27 March 2026

Le major dell’hôtellerie puntano sulla “Internet of things”

Un pizzico di fantascienza condita con un po’ di applicazione concreta della cosiddetta rete delle cose (Internet of things). Hilton sta testando in due proprietà a stelle e strisce, l’Hilton Hawaiian Village Waikiki Beach Resort di Honolulu e l’Hilton Anatole di Dallas, una vera funzionalità avveniristica per la sua app Hilton Honors: Fun Finder sfrutterebbe la connessione wifi, nonché una serie di sensori ben posizionati e la tecnologia gps, per fornire agli ospiti degli hotel informazioni, consigli e offerte ad hoc, basate non solo sulle preferenze degli utenti ma anche sulla loro posizione corrente e sull’ora del giorno in cui la comunicazione viene inoltrata. «Il nostro obiettivo – ha spiegato al magazine Usa “Skift” il senior director of mobile products del gruppo americano, Rich DiStefano – è quello di garantire ai nostri clienti l’informazione giusta al momento giusto». E già che ci siamo, approfittarne anche per fare un po’ di up e cross-selling. Il che non guasta mai. L’idea è talmente buona che naturalmente non c’è solo Hilton a muoversi in tale direzione. Anche Marriott starebbe infatti preparando un programma simile. Ed entrambe le compagnie avrebbero ben presenti quelli che potrebbero essere i rischi potenziali insiti in iniziative del genere: diventare eccessivamente invadenti, tanto da infastidire i destinatari degli stessi messaggi. «Nessuno di noi ha intenzione di trasformarsi in uno spammer – ha però dichiarato l’international senior vice president of digital di Marriott, George Corbin -. Sono convinto piuttosto che il marketing possa diventare un vero e proprio servizio a valore aggiunto. A patto che la comunicazione sia correttamente personalizzata e tempestiva».

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