27 March 2026

Planetaria: doppia mossa a Venezia con il Ca’ Pisani e un futuro 5 stelle

Doppio colpo di mercato a Venezia per Planetaria Hotels. Il gruppo ha recentemente acquisito il 4 stelle Ca’ Pisani per una ventina di milioni di euro, interventi di mini-restyling incluso, nonché, tramite la controllata Altana, la concessione demaniale per 25 anni del palazzo quattrocentesco Molin Erizzo. Situato nel sestiere di Cannaregio e affacciato sul canal Grande, quest’ultimo è destinato a essere convertito in un paio di anni in un 5 stelle da 25 camere con spa, ristorante e bar.

Il Ca’ Pisani è invece un 4 stelle, primo hotel di design della città, già di proprietà della famiglia Serandrei, titolare anche del Saturnia & International, di fronte al Bauer. Ospitato all’interno di un palazzo del tardo Trecento, l’albergo offre 29 camere, incluse quattro Junior suite, il lounge bar – ristorante la Rivista, aperto pure agli ospiti esterni, nonché un’altana solarium e uno spazio per piccoli eventi. “Venezia è un sogno che si trasforma in realtà – spiega l’amministratore delegato di Planetaria, Sofia Gioia Vedani -. Una destinazione su cui puntavamo da tempo e che finalmente riusciamo ad aggiungere al nostro portfolio. Quella del Ca’ Pisani è stata una lunga trattativa durata otto mesi ma ne è valsa la pena. D’altronde l’investimento è stato fatto interamente dalla mia famiglia. Abbiamo perciò il privilegio di non avere dietro i fondi che ci rincorrono. Mi piace quindi sottolineare che l’operazione Ca’ Pisani non significa per noi avere semplicemente una trentina di camere in più da mettere in portfolio e qualche milione aggiuntivo di fatturato. Rappresenta piuttosto la possibilità di una nuova narrazione in un contesto fragile come Venezia da traghettare verso il futuro“.

L’obiettivo, al Ca’ Pisani, è ora quello di intervenire senza stravolgere, aggiunge il direttore generale del gruppo, Damiano De Crescenzo: “Abbiamo mantenuto tutto lo staff dell’hotel e dopo qualche naturale diffidenza iniziale, l’integrazione si è rivelata semplice e piacevole per entrambi le parti. D’altronde noi non imponiamo mai standard precostituiti, avendo anzi come obiettivo proprio quello di valorizzare il carattere specifico di ogni nostra singola proprietà. Al momento la nostra idea è soprattutto quella di lavorare sulla parte ristorativa, sviluppando un concetto di proposta easy capace di esaltare le eccellenze locali, dall’aperitivo al gelato, passando per i primi di pesce. Il tutto, per un’offerta poco impegnativa ma in grado di catturare lo spirito veneziano a tutte le ore”.

Per il futuro Planetaria continua nella sua policy di espansione che sfrutta ogni opportunità di mercato: “Da dopo il Covid – aggiunge De Crescenzo – ci siamo aperti anche alle gestioni, oltre che alle acquisizioni dirette. Inoltre valutiamo con interesse pure le destinazioni leisure, mentre prima ci concentravamo solo su quelle urban. Ma non abbiamo fretta o esigenze specifiche“. Con l’arrivo del Ca’ Pisani, il gruppo è giunto a quota 12 hotel situati, oltre che a Venezia, a Milano, Roma, Genova, Venezia e Firenze. L’anno scorso Planetaria ha chiuso l’anno con un fatturato di 52 milioni di euro e margini operativi lordi (ebitda) per 18,7 milioni (pari al 35% dei ricavi totali). Quest’anno i piani sono di superare i 55 milioni di giro d’affari complessivo.

 

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