13 May 2026

Milan Marriott: totale ristrutturazione fra tradizione, innovazione e apertura alla città

Milan marriott

La sintesi ideale fra radici italiane – siciliane nello specifico – e standard internazionali: questo l’approccio che ha guidato la totale ristrutturazione del Milan Marriott, storico indirizzo dell’ospitalità meneghina e piena espressione della proprietà della famiglia Russotti, che attraverso Rgh (Russotti Gestioni Hotels) continua a investire nell’ospitalità d’eccellenza.

Un intervento radicale firmato dallo studio Spagnulo & Partners ha portato al rinnovo delle 317 camere (180 quelle già pronte, le altre lo saranno per fine anno) e tutte le aree comuni – con un investimento complessivo di 200 mln di euro – secondo un concept minimal chic che combina eleganza sobria e funzionalità. Nuovo smalto anche per gli le aree meeting che sin dalle origini hanno contraddistinto l’offerta della struttura: 3.000 mq complessivi, che rappresentano il più grande spazio congressuale nel centro di Milano. Due sale da 400 mq ciascuna – combinabili per creare un’unica area da 800 mq – si affiancano a 14 sale riunioni, capaci di accogliere eventi aziendali e privati di ogni tipo. Saranno operativi dal prossimo settembre.

Massimo risalto poi per l’offerta dedicata alla ristorazione e al tempo libero, che definisce l’idea stessa della struttura e cioè «l’apertura alla città e ai suoi abitanti – spiega il managing director Pippo Russotti -. Con spazi ripensati che siano un invito a utilizzare l’hotel, con i suoi bar e ristorante anche per chi non vi soggiorna. Crediamo in questa città e nel prodotto che stiamo creando e continuiamo a lavorare su questa idea». 

Ecco quindi la nuova sala “Leonardo”, perno dell’esperienza gastronomica dell’hotel, dove farà capolino la tradizione siciliana – terra d’origine della famiglia Russotti -, con piatti iconici rivisitati in chiave contemporanea. Ci sarà inoltre un nuovo club con drink bar e terrazza sulla strada: il luogo di incontro aperto alla città.

Una soluzione che ben risponde alle nuove esigenze dei viaggiatori e intercetta quel target bleisure che è proprio nel radar della struttura milanese: «La ristrutturazione risponde all’evoluzione della città e del viaggiatore sia business sia leisure. Abbiamo voluto trasformare la struttura in un vero e proprio polo nel cuore di Milano, capace di accogliere grandi eventi ma anche di offrire un’esperienza di soggiorno rinnovata, con camere dal design innovativo e contemporaneo. Il nostro obiettivo è quello di creare un punto di riferimento non solo per chi viaggia per lavoro, ma anche per chi cerca un soggiorno di qualità in una Milano sempre più internazionale e dinamica».

La struttura di via Washington «è stato il primo albergo a marchio Marriott in Italia – ricorda Russotti -, quando in Europa erano poco più di una quindicina». L’hotel, aperto l’8 settembre 1994 come Ramada, è infatti passato sotto il marchio Marriott nel 1998, successivamente all’acquisizione del brand da parte del colosso americano. 

 

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Gli eventi che si svolgono nelle città dove si trovano le strutture di Una Italian Hospitality sono occasioni strategiche per esprimere la propria identità e rafforzare il legame con il territorio».\r\nÈ accaduto a Milano in occasione della Design Week, che ha rappresentato un amplificatore naturale dell’offerta di Milano Verticale | Una Esperienze. «L’hotel ha interpretato lo spirito contemporaneo della città attraverso design, gastronomia ed esperienze personalizzate diventando non solo un luogo di soggiorno, ma anche un punto di incontro per eventi, lifestyle e contaminazioni creative».\r\nRisultati soddisfacenti\r\nL’identità del gruppo unisce le radici italiane e l’eccellenza del servizio a una capacità di innovare fondata su una crescita continua. «Il 2025 è stato un ottimo anno, con un miglioramento rispetto al 2024 sia dei ricavi sia dell’Ebitda, con performance positive in termini di tariffe medie e RevPar. - prosegue infatti Marchegiani - Tali risultati sono espressione di una solida risposta del mercato al riposizionamento strategico del 2025, che ha reso il brand Una Italian Hospitality sempre più riconoscibile e distintivo. L’Italia resta il nostro primo mercato con una quota del 32% e un andamento stabile, mentre gli Stati Uniti, che rappresentano il secondo mercato con l’11,6% di share, hanno registrato una crescita del 3,4%. Leggermente in calo invece l’area Dach (-2,5%), che si conferma il terzo bacino di riferimento con il 7,5% di contribuzione. Alcuni mercati internazionali hanno visto una maggior crescita: India (+22%), Far East (+21%) e Uk (+20%), a conferma della capacità del brand di attrarre una domanda sempre più diversificata».\r\n(Chiara Ambrosioni)","post_title":"Una Italian Hospitality, Marchegiani: «Strategia vincente»","post_date":"2026-05-11T10:05:38+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1778493938000]}]}}