27 April 2026

Lindbergh Hotels a caccia di personale: recruiting days a Pesaro il 27 e 28 febbraio

Personale di cucina, di sala, al ricevimento, addetti alla spa, manutentori generici, barman e addetti alla spiaggia fino all’housekeeping. Il gruppo Lindbergh Hotels & Resorts ricerca diverse figure da inserire all’interno dei tre alberghi pesaresi: il boutique hotel Excelsior a 5 stelle, il Nautilus e il Cruiser a 4 stelle. A tal fine sono stati istituiti due recruiting open days presso lo stesso Excelsior nelle giornate del 27 e 28 febbraio. “Abbiamo pensato a domenica e lunedì, in modo da facilitare nei trasferimenti anche chi proviene da fuori zona o è momentaneamente operativo presso altre occupazioni”, sottolinea una nota Lindbergh.

Non si tratta solo di un’opportunità di collaborazione per chi si candida, ma anche della possibilità di testare gli ambienti presso cui svolgerà il servizio e dell’occasione per entrare in contatto con la filosofia del gruppo, fatta di dedizione al cliente, ascolto delle esigenze del team e dell’ospite, cura e attenzione nello svolgimento dell’incarico, riconoscimento del ruolo di ciascuno. “Abbiamo intenzione di investire molto sul personale dei nostri hotel, convinti che possa essere uno degli asset strategici che ci distinguerà ora e in futuro nel panorama dell’hôtellerie italiana – spiega Nardo Filippetti, presidente Lindbergh Hotels -. Investire significa prima di tutto riconoscerne il ruolo e retribuirlo puntualmente e correttamente, ma anche farlo crescere attraverso una formazione continua, un programma di welfare aziendale e momenti aggregativi di team sharing. Di contro, trattandosi di un investimento, ricerchiamo persone altamente motivate a lavorare in questo segmento, con una naturale predisposizione all’empatia e all’ascolto del cliente, e un desiderio di fare accoglienza più che ricettività. Know-how ed esperienza nel proprio ambito sono ovviamente un fattore imprescindibile per la valutazione dei candidati”.

Con sette strutture ricettive (a 4 e 5 stelle) per un totale di circa 950 camere tra la Sicilia, la Sardegna, le Marche, l’Emilia Romagna e l’Umbria, il gruppo Lindbergh impiega fino a 500 dipendenti per un fatturato, in epoca pre Covid-19, di oltre 23 milioni di euro l’anno. Altri due alberghi, localizzati a Pesaro e Rimini, sono in fase di totale ristrutturazione per offrire un’ospitalità a 4 stelle superior e un concept innovativo di fare accoglienza. Lindbergh Hotels nasce nel 2018 dall’esperienza trentennale di Nardo Filippetti nella gestione e conduzione del tour operator internazionale Eden Viaggi.

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Stati Uniti e lungo raggio: perché il tailor-made torna protagonista Nel lungo raggio, gli Stati Uniti si confermano una destinazione capace di intercettare target molto diversi, ma è soprattutto nel segmento medio-alto e premium che si osserva una trasformazione più interessante. Il punto non è solo la ripresa della domanda, ma il suo riposizionamento: il viaggio negli Usa viene richiesto sempre più spesso in forma tailor-made, con una costruzione che tiene conto di tempi, distanze, aspettative e stile di fruizione. In altre parole, si passa dal viaggio “da vedere” al viaggio “da progettare”. Il motivo è strutturale. Gli Stati Uniti sono una destinazione ampia, stratificata e difficilmente comprimibile in formule troppo rigide. Un itinerario efficace deve saper combinare geografie lontane, differenze climatiche, logiche di spostamento e una grande varietà di esperienze. 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E lo fa con il consueto equilibrio ma con rammarico nei confronti di una situazione internazionale che resta complessa.\r\nUn prezzo ingiusto\r\n«Durante il viaggio  - spiega infatti il manager - ho potuto toccare con mano gli effetti assurdi del conflitto in Medio Oriente; la nave su cui navigavo, la “Gemma di Turisanda” piena già da febbraio, ha viaggiato con 10 cabine vuote su 28, complici le cancellazioni post 27 febbraio.\r\nEppure i siti archeologici erano pieni; pieni di spagnoli, pieni di francesi, pieni di inglesi, pieni di americani e anche pieni di cinesi ma vuoti di italiani. Ogni volta che accade qualcosa in Medio Oriente l’Egitto paga un prezzo ingiusto. Le persone, ma qui mi spingerei a dire gli italiani, lo associano a qualsiasi disastro accada nel mondo arabo anche se non ha preso parte al conflitto, non ha preso posizione in favore di uno o dell’altro, non ha basi americane e, come ben noto, non ha subito attacchi dall’Iran. 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