22 January 2021

Open air: la grande occasione. Al via una campagna di comunicazione per avvicinare nuovi target di clientela

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Bruna Gallo

Una densità per camping che garantisce, a ogni singolo ospite, una superficie media che va da un minimo di 40 fino a 110 metri quadrati. Il tutto inserito in un contesto di strutture organizzate, in grado di implementare agevolmente i protocolli di sicurezza (quando finalmente saranno definiti dalle autorità, ndr), nonché di garantire formazione adeguata ai propri collaboratori, supporto agli ospiti e una serie di servizi gestibili anche in autonomia dai clienti, a partire dal food delivery fino alle attività di intrattenimento. Forte di questi presupposti l’industria dell’open air si pone come risposta privilegiata alla domanda di vacanza degli italiani per questa strana estate in arrivo. Da qui l’idea del progetto Open Air Next Step: un’iniziativa che mira a comunicare il valore non solo contingente di una vacanza outdoor, provando a raggiungere quella domanda potenziale che ancora non si è avvicinata al segmento ma che quest’anno, anche a seguito dell’emergenza Covid-19, potrebbe cercare nuove risposte alle proprie esigenze di viaggio. La campagna, nata dalla volontà di sei aziende del comparto, Baia Holiday, Club del Sole, CrippaConcept, Human Company, Vacanze col cuore e Vacanze di Charme, con il patrocinio di Faita Federcamping, Assitai e Assocamping, si svolgerà sui canali online, con un occhio di riguardo ai social, e avrà come target le giovani famiglie e le coppie di millennials, nonché della generazione Z.

Senza andare a scomodare il falso mito dell’ideogramma cinese per la parola crisi, che erroneamente si vuole contenga in sé anche il concetto di opportunità, appare insomma chiaro che la sfida rappresentata dall’emergenza sanitaria in corso  potrebbe davvero trasformarsi in un’occasione unica per il segmento dell’outdoor. Ciò detto non mancano tuttavia le criticità: il comparto, come il resto dell’industria turistica, ha infatti visto le proprie entrate azzerarsi per mesi, a seguito delle misure di lockdown. “Un vero peccato, perché fino a gennaio tutti i numeri ci facevano presagire un anno di grande crescita, per un settore che solo l’anno scorso è stato capace di generare 70 milioni di presenze complessive e un giro d’affari totale, compreso l’indotto, di ben 5 miliardi di euro“,  ha spiegato il direttore commerciale di Human Company, Bruna Gallo, durante la presentazione ufficiale del progetto. E ciò grazie in particolare alla domanda estera, soprattutto quella proveniente dal Nord Europa, che da tempo rappresenta l’elemento di mercato più dinamico del settore. E che quest’anno se non del tutto azzerato sarà sicuramente notevolmente ridimensionato. Anche da queste considerazioni nasce quindi la necessità di una campagna di comunicazione intensiva specificamente rivolta ai consumatori italiani. Perché al momento, ha osservato il presidente Faita Federcamping, Maurizio Vianello, “la domanda domestica non è certo in grado di sostenere da sola la struttura dell’offerta nazionale open air”.

 




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