23 gennaio 2018 14:47
NH Hotel Group, presente con 51 hotel in 25 città italiane, ha scelto nuovamente di affiancare per tutto il 2018 la Federazione Italiana Rugby in qualità di sponsor ufficiale e di sostenere la squadra nazionale maggiore maschile offrendo ospitalità e supporto presso le proprie strutture sul territorio italiano. La prima occasione è il 4 febbraio: lo stadio Olimpico di Roma diventerà il campo di gioco in cui la Nazionale italiana disputerà il match inaugurale dell’attesissimo NatWest 6 Nazioni 2018. Per questo appuntamento e le tappe successive in Italia del torneo, NH Hotel Group aprirà le porte dei suoi hotel NH Collection e NH Hotels per accogliere i giocatori e offrire loro un’ospitalità fatta di esperienze straordinarie, attenzione ai dettagli, servizi di altissima qualità e cibi selezionati.
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[post_content] => Th Group vira con decisione in direzione dell’ospitalità di lusso e chiude un accordo con Generali Real Estate per la futura gestione di Palazzo Selvadego, prestigioso immobile nel cuore di Venezia, a pochi passi da Piazza San Marco.
L’operazione si inserisce nel percorso di sviluppo strategico per il gruppo, che punta a rafforzare il proprio posizionamento nel mercato dell’hospitality attraverso l’espansione in destinazioni iconiche e nel segmento high-end. La collaborazione con Generali Real Estate, proprietaria dell’immobile tramite il fondo immobiliare Mascagni, ha l’obiettivo di valorizzare ulteriormente un immobile di grande pregio storico e architettonico e di posizionarlo nei circuiti internazionali dell’ospitalità di fascia alta.
Il Palazzo
Palazzo Selvadego risale alla fine del 1200, quando ospitava una delle più belle e rinomate locande di Venezia, già allora detta appunto “del Salvadego”. Nel corso dei secoli, il palazzo ha sempre rappresentato un punto di riferimento per l’ospitalità veneziana, grazie alla sua posizione privilegiata in Calle Larga de l’Ascension, nei pressi del Canal Grande e di piazza San Marco, accogliendo gli ospiti in cerca della più autentica atmosfera veneziana con la sua elegante facciata in mattoni nel tipico stile bizantino.
Palazzo Selvadego sarà oggetto di un progetto di riqualificazione finalizzato al rilancio, che ne valorizzerà le caratteristiche uniche riposizionandolo nel mercato luxury internazionale, anche attraverso l’adesione ai principali network di distribuzione dedicati alla clientela più esigente e l’adozione di standard di servizio in linea con le migliori strutture presenti nel centro storico veneziano.
Questa operazione si inserisce nel piano di crescita di Th Group che prevede ulteriori iniziative nel segmento upscale e luxury, in Italia nelle principali destinazioni turistiche, con l’obiettivo di ampliare il proprio portafoglio e intercettare la domanda internazionale ad alto valore aggiunto.
Graziano Debellini, presidente di Th Group, ha dichiarato: «Il segmento luxury rappresenta un passaggio naturale nel percorso di crescita di Th Group. Venezia è una delle piazze più importanti al mondo per l’ospitalità di alta gamma e Palazzo Selvadego costituisce il cuore di un progetto più ampio che vedrà il gruppo impegnato in nuove operazioni nei prossimi mesi, con l’obiettivo di rafforzare il nostro posizionamento anche nel mercato internazionale».
Benedetto Giustiniani, head of Southern Europe region, Generali Real Estate, ha aggiunto: «Palazzo Selvadego sarà un affascinante ‘boutique hotel’ nel centro di una città unica e preziosa come Venezia, dove il turismo di alta gamma offre opportunità di crescita. Generali Real Estate continua a crescere nel segmento hospitality in Europa valorizzando ed accrescendo il proprio portafoglio di immobili di qualità. Siamo lieti di affidare la gestione di questo storico immobile a Th Group, uno dei principali operatori alberghiero italiani per dimensione del portafoglio, con quasi 50 anni di storia».
Ulteriori operazioni nel segmento luxury saranno annunciate nei prossimi mesi nell’ambito del piano di sviluppo di Th Group.
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[post_content] => Wizz Air ha accolto in flotta il 200° aeromobile Airbus A321neo - un Airbus A321Xlr: dalla presa in consegna del suo primo Airbus A321neo nel 2019, il vettore ha ampliato costantemente la propria flotta con uno degli aeromobili a corridoio singolo più avanzati ed efficienti al mondo.
Al completamento delle consegne in corso, la flotta neo di Wizz Air è destinata a comprendere sei A320neo, otto A321Xlr e 186 A321neo.
«Questo traguardo riflette il nostro costante impegno verso la crescita, l’innovazione e l’efficienza in termini di intensità delle emissioni - ha dichiarato Owain Jones, chief corporate officer della compagnia aerea -. Dal nostro primo A321neo nel 2019 fino al 200° consegnato oggi, abbiamo costruito una delle flotte più giovani ed efficienti del settore. Non si tratta soltanto di celebrare dei numeri: è la dimostrazione concreta della nostra visione per il futuro del trasporto aereo. E non ci fermiamo qui: continuiamo a sviluppare la nostra flotta e puntiamo a operare una flotta interamente neo entro il 2029, migliorando ulteriormente l’esperienza dei passeggeri e riducendo ancora di più l’intensità delle nostre emissioni».
Equipaggiato con motori Pratt & Whitney di nuova generazione, l’A321neo garantisce fino al 20% in meno di consumo di carburante e una riduzione delle emissioni di CO₂ per posto rispetto ai modelli precedenti. Questa efficienza non solo supporta gli obiettivi di sostenibilità di Wizz Air, ma contribuisce anche a operazioni più silenziose, riducendo l’impatto acustico sulle comunità vicine agli aeroporti.
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[post_content] => Il 17 dicembre 2026 comincerà la nuova era di Korean Air come compagnia di bandiera integrata, a conclusione del percorso di acquisizione con Asiana Airlines che, al contempo, cesserà di esistere.
Oggi, dopo un iter di oltre cinque anni, i consigli di amministrazione di Korean Air e Asiana Airlines hanno infatti approvato l'accordo di fusione, mentre la firma formale del contratto è prevista per domani, 14 maggio.
L'intesa è successiva all'accordo iniziale di sottoscrizione delle azioni firmato nel novembre 2020: Korean Air assorbirà tutte le attività, le passività, i diritti, gli obblighi e il personale di Asiana Airlines.
Il governo sudcoreano e i creditori statali hanno fornito ad Asiana Airlines un sostegno di liquidità pari a 3,6 trilioni di Krw per stabilizzare il settore dell'aviazione nazionale a seguito delle perdite causate dalla pandemia. Korean Air ha gestito la ristrutturazione finanziaria e operativa di Asiana durante il processo di acquisizione, che ha incluso il rimborso completo dei fondi pubblici.
Dopo la firma, Korean Air presenterà una richiesta di fusione al Ministero del Territorio, delle Infrastrutture e dei Trasporti: a giugno la compagnia richiederà una modifica delle specifiche operative (OpSpecs) per uniformare la flotta e i sistemi di sicurezza di Asiana Airlines al Coa già in possesso di Korean Air.
Una volta ottenute le approvazioni nazionali, Korean Air procederà con le successive richieste di autorizzazione presso le autorità aeronautiche internazionali per allineare i sistemi di gestione della sicurezza e i protocolli operativi in tutta la rete globale ampliata.
L'integrazione rafforzerà la presenza di Korean Air sul mercato globale e consoliderà l'aeroporto di Incheon come hub di primo piano, grazie a una connettività di rete ottimizzata e a una maggiore efficienza dei collegamenti in transito. Korean Air sta inoltre completando il processo di consolidamento del programma fedeltà, in coordinamento con la Commissione coreana per la concorrenza e le autorità competenti, al fine di garantire una transizione fluida per i passeggeri.
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[post_content] => Quella alle porte sarà un'estate particolarmente calda per chi viaggerà in treno in Italia: il gruppo Fs ha infatti previsto numerosi opere e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e aggiornamenti tecnologici.
Oggi sono 1.300 i cantieri attivi ogni giorno sulla rete ferroviaria, e il livello degli investimenti è il più alto mai registrato, grazie all’operatività del Pnrr e all’accelerazione impressa ai programmi di potenziamento e manutenzione della rete.
Il piano di investimenti ha fatto registrare ricadute significative sull’economia nazionale e sui livelli occupazionali: gli interventi effettuati nel 2025 hanno generato un indotto di 20,5 miliardi di euro sul valore della produzione e di 8,6 miliardi di euro sul Pil, con 112mila occupati nelle filiere coinvolte. In questo scenario si inseriscono anche i 25 miliardi di euro di fondi Pnrr assegnati al Gruppo Fs, di cui 18 già investiti fino a febbraio 2026.
Il calendario dei prossimi mesi è fitto di interventi importanti: la strategia scelta è quella delle chiusure più lunghe e concentrate nei periodi di minor traffico, soprattutto in estate, per comprimere i tempi dei lavori. Tradotto per chi viaggia: meno treni, deviazioni e percorrenze più lente.
Sulla linea AV Milano-Venezia, dal 2 al 16 agosto, scatterà uno stop di 15 giorni tra Verona e Vicenza per i lavori dell’attraversamento di Vicenza e della stazione di Montebello. Sulla Milano-Bologna, dal 10 al 17 agosto, la circolazione tra Piacenza Est e Melegnano sarà interrotta per il rinnovo dei deviatoi, con treni deviati sulla linea tradizionale.
Particolarmente critica la situazione sulla Milano-Genova: i lavori sul Ponte Po andranno avanti fino al 30 settembre e tra il 20 luglio e il 28 agosto è prevista la chiusura totale della linea, con inevitabili allungamenti dei tempi di viaggio, con itinerari alternativi.
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Il gruppo Fs afferma di aver «salvaguardato le principali direttrici turistiche», lasciando aperti i corridoi Adriatico e Tirrenico e i collegamenti verso la Puglia. Sul lungo periodo, il piano promette benefici significativi: nuove linee AV, collegamenti più veloci, nodi urbani potenziati e tecnologie più moderne. Entro il 2027 entreranno in esercizio tratte strategiche come la Brescia-Verona dell’alta velocità Milano-Venezia, il lotto Napoli-Cancello della Napoli-Bari e nuove infrastrutture nei nodi di Genova, Palermo e Roma.
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[post_content] => Un totale di 305 milioni di passeggeri entro il 2035, rispetto agli attuali 230 milioni: è l'orizzonte verso il quale si muove il nuovo Piano nazionale aeroporti per il 2026-2035, che include la creazione di 13 sistemi integrati per sostituire gli attuali 41 scali italiani.
Il progetto, illustrato ieri al Mit e affidato all’Enac - alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dei rappresentanti istituzionali, operatori del settore e parti sociali - si ispira esplicitamente all'esperienza della regione Puglia ed è destinato a rivoluzionare il sistema dei trasporti italiani.
Capacità
Il perno della strategia ruota attorno al superamento del concetto di bacino di utenza puntando alle capacità degli aeroporti anche minori, salvaguardando le realtà locali. Sostenibilità, digitalizzazione e innovazione tecnologica completano poi il piano, che lascia spazio all'integrazione intermodale con il sistema ferroviario per migliorare l’accessibilità e ridurre l’impatto ambientale.
Diverse le aree strategiche messe in evidenza dal piano: Nord Est, Nord Ovest, Milano con gli scali di Linate e Malpensa, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Roma Fiumicino, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia occidentale e orientale e Sardegna. Particolare attenzione è dedicata allo sviluppo del traffico cargo, oggi concentrato soprattutto su Milano Malpensa, con l’obiettivo di estenderlo anche agli aeroporti di Brescia, Grottaglie, Roma e Bologna.
Modello Puglia
Fondamentale, quindi, il riconoscimento del percorso intrapreso dalla Puglia, dove gli scali regionali - Bari, scalo di rilevanza internazionale, Brindisi, Foggia e Taranto-Grottaglie - hanno adottato da anni, primi in Italia, un modello di gestione sinergica.
«Il fatto che il modello Puglia, prima e unica rete aeroportuale italiana, venga assunto come riferimento per l’evoluzione della rete nazionale in 13 sistemi integrati aeroportuali è motivo di orgoglio, perché certifica la validità della scelta compiuta anni fa - ha commentato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile -: mettere in rete gli aeroporti pugliesi secondo logiche di cooperazione, sviluppo della sostenibilità, intermodalità, digitalizzazione e innovazione, superando definitivamente una visione frammentata degli scali. Essere oggi l’unica rete aeroportuale italiana riconosciuta come modello nazionale ci ha consentito di rafforzare la competitività della Puglia e di costruire un sistema capace di affrontare le sfide future del trasporto aereo».
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[post_content] => Bilancio d’esercizio al 30 novembre 2025 positivo per Costa Crociere. La compagnia ha generato ricavi in crescita a 4,9 miliardi (rispetto ai 4,7 miliardi dell’esercizio precedente), che si accompagnano a un risultato ante-imposte e un utile netto positivi.
Le operazioni
Come si legge su Shippingitaly, Costa Fortuna, ceduta nella primavera dello scorso anno a Margaritaville at Sea e destinata a uscire concretamente dalla flotta il prossimo settembre, è passata di mano al prezzo di 90 milioni di dollari.
Oltre a ciò, Costa comunica che «nell'ambito della propria strategia di sviluppo, Costa Crociere valuta periodicamente il perimetro delle proprie partecipazioni per garantire la massima coerenza con le priorità operative e di business del gruppo. Con riferimento alla partecipazione detenuta in Venezia Investimenti srl, non abbiamo ulteriori commenti riguardo a negoziazioni in corso o potenziali operazioni societarie. Costa Crociere conferma il proprio impegno nei confronti di Venezia come destinazione nel Mediterraneo orientale e continua a operare regolarmente dallo scalo veneziano di Marghera, in coerenza con la propria programmazione di itinerari».
I dati di chiusura
A proposito dell’andamento di mercato, la relazione sulla gestione riportata in bilancio spiega che «l’esercizio 2025 ha rappresentato per il gruppo Costa un altro anno molto favorevole, in cui l’utile operativo si attesta a 1,021 miliardi di euro rispetto ai 974 milioni registrato nell’esercizio precedente. Un risultato positivo, specie considerando che è stato ottenuto durante un periodo caratterizzato da condizioni macroeconomiche sfavorevoli, in particolare l’inflazione e l’incertezza geopolitica». Nel 2025 sono stati 3,2 milioni i passeggeri ospitati a bordo, di cui 1,7 milioni per Costa (che opera attualmente con una flotta di 9 navi) e 1,5 milioni Aida (11 navi). Il trend di occupazione medio è stato del 108%, con un picco del 116% durante il terzo trimestre dell’esercizio.
Infine, in merito all’evoluzione della gestione, Costa ritiene che «l’esercizio 2026 conferma la crescita sia dei ricavi sia dei livelli di occupazione» nonostante l’uscita di scena di Costa Fortuna. «L’ulteriore razionalizzazione della capacità gestita contribuirà a sostenere la redditività complessiva, assicurando livelli adeguati di marginalità operativa e una generazione di liquidità coerente con le esigenze finanziarie del gruppo Costa».
Tuttavia, «il contesto macroeconomico continua tuttavia a presentare elementi di incertezza. Permangono, in particolare, pressioni inflazionistiche sui costi operativi e un quadro geopolitico complesso, con tensioni presenti in Est Europa e nel Medio Oriente. Tali criticità hanno comportato la revisione degli itinerari nelle aree più coinvolte e richiederanno un monitoraggio costante».
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[post_content] => Il gruppo Lufthansa ha effettuato un ordine per 20 nuovi aeromobili a lungo raggio, ad un prezzo di listino di 7,7 miliardi di dollari: la commessa include dieci Airbus A350-900 e dieci Boeing 787-9, con consegne previste tra il 2032 e il 2034. Il Consiglio di sorveglianza di Deutsche Lufthansa ha approvato l’acquisto nel corso della riunione di lunedì, a seguito di una precedente decisione del cda.
«Con l’ordine di 20 ulteriori aeromobili a lungo raggio, stiamo effettuando un investimento sostenibile nel futuro del Gruppo Lufthansa - ha commentato Carsten Spohr, presidente del consiglio di amministrazione e ceo di Deutsche Lufthansa -. Si tratta di un chiaro impegno a favore di una flotta moderna, di una qualità premium e di un’ulteriore riduzione delle emissioni di CO2. Dopotutto, gli aeromobili dotati delle tecnologie più avanzate sono lo strumento più potente per un trasporto aereo più rispettoso del clima. I modernissimi Airbus A350 e Boeing 787 sono più efficienti in termini di consumo di carburante, più silenziosi e presentano emissioni inferiori rispetto ai rispettivi predecessori. Stiamo quindi portando avanti la più grande modernizzazione della flotta della nostra storia».
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[post_content] => Il lusso contemporaneo non si misura più nell’ostentazione, ma nella qualità del tempo, nella discrezione e nella capacità di trasformare un soggiorno in esperienza.
È su questa visione che si fonda Camisa Homes & Villas, realtà italiana specializzata nella gestione e distribuzione di dimore di alta gamma tra Italia, Mediterraneo e Golfo Arabico.
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Un mercato più veloce e internazionale
Nel 2026 il segmento del luxury vacation rental continua a crescere, trainato dal ritorno del mercato nordamericano. Cambiano però i comportamenti: le booking window si accorciano a 60-70 giorni, segno di un viaggio più spontaneo e flessibile. Il viaggiatore high-end prenota più vicino alla partenza e cerca un livello di personalizzazione sempre più vicino all’hôtellerie di lusso, ma con privacy e autonomia assolute.
In questo scenario Camisa si posiziona su un’ospitalità sartoriale, rivolta a famiglie, gruppi multigenerazionali, wedding planner, corporate retreat e clientela internazionale.
Camisa Essential: l’esperienza oltre la villa
Accanto al property management opera Camisa Essential, la divisione concierge del gruppo, che costruisce l’esperienza attorno alla villa. Private chef, transfer, yacht charter, wine tour, attività culturali, wellness e servizi su misura: l’obiettivo è ridurre l’organizzazione e amplificare il valore del soggiorno.
La domanda non è più dove dormire, ma come vivere il luogo.
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Partnership e dettagli di ospitalità
L’esperienza viene arricchita da collaborazioni con eccellenze italiane. Con Talarico, il soggiorno si traduce in un gesto concreto: cravatte e foulard come cadeau di benvenuto, ricordo del viaggio. Con De Cecco, la welcome experience diventa un rituale semplice e identitario, con basket in edizione limitata che celebrano la cultura gastronomica italiana.
Dettagli che trasformano l’accoglienza in memoria.
Micro-wedding: il viaggio diventa celebrazione
Cresce il fenomeno dei micro-wedding di lusso: weekend con 20-30 ospiti in cui cerimonia e soggiorno si fondono.
Nel 2024/25:
il 100% degli eventi ha coinvolto coppie straniere;
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Estate 2025: il lusso del vivere lento
Dall’ultima stagione emerge un trend chiaro: il lusso si sposta verso esperienze più lente e autentiche. In Toscana le ville diventano spazi di convivialità quotidiana; in montagna prevalgono silenzio e natura; al mare cresce la richiesta di soggiorni integrati tra casa e territorio.
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Crescita e prospettiva
Il mercato globale dei luxury vacation rentals ha superato i 100 miliardi di dollari nel 2024. In questo contesto Camisa Homes & Villas ha registrato nel 2025 un fatturato di 1,498 milioni di euro, confermando una crescita coerente con la domanda internazionale.
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Un lusso discreto
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[post_content] => Protocollo d’intesa firmato oggi a Roma tra l’Anci e l’Associazione Dimore storiche italiane sottoscritto dal presidente dell'Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi e dalla presidente nazionale delle Dimore storiche, Maria Pace Odescalchi. L’accordo punta a riconoscere le dimore storiche come parte integrante dell’identità culturale italiana e come leva strategica per la crescita economica, sociale e turistica dei territori, in particolare nei borghi e nei comuni delle aree interne.
Il Protocollo prevede iniziative congiunte per favorire il turismo sostenibile e la destagionalizzazione dei flussi turistici, attraverso l’integrazione delle dimore storiche nei piani culturali e turistici locali, la creazione di itinerari dedicati, la promozione di eventi culturali condivisi e la realizzazione di progetti con scuole e università, programmi di volontariato culturale e iniziative di apertura al pubblico.
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