24 aprile 2008 08:58
NH Hoteles registra un aumento dell’11% delle vendite nel primo trimestre 2008. Le entrate complessive del gruppo (attività alberghiera, immobiliare ed entrate straordinarie) hanno raggiunto i 324,4 milioni di euro, il 2% in più rispetto ai primi tre mesi del 2007. Comprese le prime tre settimane del mese di aprile, neutralizzando così l’effetto negativo della settimana di Pasqua, la crescita del revPar è superiore al 4% (in hotel comparabili) di fronte all’1% nel primo trimestre dell’anno precedente. In Italia, malgrado il periodo pre-elettorale abbia coinciso con il primo trimestre, gli alberghi della stessa tipologia hanno dimostrato un consistente aumento del revPar del 2,6%, a conferma della buona tendenza delle acquisizioni realizzate dal gruppo nel corso dello scorso anno e che ha complessivamente integrato. Gli alberghi di Milano hanno contribuito in maniera significativa a questa crescita.
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Il "Borgo dei Gatti" cresce ancora. Grazie all'attività di Luigi Brega, deciso a far crescere turisticamente il borgo di Golferenzo, dopo la ristrutturazione totale de La Bütega e de La Corte terminate nel 2025 anche la parte wellness e ospitalità è oggetto di un nuovo slancio.
Il progetto di riqualificazione in fase di completamento entro il 2026 è affidato all’architetto Sabrina Cherubin, che da anni accompagna il Borgo dei Gatti nelle sue evoluzioni. Il primo albergo diffuso certificato della Regione Lombardia si conferma un sistema in continua evoluzione che punta a diventare un riferimento nel panorama dell’ospitalità dell’Oltrepò e non solo.
La storia del Borgo dei Gatti
La storia del Borgo dei Gatti è iniziata come un piccolo sogno di campagna, ma oggi sta assumendo i contorni di una grande realtà imprenditoriale dalle potenzialità in costante evoluzione. Gli elementi per raccontare una perfetta storia italiana c’erano tutti già nel 2020 quando il Borgo ha mosso i primi passi, e ci sono ancora oggi: Luigi Brega, figlio di Golferenzo, lascia in giovane età la sua provincia natale, per poi tornarci molti anni dopo. Così inizia a recuperare un piccolo edificio, a ripristinare un ristorante, a riaccendere le luci de La Bütega, ad acquisire immobili abbandonati riportandoli al loro splendore rurale.
[caption id="attachment_509269" align="alignright" width="120"] Vie del borgo (Ph credits: Chiara Schiaratura)[/caption]
L'intervento di riqualificazione delle nuove suites iniziato nel 2024 vedrà la luce entro il 2026, e si concentra sul recupero di tre edifici che costituivano la vecchia casa padronale, situata lungo via Garibaldi, la via principale che taglia il Borgo. Non si tratta di una classica architettura rurale, come nel caso delle altre dimore che fanno parte dell’albergo diffuso, ma di una soluzione di prestigio, come testimoniano alcuni dipinti ritrovati. I tre edifici sono stati accorpati a costituire un unico impianto architettonico, e l’intero layout di questo isolato è stato ridisegnato in favore di una migliore fruizione dei passaggi interni al Borgo e di nuovi spazi comuni.
Le 6 suites offrono un’ampia metratura e dotazioni pensate per chi è alla ricerca di relax nella massima privacy. Partendo dall’ultimo piano, che ospita la master suite, accessibile direttamente tramite ascensore. Un unico ambiente open space di 60 metri quadrati mansardato con soffitto in legno a vista, un’area wellness privata con sauna e vasca idromassaggio per due persone. Al piano inferiore si trovano due suites con vasca in stanza e vista privilegiata sulla vita lenta del paese; più una terza soluzione, composta da un’ampia camera con studio e una private Spa dotata di sauna e di bagno turco. Al piano terra c’è posto ancora per una camera standard ed una family suite composta da zona giorno e camera padronale con angolo studio.
[caption id="attachment_509271" align="alignleft" width="200"] Esterno spa (Ph credits: Chiara Schiaratura)[/caption]
All’ingresso del nuovo edificio ci saranno la reception ed una lounge con camino per il ricevimento degli ospiti. Ad accoglierli, la direttrice Paola Calonghi, co-fondatrice del progetto Borgo dei Gatti e da sempre figura chiave nella gestione della ricettività. Al centro di tutto, gli spazi comuni: una grande sala colazioni da 25 coperti, vetrata, concepita come una veranda a contatto con la natura, che si affaccia su una delle corti interne; scendendo tramite un'ampia scalinata – o ascensore –, si accede al livello inferiore (che porta a via Garibaldi), dove è stata ricavata una seconda lounge e una sala degustazioni con cantina scavata nella roccia. Qui sorgerà la "Library del Borgo", una biblioteca dove gli ospiti potranno dedicarsi alla lettura sorseggiando un tè o un calice di Oltrepò.
Uno degli aspetti funzionali più importanti del progetto di Brega è proprio il collegamento tra i livelli, che facilita la vita all’intero Borgo. L'obiettivo è offrire un'esperienza di benessere completa, permettendo agli ospiti di muoversi liberamente tra le suite e la Spa in totale privacy, raggiungendo velocemente ogni angolo di Golferenzo e tutti i suoi servizi.
L'ampliamento della spa
L’ampliamento dell’Adàsi Spa prevede un raddoppio degli spazi destinati al benessere, arrivando a coprire nella configurazione finale di progetto circa mille metri quadrati tra interni, esterni e piscine. Il layout dell’attuale ampliamento ruota attorno a una corte a cielo aperto, che sarà idealmente il fulcro di tutto l’intervento. Qui è prevista una piscina idromassaggio particolare: una vasca simile a una vecchia fontana, dotata di tecnologie moderne. Sopra la corte si sviluppa un giardino pensile e un corridoio vetrato che collega gli spazi interni. La nuova area benessere comprenderà sale massaggi (singole e di coppia), una grande sauna, bagno turco e docce emozionali. Fiore all'occhiello sarà il recupero della vecchia ghiacciaia, che verrà trasformata in una doccia emozionale molto scenografica di 3 metri di diametro, con giochi di vapore, essenze e luci che filtrano da 6 metri di altezza.
Il progetto
L'approccio architettonico è di profondo rispetto per il "genius loci". Sono stati recuperati i materiali originali: la pietra, i cotti tipici per le pavimentazioni e le travi a vista sono state trattate e restaurate. Gli elementi nuovi non cercano mai di imitare l'antico (quello che in gergo si definisce falso storico), ma si inseriscono con un linguaggio contemporaneo e rispettoso. L'obiettivo finale di questo intervento non è l'ostentazione, ma offrire il vero lusso contemporaneo: il tempo per sé stessi, il silenzio e la cura della persona in un contesto rurale autentico e raffinato. Un lusso democratico, per tutti, è questa la volontà che dal principio lega tutte le scelte fatte da Luigi Brega: «Voglio restituire il Borgo a chi vive queste zone, riportare la vita, nuovo lustro, nuovi servizi, farlo conoscere al mondo intero… è un progetto ambizioso, ma sono certo di avere con me la squadra perfetta per questa grande impresa».
[post_title] => La "nuova vita" di Golferenzo. Il progetto di Luigi Brega continua
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Il Gruppo Bluvacanze ha completato ieri il rientro del 100% dei passeggeri leisure coinvolti nello stop ai voli determinato dalla nuova crisi geopolitica nel Golfo del 28 febbraio scorso, che ha provocato il più ampio blocco del traffico aereo internazionale registrato dopo la pandemia del 2020.
Nelle aree interessate dalle tensioni si trovavano complessivamente oltre 7.000 travellers del gruppo, tra clientela leisure, viaggiatori corporate e passeggeri seguiti dalle reti distributive. L’operazione di rescue ha coinvolto tutte le legal entities e le business unit del gruppo: il tour operator Going, la rete Bluvacanze Retail e la travel management company CTI – Cisalpina Tours International.
Con l’ultimo rientro avvenuto ieri, si conclude una settimana di gestione intensa delle operazioni. Una task force composta dal top management delle società del gruppo ha operato in stretto coordinamento con le rispettive unità operative e di emergenza, monitorando costantemente l’evoluzione delle restrizioni sui voli e organizzando soluzioni alternative di viaggio. Le operazioni si sono svolte in pieno coordinamento con la Farnesina e in costante confronto con le principali associazioni di categoria.
I compiti
Il tour operator Going ha coordinato il trasferimento dei propri clienti dalle aree interessate dalle tensioni geopolitiche e ha gestito il rimpatrio, su itinerari alternativi, anche di coloro che si trovavano in destinazioni sicure, ma avevano voli con transito negli Emirati Arabi.
Parallelamente, CTI – Cisalpina Tours International si è attivata con i viaggiatori business coinvolti nelle cancellazioni e nelle riprogrammazioni dei voli, predisponendo percorsi alternativi e garantendo continuità operativa alle aziende clienti. Una parte dei business travellers ha richiesto il rientro immediato e CTI ha organizzato voli dedicati speciali per consentire il loro ritorno in tempi rapidi. Altri viaggiatori si trovano tuttora operativamente nell’area e una struttura di emergenza permanente rimane attiva per garantire assistenza e organizzare eventuali ulteriori operazioni, qualora venissero richieste.
Bluvacanze Retail, oltre a supportare la propria rete di agenzie delle insegne Bluvacanze e Vivere&Viaggiare, ha fornito assistenza anche alle agenzie affiliate Blunet che si sono rivolte al gruppo per la gestione delle criticità legate ai loro clienti. L’assistenza ai viaggiatori è stata garantita attraverso i tre servizi dedicati di Customer Care attivi 24 ore su 24: quello delle agenzie Bluvacanze e Vivere&Viaggiare, operativo da otto anni, il servizio Assistenza 7/24 di Going e la struttura Emergency di CTI. Il sistema ha operato secondo il modello consolidato su due livelli: supporto alle agenzie di viaggio (B2B) e assistenza diretta ai clienti finali (B2C).
Valutazione
«Le crisi geopolitiche - ha dichiarato Domenico Pellegrino, ceo del Gruppo Bluvacanze - dimostrano come, proprio nelle situazioni di emergenza, sia evidente la differenza tra filiere organizzate e viaggi disintermediati. Le prime dispongono di strumenti operativi, contrattuali e relazionali che consentono di gestire le criticità e garantire assistenza ai viaggiatori; le seconde espongono il cliente a un rischio operativo molto più elevato. Queste capacità si amplificano nelle organizzazioni di dimensioni maggiori, che possono contare su strutture, sistemi e relazioni istituzionali in grado di affrontare le difficoltà con maggiore efficacia».
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A vent’anni dai Giochi Olimpici che hanno trasformato l’immagine di Torino e valorizzato le sue potenzialità turistiche, la città compie un nuovo passo con la nascita di Destination Torino. Promosso da Federalberghi Torino, il Consorzio riunisce strutture ricettive, operatori privati e servizi specializzati, offrendo una voce unica e una regia condivisa, superando la frammentazione e rafforzando la presenza sui mercati nazionali e internazionali.
«È un modello di sviluppo nato dalla volontà condivisa, in cui il turismo diventa leva di crescita dialogando con economia, cultura e innovazione senza sostituirsi ad altri settori», afferma Caterina Fioritti, presidente del Consorzio. Al fianco della presidente operano i vicepresidenti Fabio Borio (Vicario) e Laura Audi, mentre il Consiglio Direttivo riunisce rappresentanti dei comparti alberghiero, fieristico, culturale e dei trasporti.
Il Consorzio coordina realtà pubbliche e private che hanno contribuito a costruire un turismo fondato su cultura, enogastronomia, business, università, industria, innovazione e grandi eventi, confermando un approccio integrato e collaborativo. Tra gli associati figurano GL Events (Lingotto Fiere), SET – Scalo Eventi Torino, Fiavet Piemonte, Museo Nazionale dell’Automobile, Fondazione Circolo dei Lettori, Museo Lavazza, Casa Martini e Golf Club Stupinigi e Cavourese.
«Il Consorzio opera con spirito costruttivo: non sostituisce gli enti esistenti, ma li affianca», precisa Fioritti, promuovendo un dialogo costante con comune, regione, Camera di commercio e tutte le realtà coinvolte. Fulcro operativo è la Centrale di Prenotazione Alberghiera, integrata con il portale Italyhotels di Federalberghi, che gestisce disponibilità e condizioni competitive. La rete aggrega 2.700 camere per circa 6.000 posti letto tra hotel e appartamenti, con l’obiettivo di presentarsi al mercato come interlocutore unico e rafforzare il posizionamento di Torino nei segmenti leisure e MICE.
Particolare attenzione è rivolta a settori strategici come golf e congressi. Nel 2024, nell’area metropolitana torinese si sono svolti oltre 12.000 eventi, con circa un milione e mezzo di presenze; Torino ha ospitato 36 congressi internazionali. A ciò si affiancano strutture moderne, incluso il polo fieristico del Lingotto, in attesa di riqualificazione. L’obiettivo è costruire una destinazione competitiva e riconoscibile, capace di intercettare nuovi flussi e posizionarsi sui mercati internazionali, superando i picchi stagionali e distribuendo i flussi lungo tutto l’anno. Turismo e sport rappresentano leve complementari per creare lavoro, attrarre investimenti e rafforzare l’immagine della città.
Federica De Luca
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[post_content] => Olbia si consolida come porto strategico nel Mediterraneo con una programmazione in crescita rispetto al 2025. Come riporta La Nuova Sardegna, secondo il calendario dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna, nel 2026 sono previsti 85 scali, 13 in più rispetto ai 72 programmati per il 2025. Un incremento significativo che conferma l’interesse delle grandi compagnie internazionali verso Olbia e la Costa Smeralda e la volontà di rafforzare la presenza sulla città e tutta la Gallura, ampliando anche il periodo operativo.
Destagionalizzazione
Tra le novità più rilevanti c’è la destagionalizzazione. Se nel 2025 il picco si era registrato a maggio, con 23 approdi, nel 2026 la distribuzione sarà più equilibrata e continuativa, con settembre destinato a diventare il mese record con 18 arrivi, superando di fatto il cuore dell’estate.
La stagione inizierà ad aprile con tre navi e si protrarrà fino a dicembre inoltrato, segno di una strategia sempre più orientata a portare flussi turistici anche nei mesi autunnali e invernali. Il 2025 ha confermato la solidità del trend: traffico in crescita, calendario fitto tra primavera e autunno e presenza di navi di medie e grandi dimensioni.
Olbia si è affermata sia come scalo tecnico sia come destinazione turistica, grazie alla vicinanza con la Costa Smeralda, l’arcipelago della Maddalena e l’entroterra gallurese. Le escursioni spaziano tra natura, archeologia ed enogastronomia, ampliando l’esperienza dei crocieristi oltre il turismo balneare. Le ricadute economiche sono chiare: ogni attracco genera indotto per servizi portuali, trasporti, guide, ristorazione e commercio. Il centro storico beneficia di flussi sempre più internazionali, mentre cresce l’attenzione all’organizzazione della mobilità urbana nei giorni di maggiore affluenza.
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[post_content] => I dati diffusi da Istat confermano la piena ripresa del settore crocieristico in Italia. Nel 2024, come indica Quifinanza, i porti dell'Italia hanno accolto quasi 5 milioni di crocieristi, superando di fatto i numeri del pre Covid.
Il dato, che non tiene conto dei transiti, ma solo imbarchi e sbarchi, assume ancora più rilevanza se inserito nel contesto europeo. Il mar Mediterraneo rappresenta una delle aree più competitive al mondo per il turismo crocieristico, con player come Spagna, Grecia e Francia in costante crescita. Eppure, l’Italia è riuscita a mantenere il primato grazie a una combinazione unica di fattori, tra cui la posizione geografica, la densità di porti attrezzati, il patrimonio culturale diffuso e la capacità di attrarre i grandi operatori internazionali.
I principali scali – da Civitavecchia a Genova, da Napoli a Venezia – hanno investito in ammodernamento, digitalizzazione e sostenibilità ambientale. L’intermodalità, la gestione dei flussi e la capacità di accogliere navi di ultima generazione sono oggi fattori decisivi nella scelta delle rotte da parte delle compagnie.
Benefici economici da distribuire sul territorio
La sfida per il futuro non è soltanto gestire numeri crescenti, ma distribuire meglio i benefici economici. Il turismo crocieristico in Italia concentra il passaggio di migliaia di visitatori in poche ore. Se non ben governato, questo fenomeno può generare pressione sui centri storici e limitare l’impatto economico reale sul territorio. Per questo motivo il ministero del turismo ha annunciato un impegno mirato a integrare nei pacchetti crocieristici informazioni e proposte legate alle bellezze locali meno conosciute. Nei prossimi mesi dovrebbero quindi essere promossi accordi con operatori turistici per la creazione di itinerari tematici verso borghi e aree interne, ma anche per la valorizzazione di prodotti tipici e di artigianato locale.
Ogni euro speso da un crocierista a terra può generare un effetto moltiplicatore, soprattutto se intercetta filiere locali. Spostare anche una parte dei flussi verso l’entroterra significa sostenere economie marginali, contrastare il fenomeno dello spopolamento e rendere il turismo uno strumento di coesione territoriale.
Secondo l'Istat, le prenotazioni per il Mediterraneo restano solide e l’Italia continua a essere inserita come tappa centrale nei principali itinerari, anche internazionali. Secondo i dati più recenti di Clia e Risposte Turismo, aggiornati al 2025-2026, il ricavo medio che le compagnie ottengono da ogni passeggero, inclusi biglietto e spese a bordo, varia dai 1.750 o 1.850 euro, fino a superare i 2.950 euro.
Durante il viaggio, i croceristi spendono tra i 185 e i 275 euro in media al giorno, mentre l’impatto economico sui territori visitati cresce proporzionalmente alla qualità dei servizi offerti dai porti. In destinazioni ad alto valore, la spesa media per passeggero è stata di 107 euro nel 2024, concentrata in ristorazione, shopping e tour guidati.
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[post_content] => L' ingresso al Duomo di Colonia, il monumento più visitato della Germania, inizierà a essere a pagamento entro la fine dell'anno.
Costi di manutenzione insostenibili
Come riporta TravelWeekly Guido Assmann, responsabile della gestione della cattedrale, ha affermato che la manutenzione della cattedrale costa circa 16 milioni di euro all'anno, ovvero circa 44.000 euro al giorno, una cifra che non può più essere raggiunta tramite donazioni.
Non è ancora chiaro quando l'ingresso alla cattedrale sarà a pagamento, ma l'iniziativa inizierà nella seconda metà dell'anno. Il Duomo di Colonia attrae circa 6 milioni di visitatori all'anno.
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[post_content] => Il Corinthia Rome segna il debutto italiano del gruppo Corinthia Hotels. La filosofia di grand-boutique del brand si esprime attraverso il restauro del palazzo che ha ospitato la sede di rappresentanza della Banca d'Italia.
Rinnovato con cura e trasformato in hotel, il progetto preserva l'integrità architettonica, dalla struttura monumentale agli affreschi originali degli anni '20. L'hotel da 60 camere segna il primo indirizzo romano di Carlo Cracco e comprende suite panoramiche e una spa sotterranea ispirata agli antichi rituali termali, ricavata dal caveu originale della banca.
Situata nel quartiere di Campo Marzio, a pochi passi dal Pantheon, dai Fori Imperiali e da Piazza di Spagna, la struttura è di proprietà della Reuben Brothers ed è il loro secondo hotel gestito da Corinthia Hotels. Progettato da Pio e Marcello Piacentini, il palazzo è stato costruito tra il 1913 e il 1921. Il restauro che ha dato origine al Corinthia Rome è stato concepito non semplicemente come una ristrutturazione, ma come un attento recupero del patrimonio architettonico e culturale dell'edificio. La struttura è tornata alle sue proporzioni originali, spogliata degli interventi successivi e reinterpretata attraverso una rigorosa ricerca storica e filologica, che ha portato alla luce mosaici, stucchi, cornici, soffitti dipinti e dettagli in marmo.
Un punto di riferimento sul territorio
«Corinthia Rome nasce per essere vissuto - racconta Danilo Zucchetti, managing director -. Invitiamo la città a frequentare e rendere ogni giorno più vivace questo palazzo ritrovato. La connessione autentica con Roma e con chi la abita è ciò che più ci sta a cuore ed è ciò che rende l’esperienza davvero memorabile, per i nostri ospiti, da tutto il mondo, come per i romani.».
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[post_content] => Il Qatar ha previsto una strategia nazionale di assistenza alberghiera di emergenza per sostenere i viaggiatori la cui partenza è stata ritardata a causa del conflitto in corso in Iran, con conseguenze su gran parte della regione mediorientale.
«La sicurezza e l'assistenza dei visitatori sono la nostra priorità assoluta - sottolinea una nota di Qatar Tourism, che desidera innanzitutto - rassicurare tutti i suoi preziosi partner del settore dei viaggi nel mondo».
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«Un passo in avanti, che tuttavia non è sufficiente per realizzare l’intero piano industriale di Sncf Voyages Italia»: è la posizione ufficiale dell'operatore ferroviario francese all'indomani della decisione favorevole dell'Agcm sul futuro ingresso di Sncf nei collegamenti Alta Velocità in Italia.
I francesi sottolineano infatti che il loro progetto «prevede un totale di 13 a/r quotidiani (9 da Torino a Napoli e 4 da Torino a Venezia). Senza questo livello minimo di attività, la società non dispone delle condizioni necessarie per giustificare l’investimento e mantenere le operazioni.
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Il progetto
Il piano prevede che Sncf Voyages Italia inserisca sul mercato italiano 15 treni AV di nuova generazione in grado di accogliere un numero maggiore di viaggiatori, offrendo al tempo stesso il «massimo comfort, prezzi competitivi e un’esperienza di viaggio sostenibile, assicurando l’accesso all’Alta Velocità a oltre 10 milioni di passeggeri all’anno in Italia».
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