27 June 2026

Onefinestay è davvero un affare per Accor?

Battersea High Street II_LondonL’ultimo bilancio indipendente depositato da Onefinestay alle autorità competenti di Londra parla chiaro: nel 2015 il portale di affitti brevi di lusso ha registrato perdite secche per 21,1 milioni di dollari Usa. A pesare sulle performance del rivale upmarket di Airbnb, acquistato in aprile da Accor per 168 milioni di dollari, sarebbero stati soprattutto gli attacchi terroristici di Parigi, che avrebbero danneggiato non solo i risultati in riva alla Senna, ma anche quelli della capitale inglese. Il gruppo, si legge nella nota ufficiale pubblicata da Skift, avrebbe infatti sofferto più di altri player del settore a causa dell’elevata concentrazione della propria offerta in queste due città, e per la propria dipendenza dai flussi leisure a lungo raggio, particolarmente sensibili ai temi della sicurezza. La crescita dei ricavi del 3,9%, a quota 20,3 milioni di dollari, non sarebbe perciò bastata a compensare un aumento delle spese del 16,3%, fino a 36 milioni di dollari. Dall’anno della sua fondazione, nel 2009, la società specializzata negli affitti brevi del lusso avrebbe così accumulato perdite per 66,5 milioni. Vero è che, come ogni start-up, anche Onefinestay ha senz’altro bisogno di tempo per dispiegare tutte le proprie potenzialità. E che negli anni la compagnia è riuscita a raccogliere ingenti capitali, tra cui anche 15 milioni di dollari provenienti da Hyatt Hotels. Il gruppo Accor, inoltre, crede davvero nel progetto se, come pare, avrebbe intenzione di investirci ulteriori 77 milioni di dollari per aiutarne lo sviluppo internazionale. L’uscita di scena del ceo e co-fondatore della compagnia, Greg Marsh, che ha lasciato Onefinestay lo scorso settembre nonostante le dichiarazioni iniziali di Accor lo confermassero alla guida della nuova unità indipendente, potrebbe però sottintendere che non tutto stia filando per il verso giusto…

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