13 May 2026

Ottmanngut, un gioiello dell’accoglienza a Merano: in una casa storica, il meglio dell’ospitalità

Il giardino mediterraneo

Merano, alla fine del XIX secolo, era famosissima come stazione climatica, resa ancor più nota dalle frequenti visite di Elisabetta d’Austria, Sissi, moglie di Francesco Giuseppe.
L’ospitalità è quindi secolare nella piccola città a 325 mt sul livello del mare.
Nei pressi di una collina rinomata per la viticoltura, a 5 minuti a piedi dal centro storico della città termale, l’Ottmanngut è una splendida residenza di campagna con una ricca storia, oggi a disposizione degli ospiti cosmopoliti che la prediligono. La famiglia Kirchlechner, fa dell’ospitalità un’arte da più generazioni, nella proprietà plurisecolare.
Soggiornare aIl’Ottmanngut significa lasciarsi avvolgere dalla storia, dall’ambiente, dall’architettura, restando incantati dall’insieme e dalla perfezione del particolare.

L’orangerie

Questo piccolo gioiello dell’ospitalità è oggi totalmente rinnovato: ogni spazio è frutto di scelte maturate nel tempo, con colori e stoffe che esprimono il gusto di una famiglia che ha sempre saputo estendere l’agio della propria dimora all’ospite, in un “concetto di accoglienza nella tradizione di Merano”.
Tutte le undici camere dell’Ottmanngut hanno carattere, ma ognuna è diversa, con mobili d’epoca che vanno dal Settecento al Biedermeier e allo Jugendstil; tanto “particolari” che alle volte chi vi soggiorna sviluppa un’affezione per una particolare suite, perché quando si sta veramente bene, ci si sente in armonia anche con l’ambiente circostante.
Poi piacevoli salotti dove sedersi comodamente per leggere, chiacchierare o semplicemente passare il tempo. Tra la casa e il giardino, una deliziosa “orangerie” che sa di altri tempi, è una via di mezzo fra il dentro e il fuori.

Il salotto

Un documento del 1290 testimonia l’esistenza di una proprietà, allora chiamata Psorengùtl, appena oltre le mura cittadine di Merano. Tre secoli più tardi, Io stesso bene aveva adottato il nome Ottmanngut, ed era uno dei cinque masi chiusi nelle immediate vicinanze della città. Nel 1850, fu acquistato da un benestante mercante di nome Alois Kirchlechner, che si dedicò all’ampliamento dell’attuale casa, alla creazione di un bel giardino mediterraneo, e alla produzione di un ottimo vino, tutti elementi essenziali di una ricca storia, vissuta con passione e condivisa con diverse generazioni di ospiti.
Una ricca prima colazione servita in tre portate, ogni giorno diversa, fatta dei migliori prodotti locali, spuntini deliziosi per acquietare la fame tra un pasto e l’altro, cene leggere, consigli per i migliori ristoranti della zona per cenare in maniera memorabile: qui i piaceri della tavola rispecchiano rigorosamente la filosofia slow food.
Merano e l’Ottmanngut sono circondati dai colori e i suoni della campagna, cui si accede dal sentiero Tappeinerweg che sale tra palme e ulivi, cipressi e fichi d’lndia per offrire uno splendido panorama della città e del paesaggio sudtirolese. Il dolce clima mediterraneo spiega anche il rigoglio del giardino: palme secolari, cipressi, oleandri, rododendri, ortensie e gelsomino creano un arazzo di colori e profumi che già nell’ottocento fu molto apprezzato da Friedrich Wasmann, pittore tedesco, che lo ritrasse più volte nei propri quadri. Nella bella stagione, è qui che si serve la prima colazione. Oltre ai tanti angoli appartati dove sedersi in totale tranquillità, c’è anche un sentiero che porta al vigneto, un altro luogo di delizie.

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Massimo Terracina

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L’accordo punta a riconoscere le dimore storiche come parte integrante dell’identità culturale italiana e come leva strategica per la crescita economica, sociale e turistica dei territori, in particolare nei borghi e nei comuni delle aree interne.\r\nIl Protocollo prevede iniziative congiunte per favorire il turismo sostenibile e la destagionalizzazione dei flussi turistici, attraverso l’integrazione delle dimore storiche nei piani culturali e turistici locali, la creazione di itinerari dedicati, la promozione di eventi culturali condivisi e la realizzazione di progetti con scuole e università, programmi di volontariato culturale e iniziative di apertura al pubblico.\r\n“L’accordo tra Anci e Dimore storiche - dichiara il presidente dell'Anci Gaetano Manfredi - punta a trasformare le dimore storiche in una leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori. 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