,2 miliardi di euro e si prevede un rialzo a 26,6 miliardi nel 2022. Trend confermato anche in Italia con un fatturato 2021 di 2,5 miliardi di euro che si stima in aumento nel 2022 a 3,1 miliardi (nelle ricerche Scenari Immobiliari, per fatturato real estate si intende la somma tra il valore delle transazioni effettuate e quello sotteso agli immobili che sono andati incontro a un cambio di regime d’affitto, ndr).

“Dopo un 2021 in cui si è intravisto un percorso di ripresa – spiega Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari – gli obiettivi di flessibilità e versatilità saranno il driver del 2022 e del prossimo biennio perché rispondenti alla domanda del nuovo viaggiatore: lavoratore non organizzato, turista frequente, escursionista destagionalizzato. Un diffuso aumento dei pernottamenti, tassi di occupazione da record per alcuni periodi dell’anno, lo sviluppo del segmento bleisure, della concomitanza di viaggi di lavoro e piacere, il moltiplicarsi di occasioni di vacanza breve per recuperare parte del tempo perso sono elementi che portano ottimismo. Restano, tuttavia, alcuni elementi che potrebbero avere un impatto negativo sul comparto, come eventuali nuove ondate di contagi, incremento dell’inflazione, costo dell’energia e aumento dei prezzi dei soggiorni, carenza di manodopera, lentezza nella ripartenza del turismo delle fiere e dei meeting. Le sfide sono dunque numerose; i fondamentali che rappresentano garanzia di un mercato sicuro e remunerativo rimangono però immutati, malgrado gli eventi degli ultimi due anni. Le dinamiche sono disturbate, ma il segmento economico e gli asset immobiliari possiedono caratteristiche intrinseche per sostenere la ripresa”.

“L’andamento del mercato turistico e alberghiero in Europa e in Italia – aggiunge l’amministratore delegato di Castello Sgr, Giampiero Schiavo – evidenzia una grande vitalità e questo è senza dubbio una bellissima notizia. Noi operatori, insieme alle istituzioni nazionali e locali, abbiamo il dovere di accompagnare la ripresa, rispondendo alle nuove esigenze dei viaggiatori, e di offrire loro una experience di maggior valore. Solo in questo modo il nostro Paese potrà rimanere al centro delle principali mete mondiali. Il maggiore impegno di tutti i player del mercato andrà riposto nel rafforzamento ulteriore della destagionalizzazione e nel rendere attrattive, anche grazie a un miglioramento dei servizi e delle infrastrutture, non solo le grandi città e i luoghi più iconici ma tutte le regioni italiane affinché si instauri un circolo virtuoso”.

Nel dettaglio, in Italia le transazioni rilevate nel 2021 e nei primi mesi del 2022 confermano l’interesse degli investitori, anche stranieri, per ambiti localizzativi d’eccellenza e spesso iconici. Le operazioni hanno riguardato circa 76 strutture ricettive a 3, 4 e 5 stelle, per un totale complessivo di oltre 11.400 camere. Per il 2022 si attende una crescita del fatturato significativa, pari al 25%, che porterà l’indicatore ad allinearsi al 2018, mentre per superare i risultati del 2019 sarà invece necessario attendere il 2024.

Per l’anno in corso le aspettative sono dunque positive: il fatturato immobiliare europeo chiuderà il 2022 con un incremento di poco inferiore al 30%, quello nazionale con una crescita comparabile. La complessa situazione macroeconomica induce, tuttavia, a maggiore cautela nelle previsioni di sviluppo future. L’aspettativa generalizzata di un calo dei prezzi, anche per il patrimonio immobiliare di buona qualità, è stata in particolare al momento disattesa e oggi il divario fra la pressione degli investitori opportunistici e il valore del patrimonio è ancora ampio, con una parte dei mercati dell’Europa centrale caratterizzati da scarsa dinamicità derivante dalle resistenze manifestate nei confronti delle nuove richieste della domanda.

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