28 novembre 2007 11:01
Orient-Express Hotels aprirà nel 2011 un nuovo albergo di lusso a New York, nel cuore di Mahattan. Il gruppo ha siglato infatti un accordo per l’acquisizione del terreno e dell’edificio Donnell della Biblioteca pubblica della città, la "Library" al numero 24 di West 53 Street. Dopo il ’21’ Club Orient-Express realizzerà dunque una struttura di 150 camere che diventerà il ’21’ Hotel, dotata di ristorante, spa e centro benessere e un’estensione del ristorante del gruppo ’21’ Club. "L’espansione dei nostri marchi di lusso a progetti real estate selezionati è al centro della strategia di Orient-Express – afferma Paul White, presidente e ceo di Orient-Express Hotels -. Riteniamo che questa nuova apertura possa contribuire alla definizione di un nuovo standard di boutique hotel in questa zona della città, offrendo un’esperienza esclusiva per i clienti corporate e leisure".
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[post_content] => Kempinski Hotels ha acquisito l’Augustine Hotel di Praga, uno degli indirizzi più storici e prestigiosi della città. L'operazione a titolo definitivo segna un passo significativo nel cambiamento strategico dell’azienda verso un approccio più orientato agli asset nel proprio portafoglio globale, sotto la guida di Barbara Muckermann, ceo del gruppo Kempinski.
Non solo: si tratta della prima acquisizione del gruppo in oltre 50 anni, dall’investimento nell’Hotel Vier Jahreszeiten Kempinski di Monaco di Baviera nel 1970.
Situato nella storica Malá Strana, ai piedi del castello di Praga, l'Augustine Hotel di Praga sorge all'interno delle mura del monastero agostiniano di San Tommaso, un sito storico risalente a oltre 800 anni fa e che rimane una comunità vivente e attiva di monaci agostiniani che preservano una routine quotidiana di culto, lavoro e studio.
L'acquisizione riflette la più ampia ricalibrazione strategica di Kempinski verso l'investimento diretto e la proprietà di immobili di riferimento per controllare l'esperienza degli ospiti dall'inizio alla fine. «Kempinski è stata fondata su una semplice convinzione: che l'ospitalità debba consentire agli ospiti di vivere il meglio della Good Life - ha commentato Barbara Muckermann -. Le occasioni per acquisire strutture come l’Augustine Hotel di Praga sono estremamente rare. Questo investimento ha offerto un’opportunità unica e irresistibile per assicurarsi un bene storico in una delle principali destinazioni di lusso europee, creando al contempo una vetrina d’eccezione per “The Good Life” come futuro del marchio Kempinski nel segmento dell’ultra-lusso».
L'albergo dispone di 101 camere, tra cui 20 suite, molte delle quali presentano soffitti a volta e travi in legno originali, conservando l'autentica struttura degli ex alloggi dei monaci; ristoranti specializzati, tra cui due concept di bar distinti, tra cui il Refectory Bar, precedentemente la sala da pranzo del monastero; un centro benessere e fitness; The Monastic Library, una sala biblioteca che ospita una collezione che abbraccia secoli di pensiero teologico e scientifico; oltre 400 m² di spazi per riunioni; e più di 650 m² di terrazze e giardini all’aperto.
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“La revisione della direttiva europea sui pacchetti turistici non soddisfa, dal nostro punto di vista, l’obiettivo originario di favorire anche un quadro adatto a gestire contesti di crisi come pandemie, guerre e cause di forza maggiore con le conseguenti interruzioni di viaggi su larga scala. Non condividiamo assolutamente le nuove regole introdotte – la crisi in atto in Medio Oriente ne è la piena dimostrazione – poiché le regole europee sono difficilmente sostenibili e attuabili da parte delle imprese del settore”.
Così Gianni Rebecchi, presidente Assoviaggi Confesercenti, ha commentato il via libera definitivo con cui il Consiglio Ue ha formalizzato l’adozione della direttiva europea che rivede le norme sui viaggi a pacchetto.
“Si doveva raggiungere un obiettivo equo e sostenibile per imprese e consumatori – ha proseguito il presidente – ma così non è stato. Un conto è applicare le norme della direttiva europea in un contesto di ordinarietà, ma attenersi alla nuova normativa in contesti di cause di forza maggiore ed eventi di portata eccezionale diventa insostenibile per le imprese”.
“È necessario introdurre, come avviene per altri settori, un fondo europeo dedicato al settore del turismo – ha concluso Rebecchi – per gestire calamità e crisi impreviste, una priorità per un comparto decisivo per l’economia europea.”
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Alla luce della situazione attuale, molti operatori ritengono plausibile uno spostamento di pesi dall'Oriente alle Americhe per le prossime stagioni turistiche. Con molti distinguo. «Più che a uno spostamento netto, stiamo assistendo a una riallocazione dell’interesse – spiega il direttore commerciale di Quality Group, Marco Peci -. L’Oriente resta centrale, ma le Americhe stanno vivendo una fase di forte riattivazione. Non è quindi una vera e propria “sostituzione”, ma un riequilibrio naturale di un mercato che oggi è meno “polarizzato” verso Oriente».
Le attività in campo
Sul fronte delle attività, Peci conferma un’operatività su più fronti. «Continuiamo a sostenere tutte le destinazioni con un mix integrato di attività: newsletter, social, academy, eventi e momenti relazionali. Non sono strumenti isolati, ma parti di un unico disegno ampio e complessivo spesso sviluppato in condivisione con gli enti del turismo e i vettori. Avendo nove brand con strutture operative altamente specializzate sulle proprie destinazioni, i nostri sforzi sono corali e indirizzati a tutte quelle mete dove domanda, accessibilità e nostre capacità si incontrano. Oggi il punto di equilibrio è comunque su tutti i continenti, compresa l’Asia quindi, anche se America, Europa e Africa sono le macro aree sulle quali si sta concentrando la domanda».
Quanto all’andamento del booking, «La clientela sta in parte attendendo l’evoluzione del conflitto del Golfo ma le prenotazioni non sono calate in modo così significativo come ci saremmo attesi, se non per alcune destinazioni direttamente o indirettamente coinvolte nel conflitto».
Su questo quadro, si allunga l’ombra di una aumento dei prezzi dei biglietti aerei fuori controllo. «Il caro voli incide, ma non in modo uniforme e soprattutto non in modo determinante; è certamente un fattore critico, ma non è ciò che guida la decisione finale. Il vero tema non è il costo del volo, ma la capacità di dare senso e valore al viaggio. Ed è su questo che continuiamo a lavorare».
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Marriott International ha annunciato la firma di nove nuovi accordi in Grecia, per un totale di quasi 1.000 camere, a conferma della sua strategia di sviluppo a lungo termine nel Paese. I nuovi accordi includono l'atteso ingresso sul mercato di Residence Inn by Marriott e Le Méridien, ampliando ulteriormente il portfolio della società, che attualmente comprende 47 strutture e oltre 6.000 camere distribuite in 10 marchi e 12 mercati in Grecia.
Jerome Briet , chief development officer per Europa, Medio Oriente e Africa di Marriott International, ha dichiarato: «Essendo una delle destinazioni turistiche più ambite al mondo, la Grecia continua a offrire a Marriott significative opportunità di espansione nelle sue isole, regioni costiere e centri urbani. Queste nuove firme riflettono la forte fiducia che proprietari e affiliati ripongono in Marriott e sottolineano la domanda costante per il nostro portfolio di marchi diversificato nel mercato greco».
I progetti
Come riporta TravelDailyNews, i progetti appena annunciati spaziano tra destinazioni urbane e turistiche, supportando la strategia di Marriott volta a rafforzare la propria presenza in diversi segmenti del mercato alberghiero greco.
Ad Atene, la società ha firmato un accordo per il Residence Inn by Marriott Athens, un hotel di 57 camere la cui apertura è prevista per il 2027, per rispondere alla domanda di alloggi per soggiorni prolungati nel centro città. A Creta, l'apertura del Le Méridien Sissi Crete, con 229 camere, è prevista per il 2027.
Ulteriori espansioni a Creta includono il Milatos Marriott Resort Crete, con 314 camere, la cui apertura è prevista per il 2028, mentre The Tenant, Heraklion Crete, un Tribute Portfolio Hotel con 40 camere, dovrebbe aprire nel 2026.
A Paros, l' Orosea, Paros, Autograph Collection, con le sue 40 camere, entrerà a far parte del portfolio nel 2026, ampliando la collezione di hotel indipendenti della compagnia.
Marriott sta inoltre rafforzando la sua presenza nel segmento del lusso con la firma dell'accordo per Hymnos, un Luxury Collection Resort & Spa, Zakynthos. Il resort di 94 camere, situato sulla spiaggia di Bouka, dovrebbe aprire nel 2026
Nel 2025, la società ha ampliato il proprio portfolio lifestyle con l'apertura del Tella Thera, con 20 camere, e dello Stamna Sifnos, anch'esso con 20 camere, entrambi membri di Design Hotels. Inoltre, è prevista l'apertura entro l'anno dell'Eréma, un hotel di 41 camere anch'esso membro di Design Hotels a Milos.
Attualmente la Grecia ospita 10 marchi del portfolio Marriott Bonvoy, che spaziano tra i segmenti di lusso, premium e select service, tra cui The Luxury Collection, W Hotels, JW Marriott, Marriott Hotels, Sheraton Hotels & Resorts, Westin Hotels & Resorts, Tribute Portfolio, Autograph Collection, Design Hotels e Moxy Hotels.
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[post_content] => Vacanze di Pasqua in chiaroscuro, la destinazione Italia tiene ma si avverte il peso del conflitto in corso in Medio Oriente. Le presenze stimate sono 14,1 milioni con un lieve calo del -1,3%, duecentomila presenze in meno rispetto all'anno precedente. I turisti stranieri rappresentano il 58,9% del mercato per un totale di 8,3 milioni di pernottamenti (-1,4%), mentre per gli italiani sono 5,8 milioni (-1,2%).
Questi i principali risultati emersi dall'indagine del Centro Studi Turistici di Firenze, per Assoturismo Confesercenti, su un campione di 1.087 imprese italiane della ricettività.
Le festività pasquali, pur essendo storicamente il volano per la stagione primaverile, quest’anno risentono del forte clima di instabilità geopolitica. Per tutte le macro-aree italiane è prevista una flessione, con un calo più accentuato nel Sud e Isole (-2,0%) e nel Centro (-1,8%). Per le località di montagna è attesa una sostanziale stabilità dei flussi turistici, grazie ai mercati esteri, mentre le città d’arte si confermano destinazioni trainanti nonostante la flessione stimata del -0,8%.
Stranieri
Sono ancora una volta i visitatori stranieri a trainare il turismo di Pasqua in Italia. In crescita le provenienze da Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera, Rep. Ceca e Ungheria; mentre risultano in flessione le provenienze da USA, Canada, Australia, Gran Bretagna, Cina, Giappone, India e Corea del Sud. Stabili i turisti del Belgio, Brasile, Spagna e Scandinavia.
“Siamo in una fase di forte incertezza. Il conflitto in corso in Medio Oriente e le conseguenti tensioni internazionali iniziano a far sentire i propri effetti sul turismo italiano. Cancellazioni di voli intercontinentali, aumenti delle tariffe aeree, revoca delle prenotazioni e percezione di insicurezza da parte dei viaggiatori scoraggiano”, spiega il Presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina.
Contraccolpi
“Sotto questo profilo la crisi ha già prodotto effetti negativi per le agenzie di viaggio e per tutto il settore del turismo outgoing, ma i primi contraccolpi iniziano a registrarsi anche sul fronte dell’incoming con il rallentamento dei flussi internazionali e un raffreddamento delle prenotazioni da parte di alcuni importanti mercati extra europei. Eppure, nei primi tre mesi dell'anno, il comparto turistico aveva dimostrato una notevole capacità di adattamento alle oscillazioni dei mercati, nonostante la lieve flessione delle presenze. È necessario un intervento deciso e rapido a sostegno delle imprese dell’intera filiera che si ritrovano a soffrire una condizione di incertezza assoluta”, conclude Messina.
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[post_content] => Prima volta a Bologna per Lot Polish Airlines, che qui ha inaugurato la nuova rotta per Varsavia, collegamento che viene operato sei volte a settimana per tutto l'anno, offrendo ai passeggeri grande flessibilità con diversi orari di partenza.
I nuovi voli offriranno ai passeggeri in partenza da Bologna un rapido accesso alla capitale polacca, centro economico del paese e, inoltre, affascinante meta per un breve soggiorno in città, con una scena culturale giovane e dinamica. Inoltre, via Varsavia è possibile usufruire senza problemi di coincidenze con voli in coincidenza all'interno del network globale di Lot verso numerose destinazioni in Polonia, altri paesi europei, Asia centrale e meridionale, Estremo Oriente e Nord America.
Con la Bologna- Varsavia, Lot amplia significativamente la sua presenza in Italia; insieme a Roma, Milano e Venezia, la città emiliano-romagnola diventa così il quarto aeroporto di partenza della compagnia aerea nel Paese. "L'Italia e Lot sono un connubio perfetto - sottolinea Amit Ray, direttore per Italia, mercati Dach, Malta e India e Responsabile Vendite Globali Corporate e Strategiche del vettore polacco -. Abbiamo registrato una crescita costante in Italia e siamo stati in grado di espandere gradualmente la nostra presenza in linea con la forte domanda. Siamo entusiasti di aggiungere Bologna alla nostra rete di rotte globali, offrendo ai clienti una maggiore scelta. Bologna è inoltre un'ottima destinazione di arrivo da molti mercati esteri".
“L’avvio del nuovo volo Bologna-Varsavia con Lot Polish Airlines – commenta l’ad di Aeroporto di Bologna, Nazareno Ventola – è particolarmente importante per il nostro territorio e bacino di utenza, non solo perché rafforza i collegamenti tra la nostra regione e la capitale della Polonia, ma anche perché consente ai nostri passeggeri di accedere a tutta la rete di connessioni della compagnia di bandiera polacca, con oltre 120 destinazioni in Europa, Asia e Nord America.
Lot infatti è una novità per l’aeroporto di Bologna, un vettore che si va ad aggiungere al già ampio portafoglio di compagnie aeree presenti al Marconi. Il nuovo volo, inoltre, potrà favorire ulteriormente il traffico incoming verso il nostro territorio da parte di un’area dell’Europa particolarmente dinamica, in fase di forte sviluppo e che ha storicamente un forte legame con Bologna e con tutta la regione”.
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Club Med riconferma l'Italia fra i bacini principali sui quali investire. E' Rabeea Ansari, managing director Southern Europe, Middle East and Northern Africa, a ricordare come quello italiano sia un mercato secondo solo a quello spagnolo. «Dai 100-120 resort del passato siamo arrivati a una rosa di 60 strutture nel mondo, al 100% di fascia premium. Il riposizionamento del brand verso l'alto di gamma può dirsi compiuto e oggi possiamo affermare di avere in portfolio solo resort che rispondono a precise caratteristiche. A cominciare da location iconiche, inserite in contesti nei quali l'impatto sostenibile è di fondamentale importanza. Club Med ha mantenuto inalterato lo spirito pionieristico dei suoi primi anni di vita, rivestendolo però di contenuti nuovi, in linea con i tempi moderni». Esempi di questa attenta ricerca di armonia con il territorio sono ad esempio i nuovi resort in Sudafrica o nel Borneo malese.
La presenza in Italia
In Italia, dopo le strutture di Cefalù, Pragelato Sestriere e l'inizio dei lavori a Sansicario, lo scouting non si ferma: l'amministratore delegato di Club Med Italia, Arnaldo Aiolfi, guarda avanti ed è alla ricerca di nuove location fra Sardegna, Sicilia e montagna. Lungo la Penisola il piano di sviluppo prevede l'apertura di sei o sette resort nei prossimi anni.
«Il piano industriale prevede di raddoppiare il numero dei nostri resort entro il 20235, al ritmo di 5-6 niuovi resort all'anno - aggiunge Ansari -. Naturale quindi che anche l'Italia rientri a pieno titolo nelle aree sulle quali puntare per lo sviluppo futuro».
Un ruolo rilevante sarà quello giocato dalla montagna. «Sulle Alpi, tra Italia, Francia e Svizzera, abbiamo oggi 14 resort che nell’ultimo inverno hanno avuto una percentuale di riempimento media tra l’85% e il 90%».
Il fatto poi di rappresentare un brand internazionale porta un indubbio vantaggio competitivo sul fronte della destagionalizzazione: «Ogni mercato ha una sua stagionalità e contando su mix di clientela diversi possiamo ottimizzare i riempimenti anche nei periodi di bassa stagione».
Interrogata da David Pambianco, ceo di Pambianco, la manager ricorda come, con 75 anni di expertise alle spalle, Club Med sia sempre in prima linea nell'innovazione. «Il futuro - chiude Ansari - sarà all'insegna di strutture più piccole, ma sempre caratterizzate da una formula all inclusive che continua a catturare le preferenze anche della fascia alto spendente».
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[post_content] => «Il livello di attenzione, delle agenzie e dei clienti, verso le destinazioni di corto raggio e di quelle più a occidente è facilmente rilevabile osservando le conferme arrivate da inizio marzo ad oggi». Alessandro Seghi, direttore commerciale di Alpitour World, traccia un primo, parziale bilancio dei trend di mercato degli ultimi giorni.
«L’andamento delle mete a corto raggio e di quelle a ovest ha registrato delle correzioni verso l’alto che non compensano però i rallentamenti delle altre destinazioni. E’ bene inoltre precisare che non ci sono destinazioni completamente ferme sull’estate. La nostra convinzione è che in questa fase prevalga una logica “attendista” e che alcuni clienti abbiano solo sospeso le loro intenzioni di acquisto, aspettando di comprendere le evoluzioni internazionali per tornare a confermare pratiche su tutte le destinazioni, anche su quelle verso Oriente».
L'operatività di Alpitour
In questa fase, Alpitour sta lavorando su più ambiti. «Stiamo lavorando su diverse direttrici. La prima, attivata ad inizio marzo, riguarda le incentivazioni quadrimestrali al trade su destinazioni di corto raggio (principalmente quelle mediterranee) e di lungo raggio con focus su Americhe, Africa australe e Giappone. Abbiamo inoltre rafforzato le attività di comunicazione sui canali social e digital verso le mete che, in questo momento, sembrano raccogliere il maggior interesse da parte della clientela. Infine, stiamo organizzando piani di formazione su specifiche mete per accrescere il livello di conoscenza del trade sui nostri specifici prodotti. Stiamo inoltre appoggiando specifiche iniziative promosse dai principali network nazionali al fine di sostenere il maggior numero di azioni sui clienti finali».
Il futuro è ancora difficile da interpretare, ma andrà comunque affrontato con determinazione. «L’impegno sarà principalmente rivolto alla flessibilità e alla capacità di reazione. In passato abbiamo visto che certi eventi mostrano traiettorie che cambiano con una certa frequenza e registrano accelerazioni o rallentamenti non facilmente prevedibili. Questo mette il nostro gruppo nella condizione di alzare al massimo livello l’analisi dei vari scenari per reagire il più velocemente possibile ogni volta che il contesto geopolitico lo impone o lo consente. Oggi, nello specifico, la nostra azione segue tre diverse logiche: consolidamento delle destinazioni con trend già positivi, incremento della capacità su destinazioni non toccate dalla crisi, sostegno delle destinazioni che non sono state toccate dagli eventi, ma che risentono di un mood negativo».
Il trend
Al momento, il trend indica «un rallentamento delle prenotazioni sulle destinazioni estere che riteniamo essere più legato a situazioni di attesa che non di contrazione. Nel corso delle ultime 6 stagioni, relative agli ultimi 3 anni, ci eravamo abituati a vedere crescere l’advance booking a discapito del last minute. Per l’estate 2026 ci aspettiamo un deciso ribilanciamento tra le due modalità di acquisto». E ancora, il manager evidenzia un «crescente interesse verso soluzioni di volato point-to-point e una grande attenzione alle soluzioni con formule assicurative e che prevedono assistenza da parte dell’operatore».
Fra i temi sotto la lente, l’impennata del prezzo dei voli.«Il pricing dei voli è storicamente e in generale una variabile sensibile alle fluttuazioni del costo del fuel, soprattutto sul lungo raggio. In questo particolare momento ci aspettiamo che possa incidere anche sui voli di corto e medio raggio. L’incremento dei costi del carburante, unitamente ad una grande oscillazione delle relative quotazioni sui mercati finanziari, avrà un sicuro impatto sul prezzo dei pacchetti. Diventa pertanto fondamentale potenziare le logiche di dynamic pricing per salvaguardare vendite e marginalità». Sul discorso voli, il fatto di appartenere a una filiera integrata, che può contare anche su una compagnia aerea di proprietà, si dimostra elemento vincente. «Le sinergie con Neos sono state e saranno sempre di più un fattore competitivo determinante. La velocità con cui adattiamo la nostra capacità in relazione agli andamenti e alla domanda di mercato è diventato un nostro fattore distintivo. Questo, nelle nostre intenzioni, rappresenta un grande supporto per il trade che può contare su di un operatore integrato che “posiziona” capacità aerea e ricettiva laddove lo richiede il mercato».
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[post_content] => Trenord seleziona futuri capitreno: dalle ore 10 di domani, giovedì 2 aprile, sarà possibile inviare la propria candidatura per entrare nel team di personale responsabile del servizio a bordo delle oltre 2400 corse effettuate ogni giorno in Lombardia, in otto province delle regioni limitrofe e sul collegamento aeroportuale Malpensa Express.
Le candidature saranno aperte fino a lunedì 20 aprile, secondo le indicazioni che verranno rese disponibili domani sulla pagina “Lavora con noi” del sito trenord.it.
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"Il capotreno è una figura centrale per la qualità del viaggio: è il responsabile della sicurezza di ogni corsa ed è il principale riferimento per i passeggeri, ai quali garantisce assistenza, informazioni e una comunicazione efficace - spiega una nota della società -. È il volto dell’azienda per chi viaggia e contribuisce in modo determinante alla relazione con il pubblico".
I candidati selezionati per questo ruolo parteciperanno al corso di formazione organizzato dall’azienda, che consentirà loro di acquisire tutte le competenze necessarie allo svolgimento del lavoro.
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