17 August 2022

Le major dell’hôtellerie puntano sulla “Internet of things”

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Un pizzico di fantascienza condita con un po’ di applicazione concreta della cosiddetta rete delle cose (Internet of things). Hilton sta testando in due proprietà a stelle e strisce, l’Hilton Hawaiian Village Waikiki Beach Resort di Honolulu e l’Hilton Anatole di Dallas, una vera funzionalità avveniristica per la sua app Hilton Honors: Fun Finder sfrutterebbe la connessione wifi, nonché una serie di sensori ben posizionati e la tecnologia gps, per fornire agli ospiti degli hotel informazioni, consigli e offerte ad hoc, basate non solo sulle preferenze degli utenti ma anche sulla loro posizione corrente e sull’ora del giorno in cui la comunicazione viene inoltrata. «Il nostro obiettivo – ha spiegato al magazine Usa “Skift” il senior director of mobile products del gruppo americano, Rich DiStefano – è quello di garantire ai nostri clienti l’informazione giusta al momento giusto». E già che ci siamo, approfittarne anche per fare un po’ di up e cross-selling. Il che non guasta mai. L’idea è talmente buona che naturalmente non c’è solo Hilton a muoversi in tale direzione. Anche Marriott starebbe infatti preparando un programma simile. Ed entrambe le compagnie avrebbero ben presenti quelli che potrebbero essere i rischi potenziali insiti in iniziative del genere: diventare eccessivamente invadenti, tanto da infastidire i destinatari degli stessi messaggi. «Nessuno di noi ha intenzione di trasformarsi in uno spammer – ha però dichiarato l’international senior vice president of digital di Marriott, George Corbin -. Sono convinto piuttosto che il marketing possa diventare un vero e proprio servizio a valore aggiunto. A patto che la comunicazione sia correttamente personalizzata e tempestiva».




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