27 March 2026

Numeri in crescita per Human Company che rafforza offerta open air e organizzazione

Claudio Cardini

Camping, villaggi e ostelli di ultima generazione in Toscana, Lazio e Veneto, nonché a Praga e Berlino. Ma anche un partecipazione al 50% al progetto Mercato Centrale, attivo a Firenze, Roma e Torino, nato con l’idea di riqualificare attività tradizionali, come quella del salumiere o del macellaio, in contesti in grado di unire cibo, cultura e il piacere di stare insieme. È Human Company, operatore fiorentino dell’open air in espansione, capace di generare marginalità importanti. Lo dicono i numeri: nel 2018 il gruppo ha registrato un fatturato di 115 milioni di euro, a fronte di margini operativi lordi (ebitda) per 27 milioni. «Dobbiamo ancora chiudere il bilancio 2019, ma stimiamo che la crescita si attesterà sul 7%, in termini di giro d’affari complessivo e di ebitda – racconta il ceo Marco Galletti -. Dal momento della nostra fondazione, nel 1982, a oggi non c’è stato un anno in cui non abbiamo registrato un incremento nei numeri».

E lo sviluppo continua, con l’acquisizione recente del camping a 5 stelle Iris Parc Birkelt in Lussemburgo, prima struttura open air del gruppo all’estero, in apertura ad aprile. L’operazione segue quella dello scorso ottobre per il Montescudaio Village: «Un investimento da circa 11 milioni di euro, inclusi i costi di ristrutturazione del complesso da 17 ettari situato in provincia di Pisa – sottolinea il fondatore e presidente del gruppo, Claudio Cardini -. E per il solo 2020, Human Company prevede investimenti per 40 milioni di euro tra ulteriori sviluppi e rinnovamenti dell’esistente».

Bruna Gallo

Ma soprattutto il 2020 vuole essere l’anno della maturità, grazie all’inserimento di nuove figure manageriali, in grado di strutturare al meglio processi e organizzazione aziendale. A partire da Bruna Gallo, figura storica del turismo italiano, una vita in Alpitour, che è stata recentemente assunta con il ruolo di direttore commerciale. D’altronde proprio il canale dell’intermediato gioca un ruolo fondamentale per la compagnia, tanto che agenzie e tour operator, soprattutto internazionali, pesano per un 60% del fatturato totale, con la restante parte costituita da diretto (compresi i repeater) e Ota.

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