13 May 2026

L’Hotel Lamm, a Castelrotto, nel centro della città un gioiello dell’accoglienza dalla tradizione secolare

Verena Gabrielli con Marc Oberhofer

C’era una volta un antico hotel, di fianco alla chiesa della piazza principale di Castelrotto e di fronte al municipio, la cui storia risale al 1668, più che altro una “locanda” gestita allora da un tal Georg Iglinger.
Dopo diversi proprietari, nel tempo, la famiglia Trocker, nel 1962, la trasformò in albergo con il nome di Post Hotel Lanini, prima di passare la mano a una catena altoatesina per un paio d’anni, finché nel 2016 fu rilevato dalla Cabinovia Alpe di Siusi SpA.
E’ qui che inizia la storia dell’attuale struttura, l’Hotel Lamm, che, dopo una radicale ristrutturazione, che vede residua la sola facciata rivolta verso il centro del borgo storico di Castelrotto, ha reso al ricordo dell’Hotel Lanini, un hotel di design, comfort e concetto.
Verena Gabrielli è la gm, un passato nel turismo con una pausa per poi tornare a dirigere la prestigiosa operazione.
 «Abbiamo riaperto questo gioiello dell’ospitalità altoatesina il 9 maggio 2018, ed oggi lo consideriamo un “nido” per i nostri ospiti dove tornare dopo una giornata passata sulle piste, in inverno, o in giro per il parco dello Sciliar l’estate – spiega Gabrielli – abbiamo riaperto da pochissimo dopo il lockdown e abbiamo segnali incoraggianti, anche se un po’ a rilento»
L’area dell’Alto Adige è un luogo che sta sempre più affermandosi per una vocazione turistica costruita sul buon gusto, l’affidabilità, la qualità e la competenza a partire dagli anni ‘70, evolvendo dal concetto brevissimo della stagione di sci, puntando sulla commistione fra agricoltura, turismo, artigianato, industria, territorio, basandosi su solide infrastrutture.
Le camere e suite del Lamm sono 55, arredate in maniera funzionale e di gusto, tutte con terrazze e balconi: dalla Mountain Classic, 25 m² per 1 persona, alla Mountain Comfort, che si allarga a 35 m² per 2 persone, alla Mountain comfort superior che passa ad un’area di 40 m².
Tutte le stanze sono dotate di un posto auto (ve ne sono 60) nel garage di 3 piani interrato sotto la struttura. Le Mountain Living passano a 42 m² e sono per 2-3 persone, mentre le Mountain Family salgono a 58 m² per 2-4 persone. Poi, le suite partendo dalla Romantic Suite, 60 m² per 2-4 persone, passando dalla Schlern Suite 39 m² arrivando alla Schlern deluxe per 2 persone con superficie di 43 m².
Ogni camera ha terrazzo, balcone o terrazza mansardata, tutte le amenity immaginabili e, quasi tutte hanno vista sullo Sciliar, mentre nelle suite si trovano vasca idromassaggio e sauna, per un “wellness privato”.

La sala relax sotto il tetto

«Per chi volesse godersi la spa, la troverà all’ultimo piano congegnata in maniera architettonicamente molto interessante e unica nel suo genere, credo, – continua Gabrielli – Da lì si sale di un ulteriore piano per arrivare all’area relax e la piscina, che garantisce agli ospiti di nuotare “sui tetti di Castelrotto”.  L’area dedicata alla piscina ha il tetto apribile sul lato rivolto verso il centro storico così che in estate si nuota all’aperto. L’area relax  ha un contro soffitto in legno a forma di griglia per spezzare i raggi diretti del sole, ma dare grande luminosità».

La Lamplstube

La ristorazione è solidamente ancorata allo chef Marc Oberhofer: la sua filosofia si basa su ingredienti locali, di stagione e di alta qualità, con cicli di trasporto brevi: la frutta e la verdura di stagione, le erbe alpine, il latte e i prodotti caseari, le uova e la carne provenienti dai masi contadini dell’Alto Adige. 120 coperti nell’elegante sala del ristorante Zum Lampl (dove vigono le misure anti-covid per la tranquillità degli ospiti) o nell’esclusiva saletta privé del nuovo ristorante gourmet Lamplstube, 3 tavoli per un massimo di 10 posti a sedere dove lo chef altoatesino continua a deliziare gli ospiti con creazioni personalissime. L’hotel prepara anche, su prenotazione, meravigliosi zaini/cestini da picnic per poter gustare la raffinata cucina dello chef anche sui prati dell’Alpe, tra natura, aria pulita e silenzio.

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Massimo Terracina

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